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Scarso controllo attentivo e rischio genetico per il disturbo d’ansia

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Gli adolescenti, con scarso controllo attentivo, che soffrono di ansia risulterebbero più vulnerabili ad incorrere in altri disordini quali la depressione, la tossicodipendenza, comportamenti suicidi e scarso rendimento scolastico.

attenzione e disturbi dansiaLo studio condotto presso la University of Texas di Arlington ha evidenziato che uno scarso controllo attentivo nei giovani adolescenti è correlato ad un fattore di rischio genetico per quattro differenti disturbi d’ansia.

Gli adolescenti che soffrono di ansia risulterebbero infatti più vulnerabili ad incorrere in altri disordini quali la depressione, la tossicodipendenza, comportamenti suicidi e scarso rendimento scolastico.

A sostegno di ciò, il National Institutes of Mental Health riporta per l’8% dei ragazzi con età compresa tra i 13 e i 18 anni presentano un disturbo d’ansia, con l’aggiunta di un’esacerbazione dell’ansia durante questo periodo delicato.

La maggior parte degli adulti che presentano una diagnosi di disturbi d’ansia o dell’umore segnala, attraverso un resoconto della propria storia di vita, la presenza dei sintomi in una fase precedente della loro vita.

È stato pertanto delineato e messo a punto il primo studio volto a indagare i fattori genetici e ambientali che contribuiscono sia ad un minore controllo attentivo e sia ai quattro ulteriori disordini connessi all’ansia citati in precedenza.

Sono stati valutate 446 coppie di gemelli con un’età medi di 13,6 anni e sono stati utilizzati degli strumenti atti a valutare rispettivamente la componente sociale, ossessiva, di separazione e generalizzata dell’ansia.

Hanno poi esplorato il collegamento tra i bassi livelli di attenzione e il disturbo d’ansia, osservando che, durante l’adolescenza, questo risulta mediato sia da un punto di vista genetico che ambientale.

Le influenze ambientali sono risultate significative sia rispetto al controllo attentivo che a tutte le variabili riguardanti l’ansia.

La correlazione genetica variava invece tra il 36-46% suggerendo che uno scarso controllo attentivo può essere considerato un rischio genetico e fenotipico per lo sviluppo di un disturbo d’ansia.

Il livello di rischio varia a seconda del tipo specifico di disordine: correlazioni più elevate sono annesse all’angoscia da separazione e ansia generalizzata; correlazioni più basse per il disturbo ossessivo-compulsivo.

I ricercatori hanno pertanto concluso sottolineando che l’adolescenza appare come un periodo di sviluppo molto importante, per cui si dovrebbe auspicare ad una migliore valutazione della capacità di concentrazione dei ragazzi al fine di facilitare l’identificazione delle persone che si presentano come maggiormente predisposte a sviluppare un disturbo d’ansia.

Questo sarebbe altresì di notevole importanza per indirizzare i futuri studi di genetica molecolare.

 

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Tags: depressione adolescenza tossicodipendenza controllo attentivo rischio genetico disturbo d'ansia comportamenti suicidi scarso rendimento scolastico fattore di rischio

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