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Problemi cognitivi degli anziani

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Nuove ricerche nel campo dei problemi cognitivi degli anziani sono state effettuate dal team di ricerca condotto dal dr.Todd S.Braver e coll. della Washington University. La perdita graduale di abilità che consistono nel raggruppare stimoli simili ed usare indizi contestuali potrebbe secondo gli autori far luce sulla dinamica del declino cognitivo negli anziani. La ricerca, apparsa recentemente sulla rivista “Journal of Experimental Psychology” (Ed. APA) ha coinvolto gruppi di soggetti giovani ed anziani in modo da confrontare le loro performances in ambito cognitivo attraverso la somministrazione di test di attenzione, di percezione, di memoria, etc..

Nel modello esplicativo presentato da Braver e coll. il trattamento di questi stimoli contestuali( il cosiddetto “context processing”) è una specifica modalità di funzionamento di un sistema operativo psico-cognitivo che avrebbe la sua area di riferimento nella corteccia prefrontale. Il mediatore interessato al processo è la dopamina, che sarebbe implicata appunto soprattutto nei processi cognitivi, nella memoria e nel comportamento.

Presi nell’insieme, i risultati dello studio suggeriscono che col procedere dell’età si manifesti in misura crescente il deficit nella capacità di context processing poiché diminuisce la capacità di rappresentazione, mantenimento ed aggiornamento di questo schema operativo da parte del soggetto anziano. Il context processing avrebbe quindi un ruolo centrale nel funzionamento corretto della sfera cognitiva poiché permetterebbe di collegare ed associare gli stimoli tra loro e attribuire significato alle nostre esperienze; gli autori dello studio ipotizzano che tale meccanismo venga però inibito progressivamente con l’età insieme alla diminuzione dei livelli cerebrali di dopamina.

(Tratto da:” Context May Determine Cognitive Problems of Elderly” -NewsRx.com – Jan.2002)

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