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I blog di Psiconline

Parliamo di Psicologia insieme ai nostri amici online...

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Giovanni non sa leggere!?! (2). Introduzione ai Disturbi Specifici dell’Apprendimento

dsa2La scorsa settimana ho introdotto il discorso relativo ai D.S.A. In Italia dal 2010 questi studenti sono tutelati dalla Legge 170, relativa alle “Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico”.

Questa settimana non vorrei tuttavia soffermarmi sull’analisi di tale legge, per la quale rimando al testo normativo[1], in quanto ritengo più opportuno focalizzare l’attenzione sui possibili interventi attuabili a scuola.

COME AIUTARE QUESTI STUDENTI???[2]...

Attraverso interventi che attraverso strategie vicarianti li aiutino a vivere situazioni di successo formativo.

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Giovanni non sa leggere!?! (1) Introduzione ai Disturbi Specifici dell’Apprendimento

dsa introduzioneCominciamo questa settimana una riflessione sui Disturbi Specifici dell’Apprendimento,  precisando che nei primi due articoli mi soffermerò su un inquadramento generale del problema, mentre nei successivi approfondirò il discorso anche con rifermenti teorici e, nell’ultimo articolo fornirò anche un’ampia bibliografia per chi volesse ulteriormente analizzare il problema.

SUO FIGLIO NON SA LEGGERE

Spesso questo è quello che ci si sente dire dall’insegnante il genitore dell’alunno con disturbo o difficoltà di apprendimento. Sebbene non sia semplicissimo distinguere tra la difficoltà di apprendimento e il disturbo vero e proprio un primo elemento di valutazione per elaborare una diagnosi differenziale è la valutazione globale dell’apprendimento del bambino.

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Riposo … ma non troppo

riposo a scuolaHo sottolineato nei post precedenti la necessità di non caricare i nostri studenti di un’eccessiva mole di compiti durante le vacanze natalizie … ormai agli sgoccioli.

In realtà due settimane sono proprio il periodo ideale per ricaricarsi, infatti come spiega Giuseppe Di Pellegrino del Centro studi e ricerche in Neuroscienze Cognitive dell’Università di Bologna a Cesena. Insomma, “se il picco degli ormoni del relax avviene dopo 8 giorni di riposo, due settimane «off» potrebbero essere l’ideale per rigenerarsi senza patire troppo il rientro”.1

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Vacanze: un’opportunità per rigenerarsi

vacanzeLa scorsa settimana ho avviato una riflessione sul ruolo che le vacanze hanno nella vita dei nostri studenti. Concludevo l’articolo sfatando un mito: gli studenti italiani vanno a scuola quanto o più di altri studenti europei.

Un discorso diverso sarebbe da fare in relazione alla qualità dell’insegnamento, giacché nelle nostre scuole si assiste ad una distribuzione di buone prassi scolastiche “a macchia di leopardo” con punte di demerito e punte di eccellenza, ma questo è un discorso che ho affrontato in precedenza in questo blog[1]-[2].

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Le vacanze natalizie: riposo o recupero?

vacanze natalizieIn occasione dell’avvicinarsi delle vacanze natalizie vorrei avviare una riflessione sul senso della vacanza a scuola come opportunità per rigenerarsi.

Molti insegnanti avverseranno quello che leggeranno, in quanto ritengono che in un lungo periodo di vacanza gli studenti perdano la concentrazione e interrompano il ritmo di apprendimento, di qui giù a caricare di compiti gli alunni, allo scopo di rimettersi subito in marcia al rientro dalle vacanze. A mio avviso, da psicologa e insegnante, nulla è più sbagliato in quanto se ci rifacciamo all’etimologia[1] della parola “vacanza” vediamo come il termine derivi da “vacantia” (neutro plurale sostantivato di vacans, participio presente di vacare) il cui significato è essere vuoto, libero.

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