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Soggetti afasici e comunicazione verbale

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"La lingua è il mezzo più imperfetto e costoso che sia stato mai scoperto per comunicare il pensiero" (W. James)

soggetti afasici e comunicazione verbaleIn ogni conversazione, c'è un codice non detto, ossia un insieme di regole sociali che ti guida. Quando bisogna parlare, quando bisogna smettere di parlare, quando ascoltare, e dove cercare.

Ma cosa succede alle persone con afasia, un disturbo di comunicazione che può verificarsi dopo un ictus, lesioni cerebrali o tumore, portando i pazienti a commettere errori e a fraintendere la lingua?

Come ricercatore clinico che lavora nel campo della neuro-riabilitazione presso l'Ospedale Universitario di Berna, sono sempre stato interessato alle conseguenze dell’afasia nei pazienti con lesioni cerebrali acquisite. La perdita di valore risultante del linguaggio ha un forte impatto sulla qualità della vita in quanto impedisce l'interazione sociale.

Le mie ricerche verso una soluzione comportamentale per chi ormai risulta bloccato dimostrano che la cosa più complessa è la struttura della frase, inoltre è difficile per i pazienti afasia rispondere agli stimoli all’interno di una conversazione. Per superare tale disturbo, i conversanti devono usare frasi semplici, ripetere le parole e rallentare il ritmo della conversazione.

La conversazione è un'interazione complessa che coinvolge la produzione e la comprensione del linguaggio, insieme ai componenti non verbali come il gesto, l'espressione del volto e lo sguardo.

Con un finanziamento della National Science Foundation Svizzera, il nostro team a Berna ha avuto la possibilità di studiare l'interazione tra comportamento verbale e non verbale durante la conversazione, in soggetti sani e nei pazienti con afasia, tracciando il movimento dei loro occhi.

L'analisi dei movimenti oculari e la fissazione è una tecnica consolidata per studiare l'elaborazione in tempo reale delle conversazioni in corso, perché questi elementi cambiano ogni volta che uno si ferma durante il discorso e un altro prende la parola.

Fissare attentamente gli altri interlocutori quando si sta concludendo una dichiarazione, consente al partner di controbattere. Durante le transizioni tra turni di conversazione, i partecipanti, invece, spostano lo sguardo.

Il sistema di turnistica della parola durante una conversazione si conosce da molti anni. Penso che sia un sistema vocale di scambio che organizza le opportunità di parlare durante l'interazione sociale. Un interlocutore può o passare attivamente il turno all’interlocutore successivo, oppure il turno può essere preso attivamente dall'ascoltatore per completare il discorso.

Seguendo queste regole ci si assicura che vi sia un solo interlocutore alla volta durante un dialogo. Ovviamente, l'ascoltatore può prendere la parola alla fine di una conversazione una volta che sia finito il turno, rimanendo in sintonia con la conversazione. Questa capacità si basa sulla conoscenza della struttura delle unità linguistiche, che ci consente di proiettare il finale in anticipo, ed è limitata nei soggetti con afasia.

Cosa succede ai pazienti afasici, che hanno così tanti problemi durante una conversazione?

Per scoprirlo, abbiamo iniziato, abbiamo cercato di misurare l’indice di complessità lessico-sintattica, ossia una formula che calcola il numero di parole in ogni frase e il peso di complessità verbale in un rapporto globale complessivo.
Le parole più comuni sono percepite con rapporti inferiori molto più bassi rispetto alle parole meno comuni.

Nel nostro studio, i pazienti con afasia hanno osservato video di dialoghi sani. Nei video, due attori si stanno seduti a un tavolo a discutere di un tema dalla vita quotidiana, come la cucina, lo sport o lo shopping.

Mentre i partecipanti hanno guardato i video, abbiamo registrato i loro movimenti oculari, analizzando come hanno cambiato la complessità discorso. In base ai movimenti, abbiamo stabilito che le persone con afasia hanno avuto dei problemi a predire la fine di una dichiarazione; più complesse diventano le frasi, maggiore è la sfida che il paziente deve affrontare.

Questo era in netto contrasto con soggetti sani, dove maggiore complessità sintattica porta ad un accurato spostamento dello sguardo, che indica la capacità di entrare dentro il discorso come richiesto, e mantenere viva la conversazione.

La lezione è che, quando si parla di persone con afasia, è meglio comunicare loro con le frasi più semplici e con la ripetizione di parole. Senza questo adattamento, l'interlocutore afasico non ha alcuna possibilità di prendere in consegna la conversazione e la comunicazione si interrompe.

Stiamo svolgendo ulteriori studi. Il passo successivo prevede l'esame della conversazione basata sul turno di parola e sullo sguardo fisso direttamente tra i pazienti afasici e gli esaminatori. Nei nostri nuovi studi, i pazienti non osservano più un video, ma si impegnano in un dialogo diretto.

I partecipanti indossano un sistema traccia oculare montato su un casco che misura lo sguardo durante un’interazione. Utilizzando questa tecnica, stiamo iniziando a valutare come i partecipanti esplorano le facce dei loro interlocutori (emozioni e altre dinamiche), con la speranza di dare ulteriori strumenti utili nella comunicazione per coloro che soffrono di afasia.

Questo articolo è stato originariamente pubblicato in Aeon ed è stato ripubblicato sotto licenza Creative Commons.

 


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Tags: afasia,

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