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I Test Psicologici

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Polli australiani

on . Postato in News di psicologia | Letto 202 volte

Sembra non abbia fine la costante e ripetitiva comparsa sui mezzi di informazione, di entusiastici annunci circa la scoperta delle cause della schizofrenia.

L'ultimo in ordine di tempo è la notizia che sarebbe stata “Localizzata nel cervello l'area della schizofrenia…”

Lo studio, condotto tramite risonanza magnetica all'Istituto di Neuroscienze dell'università di Sydney, e comparso sulla rivista internazionale “Neuroimage”, riporta l'individuazione di un legame tra l'assottigliamento di alcune aree cerebrali (corteccia prefrontale) e processi di pensiero deteriorati, in soggetti schizofrenici.

Nulla da eccepire sui rilievi individuati dall'equipe di Vaughan Carr, direttore scientifico dell'Istituto stesso, ma è quanto meno opportuno fare alcune annotazioni:

1 – lo studio è stato condotto su soli 10 pazienti (campione troppo esiguo) e non è ancora stato ripetuto;

2 – è ben nota la correlazione tra funzioni cognitive superiori e corteccia prefrontale. Per più di 40 anni gli psichiatri si sono ostinati a distruggerla con le lobotomie e, cosa che può sembrare assurda, proprio per “curare”, dicevano, la schizofrenia.

Non possiamo comunque sapere se l'assottigliamento riscontrato a Sydney sia la causa o l'effetto del deterioramento del pensiero;

3 – l'idea che la schizofrenia sia provocata da una alterazione cerebrale ha affascinato la psichiatria da più di 200 anni, senza che si approdasse a nulla.

A questo proposito è bene ricordare alcuni passaggi di questa “storia infinita”: con la scoperta dei batteri, la psichiatria si concentrò sulla ricerca del batterio che “doveva” esserne la causa; lo cercarono per più di cento anni, senza mai trovarlo. In compenso gli diedero un nome: lo schizococco.

Fu quindi la volta del virus, anche questo cercato inutilmente (e qualcuno lo cerca ancora), poi, man mano che l'evoluzione scientifica individuava nuovi varchi, subito si apriva il campo per un'altra esplorazione (genetica, squilibrio biochimico, alterazione funzionale, ecc.).

Nulla di male, se si fosse trattato semplicemente di esplorazione scientifica, ma qui ciò che viene fatto è il presentare al pubblico “ipotesi scientifiche” come “verità assodate” .

Compaiono perciò costantemente articoli diretti al grande pubblico che reclamizzano con titoli altisonanti “scoperto il gene della schizofrenia”, “individuato lo squilibrio biochimico che causa la schizofrenia”, “individuata l'area cerebrale della schizofrenia…”, “esame con RMN, PET, ecc. permette di individuare il cervello schizofrenico…”, ecc.

Tutte e ripeto TUTTE queste ricerche meritano rispetto in quanto ipotesi, nessuna ha mai provato nulla.

Esami, geni o alterazioni organiche hanno senso in ambito medico solo qualora vi sia specificità e sensibilità. Quando e solo quando ciò avviene, siamo autorizzati a dare annunci entusiastici.

Qualora ciò avvenisse per la schizofrenia, avremmo un test che ci permetterebbe persino di individuare, come per ogni altra malattia, i malati asintomatici (e sino ad allora la prudenza sarebbe d'obbligo).

Ma poiché lo schizofrenico asintomatico è un ossimoro, forse sarebbe il caso di fare qualche ulteriore riflessione o almeno di avere qualche dubbio… A meno che non manchi proprio il livello culturale per affrontare l'argomento.

Ma i giornalisti scientifici non dovrebbero avere una formazione che permetta loro di “vedere”?

Tornando alla scoperta di Sydney, questa non ci dice nulla, se non che alcuni soggetti etichettati come schizofrenici avevano un'area del cervello che sembra essere meno attiva e di volume ridotto. Causa o effetto? (Senza contare che i farmaci usati per “curare” la schizofrenia possono provocare proprio l'assottigliamento della corteccia prefrontale…).

Per capirci meglio sarebbe come annunciare la scoperta che “i polli completamente spennati di solito sono morti, mentre quelli con le piume solitamente sono vivi; potremo ora concentrarci sulla genetica di un'area molto specifica: la pelle dei polli ed esplorare piu' a fondo le ragioni per cui quell'area si deteriora nei polli morti ”.

Restiamo in ansiosa attesa del prossimo “annuncio profetico”: i polli non mancano…

Dr. Roberto Cestari
Presidente Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani – ONLUS

onte: CERVELLO: LOCALIZZATE AREE LEGATE A SCHIZOFRENIA - ANSA) SYDNEY, 18 FEB

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