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PSICONLINE NEWS n.200 - 11.7.2004

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on . Postato in News di psicologia | Letto 278 volte

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  • USA: Obesità più frequente nei bimbi capricciosi
  • Un test "ecologico" sull'attacco di panico
  • Contraccezione ormonale maschile
  • Esperti a convegno a Roma "I problemi non sono patologici"
  • L'ipocondria è un disturbo serio
  • STRESS AFFECTS IMMUNITY IN WAYS RELATED TO STRESS TYPE AND DURATION, AS SHOWN BY NEARLY 300 STUDIES
  • Parental Control of Media Influences Behavior

USA: Obesità più frequente nei bimbi capricciosi
L' obesita' infantile - dilagante anch'essa in America - e' risultata piu' frequente tra i bambini che fanno capricci proprio sul cibo.
Questi piccoli hanno probabilita' di diventare grassi entro i 9 anni di eta' piu' elevate di ben tre volte rispetto alla media dei bambini che si agitano meno per ricevere premi a base di caramelle o altri alimenti da loro preferiti.
La scoperta - che puo' sembrare un luogo comune - e' stata in realta' comprovata e certificata da un nuovo studio scientifico: la ricerca pubblicata sulla rivista specializzata Usa 'Journal of pediatrics' ha seguito la salute di piu' di 150 bimbi per 9 ani e mezzo. Entro i 9 anni, il 25% dei piccoli e' risultato sovrappeso ed un 9% seriamente obeso.

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Un test "ecologico" sull'attacco di panico
Un tuffo al cuore, brividi, sensazione di freddo, difficoltà di respirazione. Sono le spie dell'attacco di panico, un disagio che colpisce oltre due milioni di italiani, soprattutto donne (i due terzi, soprattutto tra i 18 e i 40 anni) e che vede nel periodo estivo innescarsi pericolosamente la "miccia". In questa stagione, infatti, c'è una rottura dell'equilibrio domestico che tanto tranquillizza.
"Il primo attacco arriva all'improvviso e rischia di fissarsi in maniera indelebile nella memoria di chi lo ha subito. Ecco perché sarebbe bene diagnosticare questo disagio mentale in tempo, per intervenire tempestivamente ed evitare che l'esperienza negativa vissuta ingigantisca e condizioni il resto della vita",

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Contraccezione ormonale maschile
Una forma di contraccezione ormonale maschile consiste nella somministrazione di ormoni ad intervalli di 2-3 mesi.
Uno studio, eseguito da Ricercatori del National Research Institute for Family Planning a Pechino, ha valutato la somministrazione ad intervalli di 8 settimane di Medrossiprogesterone depot e di Testosterone undecanoato, nella soppressione della spermatogenesi in uomini cinesi sani.
Un totale di 30 volontari sono stati arruolati ed assegnati in modo random ad uno dei 3 gruppi:
- gruppo A: 1000 mg di Testosterone undecanoato
- gruppo B: 1000 mg di Testosterone undecanoato + 150 mg di Medrossiprogesterone depot
- gruppo C: 1000 mg di Testosterone undecanoato + 300 mg di Medrossiprogesterone.
Tutte le dosi erano somministrate mediante iniezioni ad intervalli di 8 settimane.

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Esperti a convegno a Roma "I problemi non sono patologici"
Di bambini si parla e si scrive molto. Quando sono vittime di abusi, di incidenti, malattie. Poi, fuori dalla cronaca, sul fronte del costume, il bambino diventa tiranno, demone. Insomma: o sono vittime o carnefici, angeli o iperattivi.
Non è che si esagera? Che a furia di osservare un'infanzia problematica ci si dimentichi che la realtà è fatta soprattutto di bambini normali? "L'infanzia non è solo criminologica, clinica, pedagogica. In genere è normale. Ci preoccupiamo eccessivamente dei nostri figli, ma la preoccupazione è l'alibi dell'attenzione. Spesso chi si preoccupa molto si occupa poco", dice Marina D'Amato, ordinario di Sociologia all'Università Roma-tre, e organizzatrice del recente convegno che s i è tenuto nella Capitale Per un'idea di Bambini.

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L'ipocondria è un disturbo serio
L'ipocondria è molto più diffusa di quanto si pensi. Colpisce, infatti, circa il 5% delle persone che si recano da un medico. E non è un disturbo da sottovalutare o su cui scherzare, come spesso accade. Dell'ipocondria si occupa il numero di luglio della Harvard Medical Health Letter.
Il disturbo nasce quando il paziente, mal interpretando un sintomo fisico, pensa di avere una grave malattia e inizia a preoccuparsi. Se la situazione dura per più di sei mesi, si parla di ipocondria. Questi pazienti spesso riescono a capire che la loro paura è eccessiva o irragionevole. Inoltre, i loro sintomi non dipendono dalla presenza di un altro disturbo psichiatrico, come la depressione.

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STRESS AFFECTS IMMUNITY IN WAYS RELATED TO STRESS TYPE AND DURATION, AS SHOWN BY NEARLY 300 STUDIES
Psychologists have long known that stress affects our ability to fight infection, but a major new “meta-analysis” – a study of studies – has elucidated intriguing patterns of how stress affects human immunity, strengthening it in the short term but wearing it down over time. The report appears in the July issue of Psychological Bulletin, which is published by the American Psychological Association.
Major findings are three-fold. First, the overlapping findings of 293 independent studies reported in peer-reviewed scientific journals between 1960 and 2001 – with some 18,941 individuals taking part in all -- powerfully confirm the core fact that stress alters immunity. Second, the authors of the meta-analysis observed a distinctive pattern: Short-term stress actually “revs up” the immune system, an adaptive response preparing for injury or infection, but long-term or chronic stress causes too much wear and tear, and the system breaks down. Third, the immune systems of people who are older or already sick are more prone to stress-related change.

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Parental Control of Media Influences Behavior
Children whose parents prevent them from watching R-rated movies have a much lower risk of taking up smoking. That's the finding of research published today in the journal, Pediatrics.
The study, by researchers at Dartmouth Medical School (DMS) , builds on earlier research showing a link between seeing smoking in movies and teen smoking. Now, researchers have shown that parents who monitor their children's movie and video-watching habits and prohibit R-rated movies - where smoking is much more common - can profoundly affect the chances their children will try smoking.
Only 3 percent of kids who were never allowed to watch R-rated movies tried smoking, reports lead researcher and pediatrician James D. Sargent, MD, compared with 14 percent of those who frequently viewed such movies. "The results are striking. Parents really can make a difference," he said.

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