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Psicoterapia- Conversazione con Alberto Zucconi

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Si è svolto a Siracusa -da giovedì 21 a domenica 24 aprile 2005- il Secondo Congresso della Psicoterapia Italiana “L’implicito e l’esplicito in psicoterapia”, organizzato dalla Federazione Italiana delle Associazioni di Psicoterapia (FIAP), in collaborazione con il Coordinamento Nazionale delle Scuole di Psicoterapia (CNSP), con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero dell’Istruzione Università Ricerca (MIUR), del Ministero della Salute, dell’Ordine Nazionale degli Psicologi (ONP), della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO), della Società Italiana di Psichiatria (SIP) e del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR).
Allo psicologo Alberto Zucconi, segretario del Coordinamento Nazionale delle Scuole di Psicoterapia (CNSP), abbiamo chiesto: Come si definiscono l’implicito e l’esplicito in psicoterapia?
Esplicito è tutto ciò che è capace di essere verbalizzato, l’implicito è preverbale poiché riguarda le capacità innate di relazione che non posseggono un linguaggio verbale per esprimersi. La tematica del congresso di Siracusa sull’implicito e l’esplicito in psicoterapia si riferisce ad un fondamentale quesito: perché le persone cambiano in psicoterapia? In passato ampi settori della psicoterapia pensavano che il cambiamento psicoterapico fosse basato sulla promozione di conoscenze relazionali esplicite cioè rendere cosciente ed esplicitabile ciò che previamente non lo era. Oggi alla luce delle ricerche psicobiologiche alcuni eminenti ricercatori e psicoterapeuti avanzano una ipotesi praticamente opposta alla precedente: Stern afferma che i bambini vengono impattati dagli adulti principalmente dagli aspetti impliciti della relazione e lo stesso avviene nella relazione psicoterapeutica. Lineahan, Gilbert, Liotti basandosi sulle ricerche sulle emozioni di Damasio e Panksepp sottolineano come alcune esperienze emozionali sono fondate su specifici circuiti celebrali e quindi dotate di una base innata, pre-verbale ed implicita e come ciò possa provocare incongruenze e disfunzioni nella regolazione delle emozioni qualora l’attribuzione di significati espliciti delle emozioni nelle relazioni interpersonali è divergente dal loro significato implicito. Massimo Ammaniti, basandosi sui recenti sviluppi della ricerca sui bambini, della teoria dell’attaccamento e della ricerca neurobiologica propone una rivisitazione delle posizioni psicoanalitiche per il trattamento dei disturbi di personalità: i traumi vengono principalmente elaborati dalla memoria implicita e ciò offre indicazioni importanti per i trattamenti psicoterapici.

Se attualmente la psicoterapia sta assumendo la funzione di concreta risposta al disagio ed alla sofferenza dell’individuo, come mai nel servizio sanitario nazionale non è presente lo psicoterapeuta, previsto dalla normativa come dirigente di psicoterapia?
Ciò a mio avviso rientra nella tematica del nostro congresso: se noi rendessimo esplicita quella che è la costruzione sociale della realtà emergerebbe più chiaramente come in Italia si gestisce la maggiore risorsa naturale della nostra nazione, cioè i cittadini. Le risorse finanziarie destinate per la promozione della salute e del benessere sono considerate erroneamente una spesa quando sono nelle parole e nei dati delle ricerche forniti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità un investimento. Promuovere efficacemente la salute ed il benessere dei cittadini significa promuovere la prosperità di una nazione.

Non è già alto in Italia il numero degli psicoterapeuti (rapporto 1 ogni 1.800 abitanti circa), per far sì che la psicoterapia non sia solo un titolo formativo ma anche una professione specifica e praticata?
Risponderò citando l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che nel rapporto del 2004 sulla salute mentale sottolinea con allarme che attualmente nel mondo 450 milioni di persone soffrono di disturbi mentali, tale problematica è responsabile per la perdita del 13% degli anni di vita (DALYs) e tale perdita nelle condizioni attuali è destinata ad aumentare del 15% nei prossimi 15 anni. L’OMS afferma che è necessario tenere presente che la malattia mentale (che non include il mero malessere psicologico) è responsabile di un enorme peso per la società non solo in termini di sofferenza ma anche di perdite economiche e di concausa per numerose malattie fisiche. Per questi motivi non ritengo troppo alto il numero degli psicoterapeuti in Italia ma troppo basso il livello dei servizi psicoterapeutici erogato sopratutto a quelle fasce della popolazione non abbiente, che non potendo ricorrere alle cure di psicoterapeuti privati si rivolge come è suo diritto al servizio sanitario nazionale, ove purtroppo, a causa della mancanza di fondi o della carenza del personale, spesso ricevono solo dei trattamenti farmacologici. Per questo abbiamo raccolto le firme per una legge d’iniziativa popolare che garantisca anche nel pubblico i diritti dei cittadini che ne hanno bisogno a ricevere adeguate cure psicoterapiche.

Maurizio Mottola

Tratto da Nuova Agenzia Radicale

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