Pubblicità

Ragazzi difficili: due tesi a confronto

0
condivisioni

on . Postato in News di psicologia | Letto 317 volte

1 1 1 1 1 Votazione 0.00 (0 Voti)

È la percezione del modello di comportamento dei genitori o sono i geni a stimolare condotte antisociali? Che cosa rende "difficili" alcuni bambini e adolescenti? Due studi, pubblicati sullo stesso numero della rivista Child Development sembrano indicare ragioni opposte. Il primo, condotto da ricercatori dell' Università della California a Davis e del Politecnico della Virgina, sembra indicare che il comportamento antisociale dei genitori tenda a essere preso a modello dai figli, che più facilmente assumeranno anch'essi un comportamento di questo tipo.

In questo studio - che assume come antisociale un comportamento in cui si abbia uso di stupefacenti, violazione delle norme sociali, condotte avventate, litigiosità e conflitti con gli altri, abitudine a mentire - sono stati monitorati 430 ragazzi e i loro parenti biologici nel corso degli anni delle superiori, prendendo nota dei comportamenti sia dei genitori che dei figli. Dallo studio emergerebbe che questi effetti negativi del modello parentale si esplicano allo stesso modo sia che il comportamento antisociale sia esibito dalla madre o dal padre (o, ovviamente, da entrambi), in particolare in caso di atteggiamenti di scarsa attenzione, ostilità, indifferenza, scarsa autodisciplina.

Tratto da "Le Scienze.it" - prosegui nella lettura dell'articolo

0
condivisioni

Guarda anche...

Pubblicità

Pubblicità

I Sondaggi di Psiconline

Perché andare in psicoterapia?

Pubblicità

Le Risposte dell'Esperto

Perdita improvvisa di un genit…

lorena, 26 Salve, innanzitutto ringrazio per questa preziosa opportunità. Scrivo questo messaggio per conto del mio fidanzato, lo stesso ha infatti perso il ...

Disturbo bipolare dell'umore (…

settepassi, 63 Soffro da circa 8 anni di DISTURBO BIPOLARE dell' UMORE, almeno così mi è stato diagnosticato. ...

Il mio compagno (156087164017)

Simy, 42 Il mio compagno è un uomo straordinario, nn mi fa mancare nulla materialmente, ama i miei figli (avuti da un matrimonio precedente). ...

Area Professionale

Articolo 22 - il Codice Deonto…

Con il commento all'art. 22 (ruolo professionale dello psicologo) prosegue su Psiconline.it il lavoro a cura di Catello Parmentola e di Elena Leardini che, sett...

Articolo 21 - il Codice Deonto…

Prosegue su Psiconline.it, con il commento all'art.21 (insegnamento strumenti e tecniche psicologiche), il lavoro a cura di Catello Parmentola e di Elena Leardi...

Articolo 20 - il Codice Deonto…

Prosegue su Psiconline.it, con il commento all'art.20 (didattica e deontologia), il lavoro a cura di Catello Parmentola e di Elena Leardini che settimana dopo s...

Le parole della Psicologia

Longininfismo

Carattere degli organi sessuali femminili determinato da un grande sviluppo delle piccole labbra (o ninfe), le quali protendono all’esterno delle grandi labbra ...

Musofobia

Il termine musofobia, che deriva del greco μῦς (mys) che significa "topo", è la paura persistente ed ingiustificata per i topi, più in generale per i roditori. ...

La Sindrome di Stendhal

Patologia  psicosomatica, caratterizzata  da un senso di malessere diffuso provato di fronte alla visione di opere d’arte di straordinaria bellezza. ...

News Letters

0
condivisioni