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PSICONLINE NEWS n.193 - 16.5.2004

on . Postato in News di psicologia | Letto 152 volte

  • L'85% degli italiani dice bugie e non se ne pente
  • Antidepressivi. Le donne ne consumano il doppio degli uomini
  • In crisi il rapporto tra medico e paziente
  • Louisiana Becomes Second State to Enact Prescription Privileges Law for Psychologists
  • New Research Finds Boys Have More Literacy Problems than Girls

L'85% degli italiani dice bugie e non se ne pente
Italiani un popolo di bugiardi. L'85% dei nostri connazionali mente e non prova grandi rimorsi dopo aver detto una bugia. E per l'86% la menzogna non e' altro che un mezzo utilizzato per raggiungere i propri scopi, in particolare al lavoro, l'ambiente in cui e' piu' facile mentire, seguito a grande distanza da amici e conoscenti e quindi dalla propria famiglia. A indagare sulla sincerita' degli abitanti del Belpaese e' un sondaggio CAWI, realizzato su un campione di oltre 400 persone, accompagnato dall'analisi di esperti in psicologia. I risultati sono contenuti in un dossier sulla bugia di oltre 30 pagine sul numero di giugno di 'YourSelf', magazine di psicologia, in edicola dal 18 maggio.

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Antidepressivi. Le donne ne consumano il doppio degli uomini
E' boom del consumo di antidepressivi in Italia. In soli tre anni, dal 2000 al 2003, si e' infatti registrato un aumento pari al 75% in termini di dosi, un aumento delle prescrizioni che riguarda soprattutto gli antidepressivi di nuova generazione. Ma l'uso di questi farmaci non sempre e' appropriato e il problema riguarda soprattutto bambini, adolescenti e anziani.
E' il quadro che emerge dall'ultimo rapporto dell'Osservatorio nazionale sull'impiego dei medicinali (OSMED), i cui dati relativi al consumo di psicofarmaci sono stati presentati oggi a Roma in un convegno organizzato da Istituto superiore di sanita' (ISS), Comune di Roma e Farmacap. Il rapporto completo sara' invece presentato l'11 giugno.
Dal 2000 al 2003 sono cresciute del 75% in termini di dosi, raggiungendo nello scorso anno 25 Dosi definite die (DDD), ossia la dose di mantenimento nell'indicazione principale in un adulto. Dal rapporto emerge inoltre che il 6,4% della popolazione generale ha avuto almeno una prescrizione di antidepressivi nel corso dell'anno e che gli antidepressivi piu' prescritti sono quelli di nuova generazione, ossia gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI): dal rapporto emerge che rappresentano il 76% delle dosi prescritte. Un aumento probabilmente dovuto al fatto che questi farmaci sono compresi in fascia A, e quindi a carico del Servizio sanitario nazionale, e ''prescriverli e' diventato piu' semplice'', ha osservato Giuseppe Traversa, dell'OSMED.

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In crisi il rapporto tra medico e paziente
I pazienti italiani non sono soddisfatti del rapporto con il proprio medico. Tra le lamentele più frequenti c’è la scarsa comprensione da parte del medico, vale a dire la poca capacità di capire i loro problemi e l’incapacità di comunicare causata da visite frettolose.
Ad affermarlo è Egidio Moja, psicologo e presidente del neonato Centro Cura sulla comunicazione in medicina, che ha presentato a Milano i dati relativi allo studio che sembrano dare ragione ai pazienti. Secondo lo studio effettuato, infatti, il medico interrompe il paziente con una domanda dopo soli 18 secondi dall'inizio della visita, quando basterebbero appena due minuti di ascolto per raccogliere le informazioni di cui c'e' bisogno.
Il medico, insomma, ha fretta. Si dirige subito verso la ricerca della malattia per fornire la cura, dimenticando che si trova di fronte un paziente, anzi una persona, che ha bisogno di parlare del proprio problema, mentre dal punto di vista del medico si tratta di divagazioni.

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Louisiana Becomes Second State to Enact Prescription Privileges Law for Psychologists
Today, Louisiana became the second state in the country to gain a law authorizing properly trained psychologists to prescribe certain medications for the treatment of mental health disorders. New Mexico was the first state to enact such a law in 2002. Originally introduced by Speaker of the House Joe R. Salter (D) and by President of the Senate, Donald E. Hines, M.D., (D), HB 1426 bill passed 62-31 in the Louisiana state house chamber and 21-16 in the Senate and was signed by Governor Kathleen Blanco (D).
"The American Psychological Association is quite pleased that Louisiana enacted a law allowing prescription privileges for appropriately trained psychologists," says Russ Newman, Ph.D., J.D., executive director for professional practice, American Psychological Association. "This law will help improve access to badly needed care, with current waiting times to see a psychiatrist in Louisiana reported to be as much as six months."
Louisiana House Bill 1426 requires that only psychologists who have completed a post-doctoral master’s degree in clinical psychopharmacology from a regionally accredited institution and have passed a national examination approved by the State Board of Examiners of Psychologists can prescribe. In addition, the psychologist, termed by the law as a "medical psychologist," is required to work collaboratively with the patient’s physician when prescribing medication. The bill limits the prescriptive authority to medications for nervous and mental health disorders only.

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New Research Finds Boys Have More Literacy Problems than Girls
New research from the University of Warwick, Coventry and Kings College, London finds that boys really do have more reading difficulties than girls. The study into reading disabilities, published in the Journal of the American Medical Association, confirms that boys are much more prone to having trouble than girls, and it's not simply because they're more disruptive.
About 15 percent of school-aged children have a learning disability, and the findings suggest boys are at least twice as likely to have dyslexia, a learning disability that involves trouble with reading.
Reading difficulties can also be due to poor vision, hearing problems, emotional problems and attention-deficit/hyperactivity disorder (ADHD).
The research examined four previous large-scale studies of reading in children. The studies included 9,799 children 7 to 15 years of age, and in each study, around 50 percent of the children were boys.
A team of researchers found there are significant gender differences in reading. In each study boys were notably more likely to have dyslexia than girls. Across all the studies, about 20 percent of the boys had reading disabilities compared with about 11 percent of the girls.
The research implies that reading disabilities are genetic. Boys are more likely to have a range of developmental difficulties, and dyslexia is one of them.

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