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Odiato mal di testa, da oggi ti scaccio via

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on . Postato in News di psicologia | Letto 471 volte

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È crudele, fa soffrire, colpisce non solo per la sua intensità, ma anche per l’imprevedibilità e la ripetitività degli attacchi. Stiamo parlando dell’emicrania, di quei 7 milioni di italiani - la stragrande maggior parte sono donne - che ne soffrono in forma ciclica. Eppure solo un paziente su dieci viene trattato adeguatamente. Solo uno su sei si rivolge allo specialista, mentre gli altri pensano che non ci siano trattamenti che lo possano aiutare. L’emicrania è così diventata, a torto, una malattia sottostimata e fortemente sotto-trattata. Eppure i rimedi farmacologici esistono. Quanto alla prevenzione, gli esperti dicono attenzione a stress, alle posizioni che sollecitano la muscolatura cervicale, agli alcolici, all’alimentazione.

«Sull’emicrania resiste ancora il pregiudizio che si tratti di una malattia secondaria – spiega il professor Giorgio Zanchin, direttore del Centro Cefalee dell’Università di Padova - in quanto generalmente non mortale e caratterizzata da dolore soggettivo. La realtà è ben diversa e lo vediamo ogni giorno nei nostri centri». Infatti, oltre al forte dolore fisico, alla nausea e al vomito che costringono il malato a letto anche per giorni, «un aspetto invalidante e fortemente ansiogeno della malattia è l’imprevedibilità dell’attacco: il paziente ha l’ansia di non avere mai la certezza di poter far fronte a un compito assunto come una riunione di lavoro o una semplice cena con amici con forti ripercussioni sulla qualità di vita dei malati e dei loro familiari anche al di fuori dell’attacco».

Ma è possibile prevenire la malattia? «Le persone a rischio - sottolinea l’esperto - devono fare attenzione ai fattori ambientali in modo da identificare quelli che scatenano le crisi e cercare di eliminarli: lo stress, particolari posizioni che sollecitano la muscolatura cervicale, gli alcolici, l’alimentazione. Alcuni cibi favoriscono la sua insorgenza come i formaggi stagionati, gli agrumi, gli insaccati e il glutammato sodico, un insaporitore.

E quando sopravviene l’attacco, come comportarsi? «Vi sono farmaci efficaci e specifici come i triptani, - conclude il professor Zanchin - in grado di restituire alle proprie attività abituali 3 pazienti su 4, interrompendo completamente l’attacco o alleviandolo in misura cospicua. Il nostro impegno deve quindi essere rivolto ad incoraggiare l’uscita da un atteggiamento di rinuncia, dal ritornello del dover convivere col mal di testa, informando i pazienti che l’emicrania può essere oggi curata in maniera efficace».

(tratto da La StampaWeb - 30.12.2002)

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