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L’inclusione possibile degli alunni diversamente abili (DA): Le Parole per dirlo

le parole per dirloCome anticipato nel primo1 e nel precedente post di quest’approfondimento in questo post intendo fornire una bussola terminologica per orientarsi negli acronimi più spesso utilizzati nella scuola. Spesso infatti vengono utilizzati tout court tra gli operatori (insegnanti, psicologi, riabilitatori, neuropsichiatri, etc…) e diventa difficile, per chi non è del settore, comprendere di cosa si sta parlando, e si sa, se non si è consapevoli, talvolta, non si è nemmeno capaci di far valere i propri diritti.

Scopriamo quindi, in relazione alla disabilità quali sono le nostre Parole per dirlo, non avendo la pretesa dell’esaustività ma dell’indicazione della direzione da prendere affinché venga fatto tutto il necessario per garantire che tutto vada per il verso giusto.

  • DA: sono gli alunni disabili o Diversamente Abili. Gli è stata riconosciuta la condizione di disabilità in base ad un verbale rilasciato da una Commissione Medica composta da rappresentanti dall’ASL/INPS, come stabilito dalla legge 104/’92, che attesta anche il livello di compromissione e l’eventuale data di revisione.

  • DF: Per Diagnosi Funzionale si intende la descrizione analitica della compromissione funzionale dello stato psicofisico dell'alunno diversamente abile. Dalla DF si evince il tipo di disabilità e la relativa gravità. Inoltre fornisce informazioni indispensabili per individuare le aree di potenzialità da cui partire per redigere il PEI che si configura come documento calibrato sulle alle effettive esigenze dell’alunno.

  • PDF: Il Profilo Dinamico Funzionale traduce in agire per il futuro ciò che la DF ha fotografato per il presente. È quindi successivo alla DF e indica, dopo un primo periodo di inserimento scolastico, il prevedibile livello di sviluppo che l'alunno in situazione di handicap dimostra di possedere nei tempi brevi (sei mesi) e nei tempi medi (due anni). La validità del Profilo Dinamico Funzionale viene valutata alla fine della seconda elementare, della quarta elementare, alla fine della seconda media, alla fine del biennio superiore e del quarto anno della scuola superiore.

  • PEI: Il Piano educativo individualizzato è il documento nel quale vengono descritti gli interventi integrati ed equilibrati tra di loro, predisposti per l'alunno in situazione di handicap, in un determinato periodo di tempo, ai fini della realizzazione del diritto all'educazione e all'istruzione. Viene predisposto dal Consiglio di Intersezione/Interclasse/Classe e dall’assistente educatore ove presente e concordato con la famiglia e l’equipe multidisciplinare dell’ASL. Viene definito entro il 30 novembre dell’anno scolastico frequentato dall’alunno/a, sulla base degli elementi forniti dalla Diagnosi Funzionale e dal Profilo Dinamico Funzionale, è il documento scolastico di sintesi dei dati conosciuti e di previsione degli interventi, nonché le forme di integrazione tra attività scolastiche ed extrascolastiche.
  • Portfolio:Il portfolio è un dispositivo valutativo in grado di fotografare in modo dinamico e flessibile i cambiamenti dell’alunno, considerato nella sua complessità di individuo coinvolto in un processo formativo. Questa “raccolta di prove” a supporto della realizzazione dei progetti elaborati, facilita il “bilancio di competenze”; in questo modo è possibile una valutazione orientativa lungo l’arco della scolarità che sappia preoccuparsi dell’orientamento professionale2

  • ICF3: Acronimo di International Classification of Functioning, Disability and Health, è la Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute e fa parte della Famiglia delle Classificazioni Internazionali dell'OMS. Basato sul modello interpretativo bio-psico-sociale, per i minori viene utilizzata la versione l’ICF-CY (children). L’ICF si pone come uno strumento utilissimo, che consente tanto in ambito scolastico, quanto in ambito sanitario, di guardare alla disabilità come un fenomeno complesso che richiede di essere interpretato alla luce di un sistema di spiegazione multidirezionale e multidimensionale. Laddove si registrano problemi di funzionamento, si riscontrano limitazioni delle capacità e restrizione alla partecipazione sociale, quindi disabilità. L’ ICF si profila attualmente come riferimento culturale e scientifico fondamentale per ripensare il sistema educativo, nella prospettiva della realizzazione della scuola inclusiva. Il modello del “funzionamento” – centrato sull’analisi del bisogno – consente di riconoscere nella disabilità, elementi di continuità tra malattia e salute 4.

Concludo con questo post il discorso delle diversabilità riproponendomi di presentare in seguito altri aspetti dell’inclusione scolastica, dove la psicologia può avere a scuola un ruolo di primo piano.

 


1 Improta, A. (2016). L’inclusione possibile: Tra il dire e il fare … c’è di mezzo la disABILITÀ. Post del 6 dicembre sul Blog Psicologia a scuola. In: https://www.psiconline.it/psicologi-a-scuola/l-inclusione-possibile-tra-il-dire-e-il-fare-c-e-di-mezzo-la-disabilita.html

3 O.M.S., (2007). ICF-CY. Trento: Erikson.

4 Improta, A. (2014). Profilo Descrittivo di Funzionamento della Persona. Propedeutico alla Piano Educativo Individualizzato realizzato secondo la Classificazione Internazionale ICF-CY. Corso di Specializzazione per il Sostegno. Università degli Studi di Salerno.

 

 

Schiavi d’amore
Omicidio, Potere, Famiglia
 

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