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Malinconiche e longeve

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on . Postato in News di psicologia | Letto 302 volte

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Ogni giorno, oltre 10 milioni d'italiani e una famiglia su due devono confrontarsi con qualche disturbo mentale e soprattutto con quelli legati alla sfera affettiva (37,8%) e all'ansia (37,2%). Nella sfera affettiva ricadono i cosiddetti disturbi dell'umore (di cui fa parte la depressione) che sono, in assoluto, i più comuni. Alcune forme di depressione presentano, però, sintomi così deboli da non essere nemmeno considerate degne di attenzione medica né da chi ne soffre, né da parte del medico, soprattutto se non specialista: si tratta della cosiddetta depressione sottosoglia, sub-clinica o sub-sindromica che spesso si presenta come commistione di vaghi sintomi ansiosi e depressivi e che, pur non ricadendo in nessuna delle classiche forme riportate dai manuali, può essere fonte di grossa sofferenza. Ma, secondo uno studio dello psichiatra americano Dan Blazer, questa "piccola depressione" può ricambiare, quantomeno le donne, con un grosso regalo: un'esistenza più lunga.

Il gruppo di ricercatori del Duke University Center del Nord Carolina da lui diretti ha, infatti, scoperto che le donne con depressione lieve hanno maggior probabilità di campare più a lungo di quelle che invece non sono affatto depresse o di quelle che hanno una depressione più grave.
Questa "regola" non sembra però valere per gli uomini che presentano sempre la stessa attesa di vita, sia che abbiano una depressione grave oppure lieve, sia che non ne soffrano affatto. Lo studio, pubblicato sull'American Journal of Geriatric Psichiatry, ha coinvolto per anni oltre quattromila anziani con almeno 65 anni. Tramite una scala di valutazione chiamata CES-D è stato stabilito fin dall'inizio che il 10% delle donne e l'8% dei maschi, aveva una depressione lieve.

«Quando ci siamo accorti che la depressione lieve non influiva sui maschi, mentre il suo effetto era evidente sulle donne, - spiega Blazer - abbiamo corretto le analisi prendendo in considerazione altri fattori associabili alla mortalità, come l'età, la situazione maritale o il livello socio-economico. Ma anche dopo questa valutazione, le donne con depressione lieve sono risultatele più longeve. Non sappiamo perché ciò non accada anche nell'uomo, ma può darsi che la depressione lieve rappresenti nella donna una risposta di adattamento bio-psicologico naturale, che ha lo scopo di difenderla da pericoli futuri e che finisce col salvaguardarla anche dal naturale decadimento degli anni. Però, quando i sintomi depressivi sono più d'uno e si presentano con frequenza, occorre un trattamento antidepressivo, sia psicoterapico che farmacologico, altrimenti, oltre a perdere gli eventuali vantaggi di questa presunta longevità, possono verificarsi conseguenze anche molto pesanti in termini di disabilità e di qualità della vita».

Uno studio dello psichiatra Aartjan Beekman della Vrije Universiteit di Amsterdam comparso su Archivies of General Psychiatry ha infatti lanciato un allarme sui rischi di scarsa attenzione per la depressione degli anziani che, nel 32% dei casi, può diventare cronica. Solo nelle forme lievi (il 14%) l'esito appare più favorevole, ma occorrono comunque interventi più mirati e continui. (C.Peccarisi)

Articolo interamente tratto da:”Corriere Sera – Salute” del 7.12.2002

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