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Sei una mamma lavoratrice? Tua figlia farà più carriera

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on . Postato in News di psicologia | Letto 1056 volte

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Secondo uno studio della Harvard Business School, le donne cresciute con madri lavoratrici hanno una carriera migliore, guadagnano stipendi più alti rispetto alle loro coetanee e vivono relazioni più egualitarie con i loro partner. Abbiamo approfondito il fenomeno con la psicologa Francesca Broccoli.mamma lavoratrice

Un eterno senso di colpa. È quello con cui si trovano a combattere le mamme quotidianamente divise tra il lavoro e i figli, costantemente alle prese con i minuti contati.

Sia che la donna scelga infatti di tornare alla carriera per realizzazione personale o per contribuire al bilancio familiare la decisione non è mai semplice ed è pervasa dalla sensazione di non essere mai sufficientemente presenti. Adesso, però, da oltreoceano arriva un'indagine dell'università statunitense Harvard Business School che ribalta tutti i cliché: le donne cresciute con madri lavoratrici hanno una carriera migliore, guadagnano stipendi più alti rispetto alle loro coetanee figli di mamme casalinghe e vivono relazioni più egualitarie con i loro partner.

L'indagine
Lo studio sottolinea che mentre le mamme interiorizzano gli stereotipi sociali che le portano a sentirsi in colpa verso i figli, la realtà però è ben diversa, con le figlie che beneficiano maggiormente dell'esempio positivo dato da una madre in carriera. In particolare, in media, le donne cresciute con madri lavoratrici sono pagate circa il 4% in più delle loro coetanee, hanno maggiori attitudini sociali e hanno maggiori chance di essere promosse in una posizione manageriale. Una su tre, infatti, riveste incarichi manageriali (una su quattro nel caso delle figlie di madri casalinghe). Gli effetti positivi si notano, inoltre, anche nei figli maschi. Questi ultimi hanno infatti attitudini molto più liberali verso le donne sul posto di lavoro, oltre a essere molto partecipi nella cura dei propri figli e negli altri compiti familiari.

Tratto da d.repubblica - prosegui nella lettura dell'articolo

 


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