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Per i dottori, maggiori informazioni sulle cause biologiche equivalgono a minore empatia per i pazienti

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empatia Un nuovo studio di Yale dimostra che basta fornire a terapisti e psichiatri informazioni riguardo la biologia di un disturbo mentale e loro hanno una minore empatia per il paziente.

Questi risultati, pubblicati il 1 dicembre su “Proceedings of the National Accademy of Sciences”, confutano la concezione che le spiegazioni biologiche per la malattia mentale aumentano la compassione per le decine di milioni di americani che soffrono di problemi di salute mentale.

Il senso comune suggerisce, infatti, che le spiegazioni biologiche per i sintomi psichiatrici dovrebbero ridurre il biasimo che i pazienti ricevono per il loro comportamento, riconoscendo i colpevoli nei geni e nelle cellule nervose. Ciò, a sua volta, dovrebbe aumentare i sentimenti di compassione.

In una serie di studi, i medici americani lessero le descrizioni di pazienti, i cui sintomi erano spiegati usando informazioni che si focalizzavano sulla genetica e la biologia, o sulle esperienze dell’infanzia e sulle circostanze di vita stressanti. Tra le altre domande, ad essi fu chiesto quanta compassione sentivano per l’individuo, un elemento essenziale della terapia.

I ricercatori hanno trovato che i medici esprimevano, in misura consistente, una minore compassione per il paziente, quando i suoi sintomi erano spiegati usando i fattori biologici.

“Le spiegazioni biologiche sono come un’arma a doppio taglio” ha detto Matthew Lebowitz, laureato in Psicologia ed autore principale dello studio. “Loro tendono a far apparire i pazienti meno biasimevoli, ma l’eccessiva enfasi sulla biologia, per spiegare la psicopatologia, può essere disumanizzante, perché riduce le persone a meri meccanismi biologici”.

I medici, inoltre, quando erano fornite spiegazioni biologiche della malattia, piuttosto che quelle psicosociali, credevano che la psicoterapia avesse meno probabilità di essere efficace. Gli autori hanno constatato che questo costituisce un problema, perché alcuni studi suggeriscono che certi tipi di psicoterapia sono trattamenti importanti ed efficaci per vari disturbi mentali.

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Ci sono anche altri aspetti negativi delle spiegazioni biologiche. Secondo una ricerca degli autori, pubblicata l’anno scorso, gli individui depressi, più attribuiscono i loro sintomi a cause biologiche, più tendono ad essere pessimisti riguardo la loro prognosi.

I ricercatori, insomma, sottolineano l’importanza di riconoscere che i fattori biologici sono solo un pezzo del complesso puzzle sulle cause dei disturbi mentali.

“Non stiamo certamente dicendo che le persone dovrebbero ignorare i fattori biologici quando studiano i disturbi mentali, ma è cruciale concepire la biologia come qualcosa che è parte di tutta l’esperienza umana, piuttosto che come un qualcosa che separa le persone cosiddette malate di testa da tutti gli altri”, ha detto Woo-Kyoung Ahn, professore di psicologia e coautore dello studio.

 

Tratto da: psypost.org

 

(Traduzione e riassunto a cura della dottoressa Alice Fusella)

 

 

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