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Vivere per sempre, e poi?

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on . Postato in News di psicologia | Letto 191 volte

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Sopravvivere abbastanza a lungo da vivere per sempre. Questo il sogno, solo apparentemente ingenuo, che informa la vita di Ray Kurtzweil, brillante inventore di lettori computerizzati per non vedenti, vate delle nanotecnologie e autore di libri futuristici. Quindici anni fa ha predetto l’avvento di una rete computerizzata mondiale accessibile a tutti; adesso dipinge un prossimo futuro in cui l’uomo vincerà le malattie e la morte, attraverso tre punti di forza, tre “ponti”, come li definisce: un tenore di vita salutista, l’ingegneria genetica e le nanotecnologie. Ray Kurtzweil ha intenzione di non mancare all’appuntamento.

In attesa dell’avvento dell’immortalità (una ventina d’anni il tempo previsto), Kurtzweil si adopera per mantenersi vivo e in buona salute: tè verde, dosi industriali di integratori vitaminici e una dieta rigorosamente priva di grassi saturi, la stessa che gli ha permesso di superare la sua condizione di diabetico senza fare ricorso all’insulina. E uno stile di vita prudente: ci mancherebbe altro di perdere la vita alla vigilia della scoperta dell’immortalità, per qualche banale incidente dovuto a semplice disattenzione.

La sua visione del futuro è ottimista in modo disarmante. Il progresso tecnologico, osserva Kurtzweil, procede con velocità esponenziale, le conoscenze si raddoppiano di anno in anno e presto saremo in grado di controllare e modellare le stesse caratteristiche genetiche umane, tanto da emancipare l’umanità dalle pressioni selettive dell’evoluzione. Con meticolose proiezioni Kurtzweil descrive un futuro in cui minuscoli robot delle dimensioni di una cellula, che egli chiama “nanobots”, potranno pattugliare l’interno del nostro corpo riparando i guasti del tempo e delle malattie, ricostruendo tessuti lesionati, ripulendo il sangue da inquinanti e infezioni, restaurando ossa, neuroni e muscoli deteriorati.

Kurtzweil respinge l’idea dell’uomo come semplicemente un’altra specie animale, soggetta alle leggi naturali. I geni non sono per lui che piccoli programmi di software che possono essere riscritti; la ricerca è sull’orlo di scoperte che porteranno a eliminare quei geni che causano malattie congenite e a poterne inserire altri capaci persino di bloccare il processo di invecchiamento e dare all’uomo l’immortalità. “L’evoluzione biologica ha ceduto il testimone del progresso allo sviluppo culturale e tecnologico dell’uomo”, afferma, sorbendo litri di tè verde e ingoiando vitamine.



Tratto da Yahoo! Salute - prosegui nella lettura dell'articolo

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