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PSICOLOGIA E PSICOLOGI - Cultura e nuove professionalità (2/2002)

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Volume 2, numero 2, settembre 2002

Editore: Erickson - Trento


PRIMO PIANO

  • Saul M. Kassin, V. Anne Tubb, Harmon M. Hosch e Amina Memon
    Psicologia delle deposizioni dei testimoni oculari
    Prendendo atto dei recenti progressi del settore, gli autori hanno riproposto un'indagine - dopo quella svolta nel 1989 da Kassin et al. - su un gruppo di 64 psicologi esperti di deposizioni di testimoni oculari. I soggetti sono stati invitati a descrivere la loro esperienza nelle aule di tribunale e le loro opinioni su 30 fenomeni che riguardano questo tipo di testimonianze. Fra gli esperti è stato riscontrato un forte consenso circa l'attendibilità di una serie di fenomeni descritti nell'articolo: le istruzioni per il confronto all'americana, la distorsione indotta da foto segnaletiche, le informazioni apprese successivamente all'evento, lo stato di intossicazione alcolica del testimone, la concentrazione sull'arma, ecc
  • Cesare Cornoldi
    La psicologia della memoria nelle aule nei tribunali
  • Paolo Dematté
    La valutazione della prova testimoniale nel processo penale


FOCUS

  • Philippe Jeammet
    L'approccio di tipo psicoanalitico ai disturbi del comportamento alimentare
    Il disturbo del comportamento alimentare è una difesa rispetto alla paura di essere invase da un "oggetto" - generalmente la madre - che è necessario al tempo stesso preservare e tenere a distanza. A causa di tale funzione difensiva del sintomo, è necessaria grande cautela nel trattamento, che dovrà dapprima rispondere in termini comportamentali al linguaggio comportamentale delle pazienti, gettando però al tempo stesso le basi per un lavoro successivo di rielaborazione psichica. Anche perché gli studi catamnestici condotti mostrano chiaramente come, risolto il sintomo, più del 50% delle pazienti sviluppi un disturbo depressivo, fobico o ipocondriaco.
  • Simona Taccani
    Relazioni oggettuali e catamnesi nell'anoressia/bulimia


CANTIERE

  • Giuseppina Majani, Simona Callegari, Anna Giardini, Antonia Pierobon e Michela Tiozzo
    La misurazione della qualità della vita
    Il miglioramento della Qualità della Vita (QdV) è ormai diventato un obiettivo primario dell'assistenza sanitaria, soprattutto in risposta all'aumento della prevalenza delle malattie croniche e all'invecchiamento della popolazione. Tuttavia, le metodologie adottate in proposito risentono ancora di alcuni limiti come la centralità attribuita alla funzionalità fisica. Stato funzionale e benessere soggettivo sono realtà ben distinte che dovrebbero sempre essere valutate, ma separatamente, accantonando, almeno per il momento, l'illogica speranza di poter utilizzare un unico strumento. Al centro del processo di cura e della valutazione della sua efficacia va infatti riportato il paziente nella sua soggettività.

LAVORI IN CORSO

  • Fulvio Frati
    La deontologia come parametro di qualità nell'esercizio della professione di psicologo
    Dopo aver evidenziato la specificità delle norme deontologiche relative a ciascuna Categoria Professionale, l'autore, in riferimento al Codice Deontologico degli Psicologi Italiani, approfondisce tematiche di notevole interesse come i fondamenti delle regole deontologiche, le conoscenze e capacità richieste ai Professionisti Psicologi, ecc. Particolare rilievo assume l'impossibilità di scindere i concetti di "Deontologia" e "Qualità" nell'agire professionale quotidiano.

PANORAMA

  • Viviana De Pellegrini
    Diamo voce al silenzio di chi resta: il debriefing delle vittime di un trauma
    Il debriefing consente alle persone vittime di un trauma di esternare e comprendere pensieri, ricordi ed emozioni, per recuperare la quotidianità. Nell'articolo viene analizzato un intervento di assistenza psicologica finalizzato a conferire sostegno ai familiari di due vigili del fuoco deceduti in servizio, attraverso il quale si è cercato non solo di favorire un processo di elaborazione del lutto, ma anche di prevenire la cronicizzazione dei disturbi post-traumatici.
  • Cecilia Edelstein
    Aspetti psicologici della migrazione al femminile
    Il paradosso degli studi psicologici sulla migrazione è che nonostante l'importanza attribuita al periodo precedente alla partenza, la ricerca si è occupata pressoché esclusivamente delle fasi successive all'arrivo nel Paese di destinazione. Questo studio è una ricerca-azione che, attraverso la narrazione di numerose emigrate, illustra le loro motivazioni e aspettative lasciando emergere una genesi sorprendente del loro progetto migratorio.
  • Paola Cuniberti e Maria Teresa Fenoglio
    Psicologia clinica nella comunità
    L'articolo trae ispirazione dalle reazioni di grave ostilità con cui è stato accolto l'inserimento di un gruppo-appartamento per pazienti psichiatrici in un quartiere cittadino. Con la costituzione di un gruppo di lavoro misto Dipartimento di Salute Mentale-Università, si è cercato di attuare un lavoro di "sviluppo di comunità", applicando le ipotesi teoriche e metodologiche della psicologia dinamica, nella consapevolezza che l'umanizzazione del malato di mente deve implicare la collaborazione attiva fra tutte le istituzioni coinvolte.

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