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Sognare per guarire dalla separazione

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Nuove ricerche sul sogno, sulla sua funzione in termini psicofisiologici e sulle possibilità di produrre cambiamenti positivi nella esperienza emotiva da svegli tramite il sogno.

Lo studio è stato condotto dal team dello Sleep Disorder Service presso il Rush-St.Luke Medical Center di Chicago che ha focalizzato l’attenzione su un campione costituito da soggetti con diagnosi di depressione reattiva insorta dopo un’esperienza di separazione o divorzio dal proprio partner ed in trattamento psicologico e farmacologico presso il suddetto centro clinico.
I ricercatori sperano che i risultati di questo studio possano fare più luce sui meccanismi che consentono ad alcune persone di affrontare e superare esperienze traumatiche anche senza aiuti di tipo psico-farmacologico, mentre costringe altre a ricorrere a psicologi e psichiatri per l’intenso stato di sofferenza mentale che tali esperienze provocano, soprattutto nei primi tempi, alla stregua di veri e propri traumi.

Il team di studio ipotizza infatti che attraverso una “manipolazione” dei sogni (essenzialmente tramite le già note tecniche di “immaginazione guidata”) sia possibile alleviare lo stato di sofferenza psicologica delle persone; l’obbiettivo cioè sarebbe quello di accrescere la capacità di “costruire” i propri sogni in modo da ottenere delle sensazioni ed emozioni positive che coinvolgano le figure famigliari (in questo caso i partner, solitamente vissuti in modo conflittuale nelle vicissitudini di una separazione) ed agiscano di conseguenza migliorando l’umore ed il vissuto psicologico.

Attraverso l’intervento attivo sui sogni si opererebbe anche un primo distanziamento emotivo dalle conflittualità col partner, per cui questi verrebbe rappresentato in modo sempre più neutro e ciò consentirebbe di accelerare i tempi di recupero necessari per ristabilire un equilibrio psicologico adeguato.

(tratto da: Divorced and Depressed? Look to Your Dreams!” - Cosmiverse.com – Jan.2002)

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