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Uno studio genetico sulle origini della depressione

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Centinaia di geni sono stati associati alla depressione, facendo luce sull'origine di questa condizione ed evidenziando i vari tipi di personalità che potrebbero essere a rischio.

Depressione news

Lo studio internazionale, ha coinvolto più di due milioni di persone, è uno dei più grandi su questa tematica.

Potrebbe fornire informazioni per i trattamenti per la depressione, che colpisce una persona su cinque nel Regno Unito ed è la principale causa di disabilità in tutto il mondo.

I ricercatori dell' University of Edinburgh hanno studiato le informazioni raccolte tre grandi serie di dati anonimi su salute e DNA e hanno individuato 269 geni collegati alla depressione. Hanno anche utilizzato un metodo statistico innovativo per identificare sezioni di DNA che erano comuni nelle persone depresse e in coloro che adottano stili di vita, comportamenti nocivi come fumare.

Le ricerche suggeriscono che la depressione potrebbe essere un fattore trainante che porta alcune persone a fumare, ma il team ritiene che sono necessarie ulteriori ricerche per spiegarne il motivo. I risultati mostrano anche che il nevroticismo - una tendenza ad essere preoccupati o paurosi - potrebbe portare le persone a diventare depresse, il che potrebbe far luce su fattori di personalità che mettono a rischio gli individui.

L'approccio statistico - noto come randomizzazione mendeliana - consente ai ricercatori di osservare come una condizione influisce sul comportamento, escludendo al contempo altre influenze come l'età o il reddito. Il team sta invitando le persone con depressione o ansia di Scozia, a prendere parte a un ulteriore studio, per comprendere meglio il ruolo del DNA nelle comuni condizioni di salute mentale.

La ricerca mira a comprendere meglio la depressione e l'ansia al fine di migliorare la vita delle persone con problemi di salute mentale. Il team, che ha lavorato con i colleghi del National Institute of Health Research Mental Health BioResource and King's College London, spera di raccogliere campioni di saliva e questionari di 40.000 persone in tutto il Regno Unito. Ai partecipanti allo studio verrà offerta la possibilità di partecipare a ulteriori ricerche sulla salute mentale.

Il professore Andrew McIntosh del Centre for Clinical Brain Sciences dell' University of Edinburgh, che ha condotto la ricerca, ha spiegato: "Queste scoperte sono un'ulteriore prova che la depressione è in parte dovuta ai nostri geni; Saremo in grado di scoprire di più sul perché alcune persone sono più a rischio di altre per certe condizioni di salute mentale e su come potremmo aiutare le persone che vivono con depressione e ansia in modo più efficace in futuro ".

 

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Inoltre un altro ricercatore Raliza Stoyanova ha aggiunto: "Questo ampio studio rappresenta un importante progresso nella comprensione di come la variabilità genetica possa contribuire al rischio di depressione.

Dato che i trattamenti attuali funzionano solo sulla metà degli individui che ne hanno bisogno, lo studio fornisce alcune intrganti idee per future ricerche, ad esempio, le vie biologiche coinvolte nello sviluppo della condizione potrebbero non essere le stesse di quelle coinvolte nella risposta al trattamento ".

Sophie Dix, Direttore di Ricerca, che è stata coinvolta nello studio, ha affermato: "Questo studio arricchisce l'evidenza che i geni sono solo uno dei principali fattori di rischio nella depressione, che è anche influenzata da eventi di vita come l'ambiente sociale e il trauma. I geni potrebbero essere osservati anche nello sviluppo di trattamenti personalizzati, un passo in avanti importante data l'assenza di innovazione per l'identificazione di nuovi approcci."

Sono stati davvero pochi i progressi negli ultimi 50 anni per le persone con depressione e attualmente i percorsi disponibili non funzionano per tutti.

"Il potere di questo grande studio genetico è che potrebbe indicare sistemi nel cervello che aumentano la nostra comprensione attualmente limitata in quest'area.
Accrescendo la nostra comprensione di questi sistemi e il modo in cui l'ambiente sociale influisce sui fattori di rischio biologici, possiamo iniziare a identificare nuovi target per trattamenti che potrebbero aiutare milioni di persone in tutto il mondo colpite dalla depressione ".

 

 

Tratto da Science Daily

 

 

(Traduzione ed adattamento a cura della Dottoressa Giulia Inglese)

 

 


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Tags: depressione salute mentale dna news di psicologia

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