Pubblicità

Consulenza gratuita online

consulenza psicologica

Le Newsletter gratuite

logo psiconline news
testata2bis

I Test Psicologici

test psicologici

Malattie neurodegenerative: danni simili alle cellule cerebrali

on . Postato in News di psicologia | Letto 569 volte

Le malattie neurodegenerative, come l'Alzheimer, il Parkinson e la malattia di Huntington, sono associate a proteine piegate in modo anomalo, che formano delle placche (agglomerati) all'interno delle cellule cerebrali.

malattie neurodegenerative: alzheimer, parkinsonQueste placche si diffondono da cellule a cellule, portando a necrosi cellulare. Tutte e tre queste malattie sono progressive, debilitanti e incurabili.

Un recente studio presso l’Università Loyola di Chicago ha dimostrato che, sebbene le proteine implicate in ciascuna malattia siano diverse (la proteina tau nell’Alzheimer, l’alfa-sinucleina nel Parkinson e l’huntingtina nella malattia di Huntington), tutte sembrano causare danni alle cellule cerebrali in modo similare.

I risultati di questa ricerca, pubblicati nella rivista Acta Neuropathologica, mostrano i processi attraverso i quali queste malattie possono propagarsi e interferire con le normali funzioni del cervello e supportano, inoltre, la teoria che un determinato tipo di trattamento potrebbe essere efficace per tutte e tre le malattie neurodegenerative.

Secondo Edward Campbell, uno degli autori dello studio, una possibile terapia potrebbe consistere nell’aumentare la capacità delle cellule del cervello di degradare le proteine o le vescicole danneggiate.

I ricercatori, focalizzandosi sul modo in le placche proteiche invadono le cellule sane del cervello, hanno potuto osservare come questi placche di proteine, una volta entrate all’interno delle cellule, entrano anche all’interno delle vescicole, danneggiando o rompendo le membrane che le rivestono. A causa della degradazione e della rottura di queste membrane, le proteine invadono il citoplasma (ossia quella parte della cellula che si trova fuori dal nucleo), causando ulteriori disfunzioni cerebrali.

Pubblicità

La ricerca ha, altresì, mostrato come le cellule rispondono allorquando le placche di proteine invadono le vescicole: le cellule reagiscono riunendo insieme le vescicole e le proteine danneggiate in modo tale da poterle distruggere, anche se la degradazione delle proteine non è affatto un processo semplice.

I risultati di questo studio sono stati tanto inaspettati quanto interessanti: i ricercatori non si aspettavano di scoprire che i blocchi proteici associati alle tre malattie causassero lo stesso tipo di danno alla vescicola, in quanto ogni malattia colpisce determinate e differenti regioni del cervello (l’Alzheimer distrugge le aree correlate alla memoria, mentre il Parkinson e la malattia di Huntington danneggiano i circuiti cerebrali associati al movimento). 

Gli autori dello studio, alla luce di questa scoperta, ritengono che siano necessarie ulteriori ricerche e approfondimenti per conoscere meglio i processi implicati in questo tipo di malattie neurodegenerative e per poter trovare, in futuro, una terapia che sia efficace per tutte e tre.

 

Tratto da: PsichCentral

(Traduzione e adattamento a cura della Dottoressa Claudia Olivieri)

 

 

Ti è piaciuto l'articolo che hai appena letto e vuoi essere informato sulle novità che vengono pubblicate su Psiconline.it?
Iscriviti alle nostre newsletter settimanali per essere in continuo contatto con la psicologia!

Privacy e Termini di Utilizzo
 
Pubblicità
Vuoi conoscere il nome di uno psicologo e/o psicoterapeuta
che lavora nella tua città o nella tua regione?
Cercalo subito su

logo psicologi italiani
Vuoi conoscere ed acquistare i libri che parlano
di psicologia e psicoterapia?
Cercali su

logo psychostore

 

Tags: Alzheimer, placche cerebrali parkinson malattie cellule cerebrali proteine

Guarda anche...

Pubblicità

Pubblicità

I Sondaggi di Psiconline

Cosa ne pensi delle Tecniche di Rilassamento e della Meditazione?

Pubblicità

Le Risposte dell'Esperto

Credo che al mio ragazzo inte…

Flavia, 23     Salve, sono una ragazza di 23 anni. Per cinque mesi sono stata con un ragazzo che ho lasciato nei giorni scorsi. ...

Depressione a causa di una rag…

Pasq, 25     Sono un ragazzo di 25 anni, 1 anno fa conobbi una ragazza, e subito abbiamo stretto amicizia e siamo diventati molto amici. ...

dipendenza da chat (1511886186…

Mau, 38     Buongiorno, sono un ragazzo gay, ho 38 anni ed ho una relazione da 4 anni con il mio compagno; l' unico se possiamo dire "neo" che c...

Area Professionale

La psicologia incontra l'arte …

Ancora una volta la psicologia scende fra la gente e si preoccupa del benessere e della bellezza. Ancora una volta gli psicologi dimostrano una grande capacità ...

Proteggere il proprio nome onl…

Una cosa che si impara molto presto nel mondo di internet e della pubblicità online è che non serve, o meglio non basta, essere presenti nel web, aggiornare il ...

Il confine nelle dinamiche di …

Il Test I.Co.S. è un test semi-proiettivo che permette di ottenere indicazioni dettagliate sugli aspetti di personalità e sulle relazioni dei singoli soggetti a...

Le parole della Psicologia

Disturbo Istrionico di Persona…

Disturbo di personalità caratterizzato da intensa emotività e costanti tentativi di ottenere attenzione, approvazione e sostegno altrui, attraverso comportament...

Algofilia

L’algofilia (dal greco ἄλγος "dolore" e ϕιλία "propensione") è la tendenza paradossale e patologica a ricercare il piacere in sensazioni fisiche dolorose. ...

Anosognosia

Il termine, che deriva dal greco, significa letteralmente “mancanza di conoscenza sulla malattia”. Per la precisione, “nosos” significa malattia, “gnosis” sta p...

News Letters