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I blog di Psiconline

Parliamo di Psicologia insieme ai nostri amici online...

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L’inclusione possibile: L’importanza del contesto

importanza del contesto“… una persona non può essere globalmente disabile e al variare dei contesti e delle richieste può manifestare abilità o disabilità… pur essendo vero che le menomazioni continuano ad essere presenti (un danno uditivo per esempio esiste anche quando la persona che ne soffre è impegnata in una gara di corsa)
le disabilità invece compaiono solo quando è necessario emettere specifiche prestazioni la disabilità visiva di fatto non esiste quando la persona sta ascoltando un brano musicale, così come non è disabilitante una menomazione agli arti inferiori quando uno si trova a partecipare, seduto, ad una gara di scacchi….”
(Salvatore Soresi, 2002)1

Riprendo il discorso sull’inclusione delle diversità. Vorrei partire dal pensiero di Salvatore Soresi citato in apertura per comprendere il peso che il contesto ha nel determinare la condizione di disabilità.

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L’inclusione possibile. L’incontro con gli altri: la scuola

inclusione possibileChi sarei se potessi essere
di Montobbio & Lepri (2000)

Riprendo la riflessione del post precedente focalizzandomi, come anticipato dal titolo, sugli anni di scuola, come occasione possibile di crescita per tutti, nell’ottica della valorizzazione delle diversità, tutte!!!

L’approfondimento proposto in questi post è focalizzato sull’area del deficit ma io ritengo che le diversità, tutte, arricchiscano la possibilità di crescita di tutta la comunità educativa, in quanto rappresentano la possibilità di confrontarci col proprio senso del limite … per cercare di superarlo.

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L’inclusione possibile: Tra il dire e il fare … c’è di mezzo la disABILITÀ

tra il dire e il fare disabilitaIn casa di Alessandro non ci sono specchi.
La madre li ha tolti molti anni fa perché non si potesse specchiare,
non potesse vedere che “..è handicappato..”, “..è diventato brutto..”.
[…] ...la sua condizione umana potrebbe essere emblematicamente
sintetizzata in una parola; egli è l’inatteso...
da La casa senza specchi1
 di Montobbio & Grandona (1994)

In occasione della Giornata mondiale delle persone con disabilità, svoltasi il 3 dicembre, vorrei avviare una riflessione su tale condizione. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha affermato che “la capacità di rispondere ai bisogni delle persone con disabilità è il metro attraverso cui si misura la nostra convivenza civile”. Egli sottolinea che “tanti passi avanti sono stati compiuti nella legislazione e nell'organizzazione sociale. Una maggiore sensibilità culturale si è sviluppata attorno al valore positivo delle diversità e alla necessità di rimuovere barriere - anche occulte - che condizionano ed escludono. Ma purtroppo tanti ostacoli devono ancora essere abbattuti: nella vita quotidiana, nelle strutture economiche e sociali, nei pregiudizi di chi si sottrae ai doveri di solidarietà”, esortando le istituzioni affinché “l'inclusione diventi realtà”2 .

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Esiste ancora “la classe degli asini? Dall’inserimento all’inclusione: lo sguardo della psicologia

Dall'inserimento all'inclusioneMirella: «Sempre di corsa, eh?»
Felice: «Da una stella cadente all’altra …»
Mirella: «Attento a non precipitare …»
Felice: «… tu conosci Kerouac1?!?…»
Mirella annuisce.
Felice: «Allora non posso far altro che offrirti la mia
confusione!!!»
Mirella: «E dove la porta questa sua confusione?»
Felice: «In un vecchio magazzino … dove abbiamo
messo su un fantastico doposcuola…»
Mirella: «Scusi ma per chi?»
Felice: «Per tutti quelli che a scuola non ci possono
andare …»
(dalla Fiction “La classe degli asini”
di Andrea Porporati, 2016).

Prendendo spunto dalla fiction trasmessa la scorsa settimana su RAI 1 vorrei avviare una riflessione sulle prospettive di inclusione nelle nostre scuole a quasi 40 anni dall’emanazione della legge 517 del 1977 che aboliva le classi differenziali nella prospettiva dell’integrazione delle diversità: una prospettiva legislativa all’avanguardia non solo per l’epoca.

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Carpe diem... rendete straordinaria la vostra vita

Carpe diem rendete straordinaria la vostra vitaO Capitano! Mio Capitano!
Il nostro viaggio tremendo è terminato,
la nave ha superato ogni ostacolo,
l'ambìto premio è conquistato
(Walt Whitman, 1865)

Continuando la riflessione del post precedente vorrei parlare di due libri a mio avviso particolarmente significativi. Entrambi gli autori partono dalla loro esperienza di alunni che oggi definiremmo con Bisogni Educativi Speciali: il primo “ragazzo a rischio” della periferia milanese, l’altro, parigino, dislessico e disgrafico.

L’incipit della narrazione per Massimo Recalcati e Daniel Pennac è infatti la loro esperienza di “somari”, come si definiscono loro stessi, per giungere poi ad essere affamati di sapere e loro stessi insegnanti: come può avvenire una tale metamorfosi?

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