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Studiare l'altruismo attraverso la realtà virtuale

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Un gruppo di ricercatori della “Scuola internazionale superiore di studi avanzati” (SISSA) di Trieste, in collaborazione con l'Università di Udine, ha sviluppato un ambiente computerizzato con l'obiettivo di studiare le origini neurobiologiche dell’altruismo.

studiare laltruismo attraverso la realtà virtuale

Come sostiene Giorgia Silani, principale ricercatrice di questo progetto, i nostri impulsi pro – sociali ricoprono un ruolo fondamentale nella complessa struttura sociale, ma condurre uno studio sull’altruismo in laboratorio pone gli studiosi di fronte a nuove sfide etiche: infatti, riprodurre situazioni minacciose realistiche e studiare il comportamento del partecipante è difficile, se non impossibile.


Per superare tali difficoltà, i ricercatori hanno creato un contesto virtuale molto ricco: i partecipanti sono stati immersi in un ambiente virtuale che riproduceva un edificio in fiamme, dal quale dovevano scappare e decidere se salvare la vita o interrompere la loro fuga e aiutare a salvare una persona ferita.

L’ambiente virtuale era caratterizzato da segnali audio-visivi intensi che hanno contribuito ad aumentare il realismo sperimentale della situazione, da un lato, e la sensazione di ansia e pericolo dall'altro. Una volta terminato il compito, i partecipanti sono stati sottoposti a una scansione MRI per ottenere informazioni sulla struttura del cervello; in questo modo è stato possibile mettere in relazione i loro comportamenti con l'anatomia di aree specifiche del sistema nervoso.

I risultati hanno evidenziato che la maggior parte delle persone ha effettuato una  scelta altruistica : il 65% si è fermato a soccorrere il ferito, nonostante la minaccia al sé (virtuale). Inoltre, i dati del questionario hanno rivelato che le persone che hanno aiutato l'uomo intrappolato presentavano punteggi più alti di preoccupazione empatica. Così, la volontà di un individuo di aiutare gli altri nel bisogno, piuttosto che se stessi, sembra essere guidata da una motivazione a prendersi cura dell’altro.

Per quanto riguarda la struttura del cervello, i ricercatori hanno potuto notare come gli individui che avevano effettuato una scelta altruistica presentassero un’insula (la struttura connessa all'elaborazione delle nostre emozioni sociali), di dimensioni maggiori rispetto ai non altruisti.

 

 

 

Tratto da: sciencedaily    

               

(Traduzione e adattamento a cura della Dottoressa Rubina Auricchio)

 

 

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