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Una nuova speranza per i pazienti con schizofrenia resistente al trattamento (Traci Pedersen)

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on . Postato in News di psicologia | Letto 902 volte

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Per definizione, i pazienti con schizofrenia resistenti al trattamento sono quelli che continuano ad avere i sintomi psicotici, come illusioni ed allucinazioni, dopo che hanno completato almeno due cicli dei trattamenti antipsicotici convenzionali. Alcuni di loro, comunque, rispondono ad un farmaco chiamato Clozapina. In ogni caso, questo farmaco di solito non è somministrato nelle prime fasi del trattamento, a causa dei possibili effetti collaterali gravi e perché richiede, una volta a settimana, un controllo del sangue.

Per la ricerca, Meltzer e Jiang Li, un assistente di ricerca, professore in Psichiatria e Scienze Comportamentali, hanno condotto uno studio di associazione genome-wide su un gruppo di pazienti caucasici con schizofrenia, unendo sia i pazienti che rispondono al trattamento, che quelli resistenti.
Nel gruppo resistente al trattamento, gli studiosi hanno trovato una mutazione nel gene Dopa-decarbossilasi, il quale è coinvolto nella produzione di dopamina e serotonina. Alcune varianti di questo gene erano state collegate alla psicosi già in studi precedenti.
“Questo biomarcatore può essere usato per identificare con facilità i pazienti che dovrebbero essere trattati con Clozapina, evitando l’uso di farmaci che non sono capaci di aiutarli. Questo può salvare la vita” ha detto Meltzer, che ha dedicato anni nello sviluppo di farmaci antipsicotici atipici, per aiutare questi pazienti. Egli, infatti, è stato il ricercatore capo nello studio clinico di riferimento, che ha portato all’approvazione, da parte della FDA, della Clozapina, nel 1989.
Non tutti i pazienti che traggono benefici dalla Clozapina, comunque, hanno la specifica mutazione genetica della Dopa-decarbossilasi. I ricercatori lavoreranno con una grande varietà di pazienti schizofrenici nel futuro, in particolare i pazienti appartenenti ad altri gruppi etnici, per cercare altri biomarcatori ed ulteriori opzioni per la terapia, per coloro che non migliorano con i trattamenti convenzionali.

I risultati sono pubblicati sul giornale Schizophrenia Research.

 

Tratto da: psychcentral.com

(Traduzione e riassunto a cura della dottoressa Alice Fusella)

 

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