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PSICONLINE NEWS n.183 - 29.2.2004

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  • COPPIE IN CRISI. Non è solo la psiche a patire quando si bisticcia.
  • Ecco perché i maschi a 15 anni hanno una maggiore autostima
  • DROGA. Prima causa di riduzione della percezione del rischio su 2 ruote
  • Donne spietate con i giudizi femminili nei giorni fertili
  • Adolescent brains show reduced reward anticipation
  • TELEVISION ADVERTISING LEADS TO UNHEALTHY HABITS IN CHILDREN

COPPIE IN CRISI. Non è solo la psiche a patire quando si bisticcia.
Conferma, dati alla mano, Sergio Chierchia, direttore del Dipartimento di cardiologia dell'ospedale San Martino di Genova: «Seri studi universitari, due americani e uno russo hanno provato l'esistenza di un legame tra conflittualità di coppia e alcune malattie del sistema cardiovascolare. In pratica, i coniugi che litigano spesso, in modo furibondo, perdendo di vista il motivo del contrasto e dando libero sfogo all'impulso di sopraffazione, vanno incontro ad un aumento della pressione arteriosa e ad un aumento dei livelli di glicemia e di colesterolo nel sangue. Con il rischio di sviluppare ipertensione arteriosa e, nei casi più gravi, infarto e coronopatie».
Una vita matrimoniale all'insegna dell'insofferenza reciproca mette dunque a dura prova la salute di entrambi i coniugi. Ma chi rischia di più, il passivo con il ruolo della vittima, o l'aggressivo con il ruolo dell'aguzzino?
«E' provato che "l'aguzzino" ne risente meno - spiega Chierchia -. Infatti, dal confronto tra i livelli della pressione arteriosa dei due litiganti emerge che sono più alti (e quindi più pericolosi) quelli del coniuge che abitualmente "si tiene tutto dentro", che non è capace di esternare le proprie ragioni. Per l'aggressivo, la lite non è certo "un bagno di salute", ma è almeno un metodo per alleggerire temporaneamente il proprio carico di inquietudini e pulsioni negative».

continua...


Ecco perché i maschi a 15 anni hanno una maggiore autostima
Nell’ambito della letteratura psicologica il concetto di "sé stesso" e il concetto di "autostima" hanno ricevuto una notevole considerazione e attenzione (…). L’autostima deve essere considerata come uno dei fattori cruciali nella vita (…) Alla formazione di un’adeguata stima di sé stessi contribuisce, in larga misura, l’atteggiamento dei propri genitori e degli adulti significativi. In effetti quando due genitori amano il loro bambino, sostengono le sue iniziative e curiosità, lo rimproverano solo quando è giusto farlo e, in ogni caso, gli indicano una valida alternativa, stanno assumendo un atteggiamento valido per lo sviluppo del soggetto. (…)
Per calcolare nella maniera più obiettiva possibile la reale situazione del livello di autostima degli adolescenti di oggi si è pensato di condurre uno studio sperimentale su un gruppo di 60 soggetti, con una distribuzione casuale della variabile sesso, di età compresa tra gli 11 e i 15 anni.


DROGA. Prima causa di riduzione della percezione del rischio su 2 ruote
Sostanze come alcol e droghe sono al primo posto tra le cause di riduzione della percezione del rischio stradale connesso all'uso delle due ruote, inducendo i 'piloti', spesso giovanissimi, a trasgressioni del codice della strada, pericolose per se' e per gli altri. Inoltre assumere queste sostanze stupefacenti prima di mettersi alla guida di moto e scooter e' anche fonte di un pericolo diretto, perche' le droghe abbassano le capacita' visive e disturbano drasticamente l'equilibrio, importantissimo sulle due ruote.
E' il monito che si legge nella relazione di Ruggero Rossi, membro della Commissione Antidoping del Ministero della Sanita', presentata nel corso dell'incontro 'Motociclismo stupefacente'.
Il rischio del 'doping sociale' non va trascurato, spiegano i relatori visto che, dati della World Antidoping Association alla mano, due giovani su tre consumano bevande alcoliche gia' intorno ai 13 anni, con un consumo che tende ad aumentare fino alla maggiore eta'. Inoltre in media il 23,6% dei giovani dichiara di aver assunto altre sostanze, si va dalla marijuana all'ecstasy e alla cocaina.

 


Donne spietate con i giudizi femminili nei giorni fertili
[Adnkronos] Guai a chiedere a una donna, durante il suo periodo fertile, un giudizio estetico su un'altra donna. La risposta, infatti, sarà «spietatamente severa».
Almeno stando ai risultati di uno studio condotto dalla psicologa Maryanne Fischer dell'Università di Toronto. Se, infatti, una donna si trova nel periodo di maggiore fertilità del suo ciclo mestruale (più o meno dal 12° al 21° giorno), il giudizio su colleghe del gentil sesso sarà «il più impietoso possibile».
Non cambia, invece, la percezione dell'altro sesso.
Ed ecco la spiegazione biologica, fornita dalla Fischer: parlare male delle altre donne servirebbe a mettere in cattiva luce potenziali «rivali» e a guadagnarsi le attenzioni del «maschio» di turno scelto come possibile partner.


Adolescent brains show reduced reward anticipation
Adolescents show less activity than adults in brain regions that motivate behavior to obtain rewards, according to results from the first magnetic resonance imaging (MRI) study to examine real-time adolescent response to incentives. The study also shows that adolescents and adults exhibit similar brain responses to having obtained rewards. Researchers in the Laboratory of Clinical Studies of the National Institute on Alcohol Abuse and Alcoholism (NIAAA), one of the National Institutes of Health, conducted the study, which appears in the February 25 issue of the Journal of Neuroscience (Volume 24, Number 7).
"Understanding adolescent motivation is critical for understanding why so many young people drink alcohol and engage in associated behaviors such as drinking and driving and sexual risk-taking. That understanding also will be critical for shaping prevention messages that deter such behaviors," said Ting-Kai Li, M.D., Director, National Institute on Alcohol Abuse and Alcoholism. "With today's report, researchers in NIAAA's Laboratory of Clinical Studies provide an important part of the picture."
Adolescent brains show reduced reward anticipation.

 

TELEVISION ADVERTISING LEADS TO UNHEALTHY HABITS IN CHILDREN
Research shows that children under the age of eight are unable to critically comprehend televised advertising messages and are prone to accept advertiser messages as truthful, accurate and unbiased. This can lead to unhealthy eating habits as evidenced by today’s youth obesity epidemic. For these reasons, a task force of the American Psychological Association (APA) is recommending that advertising targeting children under the age of eight be restricted.
The Task Force, appointed by the APA in 2000, conducted an extensive review of the research literature in the area of advertising media, and its effects on children. It is estimated that advertisers spend more than $12 billon per year on advertising messages aimed at the youth market. Additionally, the average child watches more than 40,000 television commercials per year.
The six-member team of psychologists with expertise in child development, cognitive psychology and social psychology found that children under the age of eight lack the cognitive development to understand the persuasive intent of television advertising and are uniquely susceptible to advertising’s influence.

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