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Minaccia terroristica e strategie di coping

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Siamo stati tutti colpiti dal terrorismo, direttamente o indirettamente. Per terrorismo s’intende l'uso della violenza indiscriminata per creare il terrore o la paura al fine di raggiungere un obiettivo politico, religioso o ideologico.

coping e terrorismo

La memoria degli attacchi dell’11 settembre 2001 e i più recenti, avvenuti in America e in Europa ci lasciano certamente la prospettiva di attacchi futuri.

Mentre noi tendiamo a sentirci ragionevolmente al riparo anche dal peggiore attacco (si spera), cosa accade a coloro i quali sono costretti ad affrontare quotidianamente la minaccia del terrorismo?

Per le truppe in Iraq e Afghanistan, gli operatori umanitari che si trovano in aree ad alto rischio e le persone che vivono semplicemente nei numerosi punti “caldi” di tutto il mondo, il rischio di morte o di gravi ferite è un qualcosa che devono affrontare ogni giorno.

Un nuovo studio pubblicato nell’ International Journal of Stress Management esamina alcuni degli stili di coping utilizzati per affrontare la minaccia quotidiana del terrorismo e la loro efficacia.

Lo studio ha coinvolto 400 adulti israeliani (di cui il 54 % con un'età media di 30 anni). Di questi partecipanti, il 26 % ha riferito di essere stato colpito personalmente dal terrorismo, il 25,5 % aveva parenti che erano stati colpiti e 42,7 % con amici che erano stati colpiti.

Oltre alla raccolta dei dati demografici, i partecipanti sono stati invitati a compilare un questionario che misura il livello di esposizione al terrorismo, nonché i sintomi specifici di stress sperimentati e la loro gravità.

Inoltre, ai partecipanti è stato chiesto di compilare un questionario per indagare le diverse strategie di coping utilizzate per affrontare la minaccia del terrorismo. Il questionario era composto da item che valutavano il Coping Centrato sul Problema, ossia la capacità di fronteggiare lo stress, affrontando direttamente il problema e sviluppando strategie concrete per prendere il controllo della situazione, ed item relativi al Coping Basato sulle Emozioni che corrisponde allo sforzo di gestire le emozioni negative che accompagnano le situazioni stressanti.

Identificate per la prima volta dagli psicologi Susan Folkman e Richard Lazarus, le strategie di Coping problem- focused o emotion – focused, spesso entrano in gioco in seguito a eventi traumatici.

All’interno del questionario, il Coping centrato sulle emozioni è stato misurato utilizzando item come: "Dall'inizio degli attacchi terroristici, mi sono preoccupato dei miei figli" e "Credo che sia tutto nelle mani di Dio e tutto ciò che deve accadere, accadrà".

Invece, il coping centrato sul problema è stato indagato attraverso item quali: “Quando sono in un posto pubblico, mi guardo intorno per cercare di identificare persone o oggetti sospetti";" Quando c'è un attacco terroristico, solitamente cerco di scoprire i dettagli associati al modo in cui è stato pianificato e condotto dai terroristi ";" Cerco di andare nei luoghi che mi sembrano meno pericolosi ".

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Negli studi che hanno esaminato come il coping centrato sul problema e sulle emozioni siano utilizzati per affrontare il terrore, sono stati identificati quattro stili di coping che si basano sui punteggi ottenuti ai questionari:

Coping centrato sul problema (PTC): i soggetti adottano strategie volte alla soppressione o alla riduzione degli elementi emotivi coinvolti;

Coping centrato sulle emozioni (ETC): è l’opposto del coping centrato sul del PTC in cui i sopravvissuti si concentrano fortemente sulla copertura con emozioni negative con poco tentativo di soluzione dei problemi

Coping integrato (IC): i soggetti che utilizzano questa strategia, si affidano sia al coping centrato sul problema che a quello sulle emozioni. Per molte persone, entrambi i tipi di coping sono necessari per gestire lo stress acuto che incontrano.

Coping adattivo (AC): vi è un minimo ricorso sia al coping centrato sul problema che a quello sulle emozioni.  Questo si osserva spesso nelle persone che considerano il terrorismo come una minaccia banale che non richiede la mobilitazione di risorse, come il coping.

Gli studi hanno mostrato differenze significative tra uomini e donne nella tipologia di stile di coping che si tendeva ad utilizzare. Mentre le donne tendono ad utilizzare una varietà di stili di coping, gli uomini in genere si affidano principalmente al coping centrato sul problema, vale a dire focalizzarsi sull'evento stesso cercando potenziali soluzioni.

Le donne, inoltre, tendono a segnalare livelli di paura più elevati rispetto agli uomini, anche se questo potrebbe essere un riflesso del differente ruolo di genere e del modo in cui ci si pone rispetto al mostrare le proprie emozioni.

Come previsto, i risultati hanno mostrato che le persone esposte al terrorismo tendono a contare su più stili di coping, spostandosi da uno stile all’altro.

Nel complesso, gli uomini sembravano contare su un Coping Adattivo per ridurre al minimo l'impatto che il terrorismo ha su di loro e considerarlo come una minaccia quotidiana piuttosto che una crisi che deve essere superata.

Guardando al terrorismo come parte della vita quotidiana, gli uomini sembrano in grado di adattarsi in modo efficace. Questo tipo di auto - adattamento riflette anche i bassi livelli di stress che tendono ad essere segnalati dai partecipanti maschi.

Nelle donne, tuttavia, il Coping Integrato era lo stile di coping più comune. Ciò suggerisce che, per la maggior parte delle donne, la paura del terrorismo sembrava più elevata di quella che era stata segnalata dai maschi. Le donne hanno anche mostrato maggiori livelli di stress, anche se il loro rischio di essere vittima del terrorismo era in realtà molto inferiore.

Abbastanza interessante, non sembrava esservi alcuna differenza a livello della paura tra le persone che erano state direttamente colpite da attacchi terroristici e coloro che non lo erano. D'altra parte, la quantità di stress che le persone hanno riportato sembra essere direttamente legate alle esperienze precedenti, nonché al tipo di stili di coping che hanno utilizzato.

Quindi, cosa suggeriscono questi risultati alle persone che sono preoccupate per eventuali attacchi terroristici nella propria comunità? Nel valutare i risultati del loro studio, Keren Cohen-Louck e Sarah Ben-David suggeriscono che le persone che si occupano del terrorismo spesso si affidano a strategie diverse a seconda di come essi sentono colpiti da ciò che è accaduto.

Alcuni stili di coping, come quello Adattivo, sembrano essere più efficaci nel controllare lo stress rispetto ad altri stili. Inoltre, gli stili di coping inefficaci possono rendere gli individui maggiormente vulnerabili a problemi di salute mentale.

 

 

Tratto da: psychologytoday

 

(Traduzione e adattamento a cura della Dottoressa Rubina Auricchio)

 

 


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