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Psicologi a scuola

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I Disturbi Specifici dell’Apprendimento: conosciamoli un po’ meglio

dsaNei due articoli precedenti ho introdotto il discorso sui Disturbi Specifici di Apprendimento (D.S.A.) allo scopo di cominciare a ragionare intorno a un’importante tematica che attraversa il mondo della scuola ma anche tante famiglie. Da questa settimana vorrei invece approfondire il discorso anche con approfondimenti teorici per allargare la conoscenza nei confronti di tale tematica anche per i non addetti ai lavori, che tuttavia quotidianamente sono in contatto con tale problematica.

Come anticipavo negli articoli precedenti, in linea con le indicazioni della Consensus Conference (2011)[1] per la diagnosi definitiva di D.S.A., le prestazioni dello studente devono risultare significativamente al di sotto di quanto previsto in base all'età, all'istruzione, e al livello di intelligenza. Questi bambini non presentano, quindi, problemi di carattere neurologico o sensoriale o comunque derivanti da condizioni di svantaggio sociale. Poiché tali difficoltà si manifestano in studenti dotati di Q.I. nella norma, spesso esse vengono attribuite ad altri fattori: negligenza, scarso impegno o interesse. Questo può comportare ricadute a livello personale, quali ridotta autostima, depressione o comportamenti oppositivi, che possono determinare un abbandono scolastico o una scelta di basso profilo rispetto alle potenzialità. Demoralizzazione, scarsa autostima, e deficit nelle capacità sociali anche in età adulta sono dunque spesso associati ai DSA, se questi non vengono riconosciuti e adeguatamente trattati, con conseguente abbandono scolastico e difficoltà di adattamento.

Le evidenze scientifiche attuali dimostrano infatti che i vissuti di inadeguatezza e di incomprensione da parte del contesto spingono tali studenti a disinvestire l’apprendimento scolastico in quanto ritenuto poco gratificante. Nonostante la normativa vigente protegga tale categoria di studenti, il rischio maggiore al quale essi sono esposti è che i contesti educativi non attuino quelle strategie di supporto necessarie. Tali strategie risultano indispensabili affinché anche gli studenti con disturbi dell’apprendimento possano raggiungere il successo formativo che sarebbe garantito in un ambiente didattico attento ai loro bisogni educativi.

Diventa, infatti, sempre più chiaro che è necessario valutare e porre attenzione alla complessa interazione  di fattori comportamentali, relazionali,  motivazionali, psicosociali e ambientali che condizionano la persona. Sul piano operativo, diventa fondamentale favorire una relazione d’aiuto basata su precise strategie, strumenti e principi guida funzionali al  superamento delle difficoltà di adattamento che lo studente presenta e/o nella modificazione di un proprio stile di apprendimento disfunzionale attraverso un preciso lavoro che potenzi il metodo di studio e le strategie meta cognitive, andando contemporaneamente a supportare con un intervento mirato le aree di apprendimento disfunzionali, in relazione alla problematica presentata.

La riflessione continua la prossima settimana …

 


[1] Consensus Conference (2011). Disturbi specifici dell’apprendimento. Roma 6-7 dicembre 2010.

 

 

Medico, psicologo, guaritore
Giovani, Festa, Binge Drinking
 

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