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I blog di Psiconline

Parliamo di Psicologia insieme ai nostri amici online...

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Trasformare gli specchi in finestre

trasformare gli specchi in finestrePerché sono salito quassù? Chi indovina?
Per sentirsi alto.
No [...]. Sono salito sulla cattedra per ricordare a me stesso
che dobbiamo sempre guardare le cose da angolazioni diverse.
E il mondo appare diverso da quassù. Non vi ho convinti?
Venite a vedere voi stessi. Coraggio!
È proprio quando credete di sapere qualcosa che dovete guardarla da un'altra prospettiva.

Così affermava Robin Williams nella magistrale interpretazione del Prof. John Keating  nel film “L’attimo fuggente”. Un professore che infiammava gli animi, coinvolgeva i suoi studenti al punto da far loro vedere prospettive fino a quel momento impensabili ma che una volta scoperte fanno la differenza.

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Ricomincia la scuola: il ruolo dello psicologo scolastico

il ruolo dello psicologo a scuolaLa scuola, per l’importante ruolo che riveste nella vita e nella crescita dei bambini e dei ragazzi, costituisce un osservatorio privilegiato per l’individuazione di eventuali problematiche che vanno al di là delle competenze educative degli insegnanti.

Proprio quando si torna a scuola possono infatti emergere (o riemergere) comportamenti problematici lasciatisi alle spalle durante la pausa estiva, problemi e sintomi che possono essere causati da ansia di prestazione (connessa alle richieste del contesto con ricadute sul rendimento scolastico) o problemi sociali legati ora al contesto ora alla soggettività del singolo studente.

Scarsa autostima, eccessiva timidezza e ritiro sociale o, al contrario comportamenti eccentrici ed egocentrici, “sbruffonerie” fino ad arrivare ad un’aperta aggressività e ad atti bi bullismo sono tutti sintomi di un disagio che può essere di una portata variabile che sta al clinico, allo psicologo scolastico (quando c’è, purtroppo!) valutare.

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Il suono della campanella reloaded

campanella reloadedL’estate sta finendo
un anno se ne va …

Questo era l’incipit di una canzone di qualche anno fa … e la fine delle vacanze implica le ripresa degli impegni scolastici per quasi otto milioni[1] di studenti e di un esercito di circa settecentoventimila insegnanti.

La scuola tuttavia non è solo il luogo dove “si impara” ma è anche un crogiolo di relazioni e, quindi di emozioni e, quindi, inequivocabilmente, ha una grande influenza nella routine delle famiglie.

Routine interrotta dalle vacanze e che faticosamente va ripresa lasciandosi alle spalle le passeggiate e i giochi all’aria aperta, tipici dell’estate e del tempo libero per fare posto alla riproporsi quotidiano di compiti, verifiche e performance, i desiderio (e talvolta di timore) di rincontrare compagni e insegnanti, tutte esperienze che quotidianamente ciascuno studente dovrà affrontare e che possono causare qualche ansia.

Nel caso della scuola ci sono, però, una serie di fattori specifici che rendono la ripresa ancora più difficile, con un vero e proprio stress da rientro. Periodicamente, infatti, al cambio di grado, vi sono una serie di relazioni interpersonali nuove da stringere e dunque timidezze da vincere, ma anche la definizione del rapporto con i nuovi docenti è una questione da non sottovalutare. E anche quando le relazioni siano sostanzialmente confermate da un anno all'altro, entrano in gioco complessi meccanismi emozionali.

L'ansia da rientro, il dovere di rispettare orari precisi, ritornare a essere sottoposti a esami e verifiche continue, l'emozione di rivedere i propri compagni: tutto questo richiede un lavoro psicologico notevole. [2]

La ripresa delle lezioni dal punto di vista psicologico presenta quindi delle peculiarità rispetto al rientro al lavoro degli adulti, connesse all’età evolutiva degli studenti che nelle diverse età della crescita hanno esigenze e problematiche differenti. Per i più piccini può essere quindi utile un graduale recupero dei ritmi, a cominciare da quello veglia-sonno, già prima della ripresa della scuola. Per gli adolescenti il rientro a scuola può coincidere con un graduale distacco dalle figure parentali per favorire l’incontro con i coetanei.

Con la ripresa della scuola “reloaded” (ritorna) anche il nostro blog che per riflettere e discutere su temi di attualità sulla relazione tra psicologia e scuola focalizzando di volta in volta i temi più significativi di questo mondo variegato. Non mi resta altro di augurarvi buona lettura, nella speranza di “centrare” gli argomenti di maggiore interesse.

 


[1] www.ansa.it

[2] www.gazzettadiparma.it

 

 

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Aperti per ferie … ciak si gira!

aperti per ferie 2Sport e comunicazione come forma di espressione è quanto si sta realizzando nei mesi estivi presso l’Istituto Comprensivo “Antonio D’Avino” di Striano in provincia di Napoli: una delle provincie individuate “a rischio” dal ministro Giannini, insieme a Roma, Milano e Palermo. Nel post precedente concludevo che “Dietro tutto questo c’è sempre la psicologia” ma in che modo?

In primis nella fase di progettazione nell’organizzazione di un “lavoro di squadra”[1] nel quale lo psicologo, da consulente esterno, fonde le competenze di “attori” diversi per proporre attività che motivino gli alunni.

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Aperti per ferie … in azione

aperti per ferie in azioneCome interessare dei bambini e dei ragazzi ad andare a scuola nei mesi di luglio e agosto?

Nel post precedente discutevo della proposta del Ministro Giannini circa la possibilità di tenere le scuole aperte nei mesi estivi con l’obiettivo di contrastare la dispersione durante l’anno scolastico, facendo delle proposte  formative “altre” che facciano “affezionare” gli alunni alla scuola … gli alunni che non vanno in vacanza e possono così sperimentare un rapporto a scuola e con la scuola.

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