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Se il bimbo parla più tardi

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on . Postato in News di psicologia | Letto 592 volte

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È straordinaria l'emozione che si prova quando un bimbo pronuncia le sue prime parole. Sono parole semplici - in genere mamma o papà - ma riscaldano il cuore. È scontato che da allora il vocabolario si amplierà fino alle parole più difficili, nella pronuncia e nel significato.

Ma se questo processo non avviene, o ritarda significativamente ecco che i genitori entrano in una situazione di preoccupazione e d'ansia. "Il ritardo evolutivo semplice", spiega Anna Raggi, neuropsichiatra infantile di Milano, "è un rallentamento nell'evoluzione delle fasi dello sviluppo del linguaggio e, secondo alcuni esperti, una latenza superiore ai 42 mesi tra il primo uso di parole e la comparsa della parola frase.

In modo più semplicistico, siccome le prime parole compaiono intorno ai 12-15 mesi, avrà un ritardo semplice del linguaggio il bimbo che verso i 4 anni non è ancora in grado di utilizzare la parola frase.

Esistono grandi variabili individuali, ma si può parlare di disturbo del linguaggio quando il bambino di 3 anni e mezzo usa un vocabolario di poche parole solo per designare oggetti concreti, non utilizza i verbi, ha una comprensione limitata, ha difficoltà ad integrare messaggi non legati a esperienze personali, è incapace di utilizzare il simbolo e a comunicare sentimenti ed affetti".

Studi recenti indicano che una delle conseguenze del ritardo nella strutturazione del linguaggio è un successivo disturbo di apprendimento in ambito scolastico di cui la dislessia è quello più conosciuto.

tratto da Repubblica.it - prosegui nella lettura dell'articolo

 

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