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Psicoterapia e farmaci per gli attacchi di panico

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Un equipe di ricerca dell’Università dell’Ohio State (Usa) ha focalizzato l’attenzione sull’efficacia dell’approccio misto psicoterapeutico e farmacologico per il trattamento degli attacchi di panico.

In particolare, dallo studio è emerso che quattro pazienti su cinque sofferenti di dap riuscirebbero a mantenersi in una condizione pressochè libera dai sintomi più gravi per un periodo di circa sei mesi dopo aver interrotto il trattamento farmacologico, se nel contempo hanno fatto ricorso ad una psicoterapia, che gli autori dello studio in questione indicano di tipo cognitivo-comportamentale, che possa supportarli attraverso strategie di evitamento dell’ansia e ristrutturazione cognitiva. “La maggiorparte dei pazienti che abbiamo seguito nella ricerca che avevano sospeso la somministrazione di farmaci antidepressivi mentre contemporaneamente intraprendevano una psicoterapia comportamentale – dice il dr.Brad Schmidt, docente di Psicologia presso la Ohio University e coautore dello studio - hanno mantenuto per un lungo periodo di tempo una condizione psichica sufficientemente adattata e libera da sintomi invalidanti..”.

La ricerca, che è apparsa recentemente sulla rivista specializzata “Behaviour Research and Therapy”, interessa una vasta area di popolazione soggetta a frequenti crisi di attacchi di panico. Si stima che negli Stati Uniti vi siano approssimativamente oltre dieci milioni di persone che soffrono di questo disturbo e la maggiorparte di essi viene trattata farmacologicamente con ansiolitici ed antidepressivi, solitamente con benzodiazepine; alcuni di questi farmaci tuttavia possono presentare diversi effetti collaterali ed incidere sulla sfera sessuale e del funzionamento cardiovascolare, per cui è importante affiancare cure alternative di tipo psicologico che possano attenuare la somministrazione dei farmaci contribuendo a stabilizzare le condizioni psicologiche e aumentando le capacità soggettive di risposta allo stress derivante dalla patologia ansiosa.

“I pazienti spesso sembrano rassegnati a dover prendere le medicine per tutta la vita per poter controllare i loro disturbi di panico – continua il dr.Schmidt – ma molti di essi rispondono molto bene alle terapie psicologiche e possono quindi progressivamente diminuire l’assunzione di farmaci”.

I dati della ricerca mostrano infatti che circa l’80% dei pazienti seguiti per sei mesi con psicoterapia (CBT) dopo la sospensione del farmaco continuavano a presentare un quadro complessivo privo dei gravi sintomi tipici del disturbo di panico.

Tratto da:” Drug-Free Therapy Gives Patients Reprieve from Panic Disorder” -

AScribe Newswire – Jan.2002

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