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Meccanismi neuronali dello sviluppo della dislessia

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La dislessia è uno dei più diffusi disturbi dell'apprendimento.

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Differenti approcci terapeutici e strategie di apprendimento sono utilizzate per contrastare le difficoltà di lettura e scrittura associate con la dislessia, ma ad oggi è possibile curare la dislessia.

Inoltre, per molti individui affetti trascorre molto tempo prima che ricevano una diagnosi di dislessia. I bambini con dislessia presentano problemi considerevoli a scuola e sono sottoposti a forti pressioni emotive sia a scuola che in famiglia. Gli adulti con dislessia spesso si vergognano della loro "debolezza" e cercano di nasconderla dal loro ambiente sociale e professionale.

Perché bambini e adulti con sviluppo apparentemente normale hanno problemi con la lettura e/o la scrittura? Molti ricercatori pensano che la causa della dislessia sia un'elaborazione disfunzionale del linguaggio uditivo. Tuttavia, ancora oggi, le ragioni di queste alterazioni nell'elaborazione del linguaggio rimangono sconosciute. Un assunto di vecchia data riteneva che la causa dello sviluppo della dislessia, derivava dalla disfunzione delle strutture nella corteccia cerebrale.

 

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La neuroscienziata Prof.ssa  Katharina von Kriegstein del Technische Universität Dresden e un team internazionale di esperti mostrano in un recente studio pubblicato che gli individui con dislessia presentano una struttura debolmente sviluppata che non si trova nella corteccia cerebrale, ma in una fase di elaborazione subcorticale; vale a dire la connettività della materia bianca tra il piano uditivo sinistro sensibile al movimento (mPT) e il talamo uditivo sinistro (corpo genicolato medio, MGB).

Per questo studio, il team guidato dalla Prof.ssa von Kriegstein ha analizzato gli individui con sviluppo di dislessia confrontati con il gruppo di controllo caratterizzato da persone senza dislessia e hanno condotto test diagnostici e Risonanza Magnetica (MRI) del cervello.

Utilizzando tecniche di analisi speciali, i neuroscienziati hanno ricostruito la struttura delle fibre tra la mPT e la  MGB. I risultati sono i seguenti: le persone con dislessia hanno meno fibre di connessione tra mPT e MGB nell'emisfero sinistro cerebrale rispetto al gruppo di controllo.

I soggetti del gruppo di controllo, invece, hanno mostrato una connettività molto forte tra mPT e MGB, in particolare quelli che hanno eseguito molto bene il test di lettura.

Come spiegato in breve dalla Prof.ssa Katharina von Kriegstein: "Comprendere i meccanismi neuronali della dislessia evolutiva sarà decisivo per lo sviluppo della diagnosi precoce e delle terapie mirate, ci aspettiamo che le nostre scoperte diano inizio a nuovi importanti sforzi di ricerca nella comunità scientifica, perché dimostrano che le strutture cerebrali finora non sono state sufficientemente studiate e  può essere molto rilevante per spiegare la dislessia evolutiva".

 

 

Tratto da Science Daily

 

 

(Traduzione ed adattamento a cura della Dottoressa Giulia Inglese)

 

 


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Tags: disturbi dell' apprendimento news di psicologia Dislessia corteccia cerebrale

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