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Stop antidepressivi ai minori

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Allarme dell’Agenzia Italiana del Farmaco

L’avvicendamento di questionari, programmi e test psicologici nelle scuole, dall’infanzia alle superiori, esprimono sempre di più la forte influenza della psichiatria nella nostra società. Questo sta avvenendo nonostante le forti lacune di evidenze scientifiche e le controversie tra gli operatori stessi sia nell’ambito diagnostico che terapeutico. I risultati non si vedono, se non quelli pubblicizzati attraverso i media dalla categoria stessa.

Il fatto che i bambini stiano venendo coinvolti da trattamenti così pericolosi ha portato l’Agenzia Italiana del Farmaco ha emettere un decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n.224 del 26-9-05 Determinazione del 19-09-2005 modifica degli stampati appartenenti alla categoria degli antidepressivi triciclici, che contiene il seguente allegato 1:

“Avvertenze speciali e precauzioni d'impiego. Uso nei bambini e negli adolescenti sotto i 18 anni. Gli antidepressivi triciclici non devono essere utilizzati per il trattamento di bambini e adolescenti sotto i 18 anni.
Gli studi condotti nella depressione in bambini di questo gruppo di eta' non hanno dimostrato l'efficacia per questa classe di farmaci. Studi con altri antidepressivi hanno messo in evidenza rischio di suicidio, autolesionismo e ostilità correlato con tali farmaci.
Tale rischio può verificarsi anche con gli antidepressivi triciclici.
Inoltre, gli antidepressivi triciclici sono associati ad un rischio di eventi avversi cardiovascolari in tutti i gruppi di eta'. Deve essere tenuto presente che non sono disponibili dati di sicurezza a lungo termine nei bambini e negli adolescenti riguardanti la crescita, la maturazione e lo sviluppo cognitivo e comportamentale.”


Questo dà la stima della pericolosità di questi trattamenti psichiatrici, e i genitori dovrebbero essere più informati su qualsiasi intervento proveniente dal campo della salute mentale nei confronti dei propri figli.

Il Presidente del Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani, il Dott. Roberto Cestari, appresa la notizia dichiara:
“ Sono contento ma sembra una cosa proprio strana.
I triciclici: sono farmaci vecchi e ormai poco usati, a parte Tofranil, Anafranil, Surmontil, Amitriptilina, Laroxyl, Triptizol, Survector e Ludiomil, comunque usati poco.Ormai quasi tutte le prescrizioni di antidepressivi sono di SSRI.
Proprio strano: proprio mentre le autorità FDA ed Ente Europeo del farmaco lanciano l'allarme sugli SSRI: quelli più venduti e dove c'è fatturato, in Italia si rilancia sui triciclici.
Sembra quasi una mossa per sviare l'attenzione dagli SSRI e dire che anche da noi si fa qualcosa.”

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