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Psicologi a scuola

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I B.E.S. questi conosciuti: le “Parole per dirlo” (2)

bes le parole per dirloNon giudicare sbagliato ciò che non conosci, cogli l’occasione per comprendere
(Pablo Picasso)

Come anticipato nel post precedente[1], qui di seguito viene presentato un rapido inquadramento delle tipologie di B.E.S. più frequenti nella scuola… Un elenco necessariamente sintetico  (ciascuna voce richiederebbe un approfondimento a sé stante) delle situazioni cliniche più diffuse a scuola, che rientrano nei B.E.S., per le quali una diagnosi clinica ben fatta può essere un utile stumento per aiutare i docenti a personalizzare il processo di apprendimento:

  • ADHD[2]: (Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder), corrispondente all’ acronimo italiano di D.D.A.I.,  sigla per sindrome da deficit di attenzione e iperattività, è un disturbo dello sviluppo neurologico caratterizzato da alterazioni della crescita e dello sviluppo del cervello o del sistema nervoso. Tale disturbo è caratterizzato da inattenzione, impulsività e iperattività motoria che rende difficoltoso e in alcuni casi impedisce il normale sviluppo, l'integrazione e l'adattamento sociale di bambini, adolescenti ed adulti. Per questi bambini è auspicabile la stesura del P.D.P.
  • DSA[3]: Disturbi Specifici dell’Apprendimento (Dislessia, Disgrafia, Disortografia, Discalculia). Definiti anche con la sigla F81 nella Classificazione Internazionale ICD-10 dell'Organizzazione mondiale della sanità e compresi nel DSM-IV americano. In Italia sono tutelati dalla legge 8 ottobre 2010, n. 170: "Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico" pubblicata sulla G. U. n. 244 del 18 ottobre 2010.Sono caratterizzati da:
    • Funzionamento intellettivo nella norma.
    • Almeno 2 prove diagnostiche con valori sotto le -2 DS
    • Funzionamento scolastico deficitario

Il DSM 5 annulla la differenziazione tra i disturbi (Dislessia, Disgrafia, Disortografia, Discalculia) sostituiti da una unica categoria diagnostica: “Disturbo specifico dell’apprendimento”. Alla definizione unica sono stati affiancati degli “specificatori” e per ciascuno di essi sono menzionate le capacità deficitarie con riferimento alla lettura, al calcolo e al linguaggio scritto. Chi effettua la diagnosi secondo il DSM 5 deve indicare anche la gravità della disfunzione distinte in lieve, moderata e severa. Per questi bambini è  obbligatoria la stesura del P.D.P. ai sensi della legge 170/2010.

  • F.I.L.: Funzionamento Intellettivo Limite. Sono così definiti quegli alunni che non rientrano nei Disturbi Specifici di Apprendimento né nella categoria della disabilità intellettiva e non necessariamente in quella dello svantaggio socio-culturale e linguistico. Si tratta di una specie di “limbo” tra normalità e ritardo mentale in bambini che presentano potenzialità cognitive ai limiti della norma, che nei test di intelligenza, ottengono un Quoziente Intellettivo globale (QI) compreso tra 71 e 84. I bambini con F.I.L.  mostrano una minore capacità di rispondere agli stimoli ambientali, cioè di assumere comportamenti adeguati al contesto; in questo senso, possiamo definire il FIL come una limitazione del “funzionamento adattivo” dell’individuo. I bambini che si trovano in questa “zona d’ombra cognitiva” manifestano difficoltà nell’apprendimento come conseguenza del potenziale intellettivo non ottimale. Se il ritardo maturativo non è certificato ai sensi della legge 104/92, gli alunni con FIL non hanno diritto all’insegnante di sostegno e sono affidati esclusivamente alla responsabilità e alla competenza degli insegnanti curriculari, rientrando nella normativa sui B.E.S. Come già scrivevo in un post precedente[4] sono i più penalizzati dalla normativa. In mancanza di P.E.I. per questi bambini è auspicabile la stesura del P.D.P.
  • MS: Il Mutismo Selettivo colpisce prevalentemente i bambini, caratterizzato dall’incapacità di parlare in alcuni contesti sociali, nonostante lo sviluppo e la comprensione del linguaggio siano nella norma. Il MS non è un fenomeno dovuto a qualche disfunzione organica o ad un’incapacità correlata allo sviluppo, ma è un atteggiamento di risposta ad un forte stato emotivo legato all’ansia. Nonostante vogliano farlo, i bambini muto selettivi NON riescono a parlare fuori casa o in presenza di estranei, si bloccano, e ciò avviene in particolare in luoghi pubblici o nei contesti sociali più ansiogeni come, ad esempio, l’asilo o la scuola. Al contrario di quanto avviene in tali contesti, i bambini muto selettivi a casa, negli ambienti familiari e con le persone con cui si sentono a loro agio, si esprimono normalmente e a volte sono dei grandi chiacchieroni[5]. Compreso già nel DSM IV nel quale al concetto di rifiuto si sostituisce quello di incapacità di parlare, nel DSM V il mutismo selettivo è stato finalmente inserito nei Disturbi d’ansia. Per questi bambini è auspicabile la stesura di un P.D.P. che contenga misure compensative adeguate a placare il loro altissimo livello di ansia.

Concluderemo nel prossimo post l’approfondimento sui B.E.S., in cui ci soffermeremo sui gruppi di lavoro che promuovono la diffusione di una cultura inclusiva.

 


[1] Improta, A. (2017). I B.E.S. questi conosciuti: le “Parole per dirlo” (1). Post del 20 giugno 2017 sul Blog Psicologi a scuola.

[2] Sroubek, A., Kelly, M. & Li, X. (2013). Inattentiveness in attention-deficit/hyperactivity disorder. In Neuroscience Bulletin, vol. 29, nº 1.

[3] Per approfondimenti  vedi i post su questo blog:

  • I D.S.A.: Divertirsi Sapendo Apprendere© (4) 21 Marzo 2016.   
  • I D.S.A.: Divertirsi Sapendo Apprendere© (3)14 Marzo 2016.   
  • I D.S.A.: Divertirsi Sapendo Apprendere© (2) 07 Marzo 2016.   
  • I D.S.A.: Divertirsi Sapendo Apprendere 22 Febbraio 2016.   
  • Giovanni non sa leggere!?! Un problema politico? 15 Febbraio 2016.   
  • Giovanni non sa leggere? Il problema della diagnosi. 8 Febbraio 2016.   
  • I Disturbi Specifici dell’Apprendimento: conosciamoli un po’ meglio 1 Febbraio 2016.   
  • Giovanni non sa leggere!?! (2) Introduzione ai Disturbi Specifici dell’Apprendimento  18 Gennaio 2016.   
  • Giovanni non sa leggere!?! (1) Introduzione ai Disturbi Specifici dell’Apprendimento  11 Gennaio 2016. 

[4] Improta, A. (2017). Luci ed ombre della normativa sui BES. Post del 24/04/2017 sul Blog Psicologi a scuola.

[5] https://www.aimuse.it/cose-il-mutismo-selettivo/
https://www.millaonlus.it/
https://www.studiosmail.it/mutismo-selettivo/  

 

 

 

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