Pubblicità

Suono e musica nella cura dell'Alzheimer

0
condivisioni

on . Postato in News di psicologia | Letto 494 volte

1 1 1 1 1 Votazione 0.00 (0 Voti)

La malattia di Alzheimer è la più comune malattia neurodegenerativa del cervello con un impatto sociale sempre più rilevante.
Venne descritta per la prima volta da un neurologo tedesco nel 1911, Alois Alzheimer, relativamente al caso di una donna di 51 anni con un quadro di grave deterioramento cognitivo progressivo che la portò alla morte a 5 anni di distanza dall’esordio sintomatologico (Alzheimer Italia, 2003). Dall’esame autoptico dell’encefalo risultarono atrofia corticale e depositi di sostanza amiloide nella corteccia cerebrale con ammassamento e deformazione di fibrille neuronali.
In questa malattia il processo degenerativo colpisce in particolare le aree cerebrali che governano memoria, linguaggio, percezione, cognizione spaziale, provocando un declino progressivo e globale delle funzioni cognitive accompagnato dal deterioramento della personalità e della vita di relazione.
Viene definita la malattia delle quattro A (Alzheimer Italia, 2003): Amnesia (perdita significativa di memoria), Afasia (incapacità a formulare e comprendere i messaggi verbali), Agnosia (incapacità di identificare correttamente gli stimoli, riconoscere le persone, cose e luoghi) e Aprassia (incapacità di compiere correttamente alcuni movimenti volontari come ad esempio vestirsi).

Attualmente la musica e l’elemento sonoro-musicale sono utilizzati in geriatria con finalità e modalità molto diversificate e definite genericamente “terapeutiche”. Molte attività sono in realtà di animazione musicale con l’obiettivo di offrire una situazione di benessere in un contesto di socializzazione, altre invece sono esperienze di ascolto musicale con finalità varie: evocative per attivare momenti di verbalizzazione gruppali in cui questi contenuti possono emergere, induttive di nessi spazio-temporali per facilitare il riconoscimento di ambienti o di momenti strutturati della giornata o infine contenitive.

Tratto da: psiconet.it" - Prosegui nella lettura dell'articolo

0
condivisioni

Guarda anche...

Pubblicità

Pubblicità

I Sondaggi di Psiconline

informarsi sul web, quando si ha un problema psicologico

Pubblicità

Le Risposte dell'Esperto

Come si ritrova l'amore di viv…

polppols, 18 anni Ciao, ho 18 anni e non so bene come iniziare a scrivere questa richiesta. Non mi sono mai aperta con qualcuno liberamente e sinceramente ...

Problematiche relazionali [160…

m, 20 anni Salve, recentemente dei Miei amici mi hanno detto che dovrei vedere un terapeuta perché secondo loro ho dei problemi a capire come relazionarmi ...

Genitori che non ti accettano …

alice, 25 anni Buongiorno,scrivo perchè mi trovo in una situazione veramente difficile e ho bisogno di un consiglio. Dalla tarda adolescenza non sono mai a...

Area Professionale

Il disturbo pedofilico

Secondo il DSM-5 i criteri per diagnosticare ciò che prende il nome di disturbo pedofilico sono definiti come esperienze ricorrenti di eccitazione sessuale inte...

La psicologia forense

La psicologia forense, come definita dall'American Psychological Association è l'applicazione delle specialità cliniche al campo legale. La professione dello p...

Depressione adolescenziale e t…

Secondo un'analisi della letteratura, tra gli approcci psicoterapeutici che mostrano una certa efficacia nella gestione e trattamento della depressione adolesce...

Le parole della Psicologia

Bulimia

La bulimia è, insieme all’anoressia, uno dei più importanti disturbi del comportamento alimentare. L’etimologia della parola “bulimia” deriva dai termini grec...

Suicidio

Per suicidio (dal latino suicidium, sui occido, uccisione di se stessi) si intende l'atto con il quale un individuo si procura volontariamente e consapevolmente...

Imago

Termine, introdotto da Jung, che designa il prototipo inconscio elaborato a partire dalle prime relazioni intersoggettive, reali o fantasmatiche, con cui il sog...

News Letters

0
condivisioni