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PSICONLINE NEWS n.165 - 31.8.2003

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  • Bambini: per primogeniti piu' successo nella vita
  • Si ricomincia! Ansia e svogliatezza i primi segni del 'mal di vacanza'
  • MAJOR DEPRESSION IN ADOLESCENCE CAN REOCCUR IN ADULTHOOD AND DIMINISH QUALITY OF LIFE
  • Non-judgmental intervention may help binge eaters overcome disorders

Bambini: per primogeniti piu' successo nella vita
Il segreto del successo? Nascere prima di fratelli e sorelle. Lo rivela un ricercatore australiano, Micheal Grose, in un libro dal titolo bruciante: 'Perche' i primogeniti governano il mondo e gli ultimi nati vogliono cambiarlo'. Secondo l'esperto, a regalare una marcia in piu' ai primi figli e' il fatto che sono piu' ambiziosi, seri e determinati del resto della prole. E piu' inclini a scegliere una professione di successo, magari a diventare avvocati o medici. L'esperto cita l'esempio di alcuni potenti primogeniti, da Winston Churchill a Saddam Hussein, passando per Stalin e Bill Clinton.

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Si ricomincia! Ansia e svogliatezza i primi segni del 'mal di vacanza'
Sonnolenza, svogliatezza, e soprattutto desiderio di rinviare impegni e problemi. Disturbi digestivi, difficoltà di concentrazione, irritabilità, cefalea, disturbi del sonno, manifestazioni allergiche.
Ma anche stress e ansie ingiustificate. Per un italiano su quattro, alla fine delle vacanze scoppia la sindrome da rientro, o del "wash-out" (letteralmente: "lavar via"), conseguenza del "lavaggio mentale" tipico delle ferie, quando si è cercato a tutti i costi di accantonare i problemi quotidiani. Né troverà consolazione chi penserà di avere perso, proprio a causa delle vacanze, il proprio quoziente di intelligenza. Secondo Siegfried Lehrl, ricercatore dell'università di Erlangen e Nuremberg in Germania, "le vacanze non fanno bene, sono sufficienti quattordici giorni di riposo e inattività, per far scendere il quoziente di intelligenza (QI) di circa 20 punti". Sarebbe la noia, secondo lo studioso, ad avere un'influenza negativa sull'intelligenza.

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MAJOR DEPRESSION IN ADOLESCENCE CAN REOCCUR IN ADULTHOOD AND DIMINISH QUALITY OF LIFE
Young adults who experienced an episode of major depression in adolescence may be more vulnerable to a relapse in adulthood that could significantly affect their quality of life, say researchers in a study on the psychosocial functioning of adults who have recovered from major depression.
This study, reported on in the August issue of the Journal of Abnormal Psychology, published by the American Psychological Association (APA), examined 851 adolescents from the Oregon Adolescent Depression Project twice before age 19 on measures of depression and then again at 24 on how well they were functioning to determine if those who had a major depressive disorder (MDD) and recovered were functioning better or worse than those who did not have any disorders versus those who experienced other psychological disorders but did not have MDD as adolescents, said lead author Peter M. Lewinsohn of the Oregon Research Institute and colleagues.

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Non-judgmental intervention may help binge eaters overcome disorders
A brief non-judgmental interview and feedback session designed to enhance people's motivation to change their behavior added to a self-help program appears to be effective in treating some people with two common types of eating disorders –bulimia nervosa and binge eating disorder.
The finding comes from an as yet unpublished University of Washington doctoral dissertation and also suggests that the session, which uses a technique called motivational interviewing, may be a cost effective way of providing assistance to a population that is particularly resistant to treatment.
People with eating disorders are extremely difficult to treat and are "often ambivalent about seeking treatment," said UW psychology doctoral student Erin Dunn. "Most people with eating disorders don't seek treatment on their own. They are indecisive about change and generally seek help when prompted through family, friends or a physician."
Failure rates for treating eating disorders are high. Depending on the type of therapy used, only 30 to 50 percent of those treated for an eating disorder get better, and the percentages are lower for patients who completely cease the behaviors associated with their condition. In addition, the costs for treating an eating disorder are expensive, usually involving individualized and intensive therapy. Patient dropout rates also are high.

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