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Psicologi a scuola

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I BES … questi (s)conosciuti

bes improta1Anche chi zoppica procede in avanti.
Ma chi è agile e forte,
non zoppichi davanti allo zoppo,
stimandosi cortese.
(Kahlil Gibram)

Nella scuola sono sempre esistiti degli alunni “speciali” che, al di là delle disabilità certificate e anche nella scuola trasmissiva tradizionale, necessitavano di interventi personalizzati, tuttavia non c’era una normativa che ne garantisse e tutelasse gli interventi. Per questi alunni quindi “la scuola buona”, quella degli insegnanti motivati e attenti, esisteva già prima della 107i e si occupava di tali alunni favorendone il successo formativo, attuando percorsi di studio personalizzati. Purtroppo però affianco a “la scuola buona” esisteva un altro tipo di scuola, più rigida e meno attenta a chi era in difficoltà e se eri un alunno/a problematico/a e capitavi nella scuola rigida … erano dolori!!!

Tale era la situazione fino al 2012 quando, sulla scia della legge 170 del 2010, che tutelava i diritti degli alunni con DSA, il 27 dicembre viene emanata la Direttiva Ministeriale recante "Strumenti di intervento per alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per l'inclusione scolasticaii. A tale direttiva è seguita poi la Circolare Ministeriale 8 del 6 marzo 2013iii con le Indicazioni operative della suddetta direttiva. Tale normative definiscono alunni con Bisogni Educativi Speciali (BES) quei soggetti che, anche transitoriamente, si trovano in particolari condizioni di difficoltà e/o svantaggio di tipo sociale o culturale oltre che di apprendimento, per i quali sono necessarie la predisposizione e la realizzazione di percorsi opportunamente studiati per ogni singolo caso.

Chiariamoci le idee … gli alunni con Bisogni Educativi speciali (s)conosciuti?!?

La Direttiva estende a tutti gli studenti in difficoltà il diritto alla personalizzazione dell’apprendimento.

La D.M. specifica che rientrano nei BES tre grandi sotto-categorie:

  1. disabilità

  2. disturbi evolutivi specifici (quindi DSA)

  3. svantaggio socioeconomico, socioaffettivo, linguistico o culturale

L’immagine sottostante ci aiuterà a chiarirci le idee…

bes improta psiconline

Della sotto-categoria delle diversabilità mi sono già occupata nei post1 precedenti, come anche dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento2 qualche tempo fa. In questo e nei post successivi cercherò invece di fare un po’ di chiarezza sugli alunni con Bisogni Educativi Speciali che non rientrano nella legge ‘104 del 1992iv né nella legge 170v del 2010.

La riflessione continua nel prossimo post…

 


iRiferimenti normativi:

 Legge 13 luglio 2015, n. 107. Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti.

ii Direttiva Ministeriale 27 dicembre 2012. Strumenti di intervento per alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per l'inclusione scolastica.

iii Circolare Ministeriale 8 del 6 marzo 2013. Direttiva Ministeriale 27 dicembre 2012 “Strumenti d’intervento per alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica”. Indicazioni operative.

iv Legge 5 febbraio 1992, n. 104Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate.

v Legge 8 ottobre 2010 , n. 170. Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico.

 

 

 

Etnopsichiatria e identità culturale
La bella addormentata nel bosco di... Edipo
 

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