Pubblicità

Suono e musica nella cura dell'Alzheimer

0
condivisioni

on . Postato in News di psicologia | Letto 479 volte

1 1 1 1 1 Votazione 0.00 (0 Voti)

La malattia di Alzheimer è la più comune malattia neurodegenerativa del cervello con un impatto sociale sempre più rilevante.
Venne descritta per la prima volta da un neurologo tedesco nel 1911, Alois Alzheimer, relativamente al caso di una donna di 51 anni con un quadro di grave deterioramento cognitivo progressivo che la portò alla morte a 5 anni di distanza dall’esordio sintomatologico (Alzheimer Italia, 2003). Dall’esame autoptico dell’encefalo risultarono atrofia corticale e depositi di sostanza amiloide nella corteccia cerebrale con ammassamento e deformazione di fibrille neuronali.
In questa malattia il processo degenerativo colpisce in particolare le aree cerebrali che governano memoria, linguaggio, percezione, cognizione spaziale, provocando un declino progressivo e globale delle funzioni cognitive accompagnato dal deterioramento della personalità e della vita di relazione.
Viene definita la malattia delle quattro A (Alzheimer Italia, 2003): Amnesia (perdita significativa di memoria), Afasia (incapacità a formulare e comprendere i messaggi verbali), Agnosia (incapacità di identificare correttamente gli stimoli, riconoscere le persone, cose e luoghi) e Aprassia (incapacità di compiere correttamente alcuni movimenti volontari come ad esempio vestirsi).

Attualmente la musica e l’elemento sonoro-musicale sono utilizzati in geriatria con finalità e modalità molto diversificate e definite genericamente “terapeutiche”. Molte attività sono in realtà di animazione musicale con l’obiettivo di offrire una situazione di benessere in un contesto di socializzazione, altre invece sono esperienze di ascolto musicale con finalità varie: evocative per attivare momenti di verbalizzazione gruppali in cui questi contenuti possono emergere, induttive di nessi spazio-temporali per facilitare il riconoscimento di ambienti o di momenti strutturati della giornata o infine contenitive.

Tratto da: psiconet.it" - Prosegui nella lettura dell'articolo

0
condivisioni

Guarda anche...

Pubblicità

Pubblicità

I Sondaggi di Psiconline

Come reagisci allo stress?

Pubblicità

Le Risposte dell'Esperto

Come imparare ad andare [1599…

mar, 29 anni Ho avuto una relazione di 5 anni finita per motivi banali, incomprensioni, caratteri opposti e contrastanti. La storia é finita quasi tre anni...

MARITO DEPRESSO DA 3 MESI [159…

blu, 43 anni Buongiorno, non riesco a capire come poter aiutare mio marito che oramai sono 3 mesi che è depresso soprattutto la mattina appena sveglio e l...

Consulenza [1599577765688]

Bice84, 36 anni Salve, volevo chiederle un'informazione riguardo alcuni comportamenti di mio marito. ...

Area Professionale

Disfunzioni sessuali dopo la s…

L'11 giugno 2019 l'European Medicines Agency (EMA) ha formalmente dichiarato di riconoscere la disfunzione sessuale post-SSRI (Post-SSRI Sexual Dysfunction, PSS...

Considerazioni teoriche sulla …

In letteratura sono presenti diverse teorie sulle cause sottostanti l'abuso e la violenza domestica. Queste includono teorie psicologiche che considerano i trat...

La relazione gene-ambiente nel…

Fra gli scienziati è in corso un importante dibattito sui nuovi modelli che esaminano il ruolo combinato dei geni e dell'ambiente nell'evoluzione della schizofr...

Le parole della Psicologia

Ippocampo

Struttura sottocorticale sistuata all'interno di ciascun emisfero cerebrale, in corrispondenza della superficie mediale, dalla forma simile ad un cavalluccio ma...

Barbiturici

Con il termine Barbiturici si indica quella classe di farmaci anestetici, antiepilettici ed ipnotici, derivati dall’acido barbiturico (o malonilurea), che hanno...

Prosopoagnosia

La prosopoagnosia (o prosopagnosia) è un deficit percettivo del sistema nervoso centrale che impedisce il riconoscimento dei volti delle persone (anche dei fami...

News Letters

0
condivisioni