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Mogli al lavoro e mariti depressi

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PSICONLINE® NEWS n. 86 - 18.11.2001

Uomini di mezz'età le cui mogli passano molto tempo fuori casa per lavoro sono più a rischio di depressione, secondo un recente studio condotto da ricercatori della Queen Mary School of Medicine di Londra che hanno analizzato dati di un campione di circa 10.000 soggetti tra uomini e donne.
I risultati mostrano infatti che in confronto al gruppo degli uomini le cui mogli passano più tempo a casa o svolgono lavori solo part time, quello degli uomini con mogli molto impegnate nel proprio lavoro e che le porta a stare per molto tempo lontane da casa presenta una minore capacità di fronteggiare lo stress e tende a sviluppare con più frequenza forme depressive; in particolare , i mariti delle donne con orario lavorativo a tempo pieno sarebbero quelli più a rischio in questo senso.
"Dall'analisi dei risultati ottenuti attraverso i questionari somministrati ai soggetti - dice la dr.ssa Vicky Cattell, che ha collaborato alla ricerca - "..emerge che in molti casi gli uomini con mogli che passano più tempo a casa hanno una maggiore possibilità di condurre una vita sociale più gratificante per mezzo di incontri coi vicini e con altri amici; le mogli in questi casi svolgono un ruolo facilitante per i mariti nel senso della socializzazione..".

Dei vari sottogruppi studiati nella ricerca, uno di questi incline a sviluppare forme depressive, oltre a quello dei mariti con mogli che lavorano a tempo pieno, è quello delle mogli con scarsa attitudine al lavoro casalingo e che non esercitano le loro capacità nell'ambiente domestico come in quello lavorativo. Lo studio ha infatti rilevato come sia importante per le persone, uomini o donne, avere la percezione di esercitare un certo grado di potere o senso di controllo della situazione sia famigliare-domestica che lavorativa, e come questo eserciti una grande influenza positiva sul senso di autostima.

"E' importante però sottolineare - aggiunge il dr. Stephen Stansfield , che ha collaborato allo studio - che questi dati si riferiscono ad un campione di soggetti di mezz'età, dove si può riscontrare una maggiore dipendenza emotiva dal partner in certi ambiti ed aspetti della propria vita anche in base a fattori culturalmente mediati; dipendenza che è maggiore rispetto alle generazioni più giovani , dove i partners hanno sviluppato forme di convivenza reciprocamente più indipendenti..".

"A mantenere in passato certe forme di convivenza sociale - dice anche la dr.ssa Tina Tessina, psicoterapeuta della famiglia a Long Beach (California-Usa) - "..sono state infatti maggiormente le donne, per cui le generazioni precedenti hanno deputato le donne a mantenere e gestire solitamente alcune aree di vita sociale, come quella dei contatti sociali, interpersonali e famigliari, che ha favorito quindi una certa dipendenza in questi settori dei mariti dalle proprie mogli..".

(tratto da: "Men More Depressed When Partner Works" - United Press International - Nov. 2001)


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