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Psicologi a scuola

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La Danza: metodologie espressive nell’ambito del progetto EDUCREANDO

La Danza metodologie espressive nellambito del progetto EDUCREANDOImparare a camminare ti rende libero.
Imparare a danzare ti dà la libertà più grande di tutte:
esprimere con tutto il tuo essere la persona che sei
”.
(Melissa Hayden)

La danza1 permette di accettare se stessi e gli altri, sviluppando un tipo di comunicazione che va al di là della parola, utilizzando il corpo e il movimento in un’attività coinvolgente e gratificante.  

Si è cominciato partendo da sé, dalle proprie esigenze, dalle proprie sensazioni, dalla semplicità di gesti quotidiani, per sviluppare una semplice coreografia coerente con i diversi momenti storici rappresentati, realizzando un prodotto finale che include tutti, basato sul dialogo motorio con l’altro, il gruppo, lo spazio, la musica...

L’esperienza utilizza la mediazione corporea per valorizzare la consapevolezza dello spazio, da quello prossimale a quello più ampio per giungere alla conoscenza dello spazio geografico come “luogo” per l’espressione della cultura in senso ampio.

La danza rappresenta quindi un modo per sviluppare il senso di appartenenza, attraverso la conoscenza della propria cultura  ma anche dell’affermazione dell’identità attraverso l’espressione del proprio corpo in movimento. Infatti, lavorando sul motorio, con l’attività di danza l’alunno recupera l’immagine di sé, e contemporaneamente si rispecchia nell’altro, attraverso il confronto promosso dall’attivazione dei neuroni a specchio fondamentali nella comunicazione non verbale e per entrare in empatia con gli altri e quindi si fa un lavoro neuropsicomotorio  per il soggetto disabile che migliora le funzioni dell’asse affettivo relazionale, motorio e cognitivo.

La danza permette favorisce lo sviluppo di capacità d’ascolto e di cooperazione, d’interpretazione motoria della musica e di coordinamento ritmico, di spazialità. Attraverso l’ascolto di suoni, ritmi, melodie animati da forme semplici di danza, si vuole valorizzare la consapevolezza e il contatto corporeo partendo da semplici gestualità (prendersi la mano, disporsi in cerchio...), per arrivare a forme più complesse di espressione.

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La danza permette ai partecipanti di imparare ad ascoltare: la musica e il suo ritmo, che invita a “seguire il passo”, perciò a lasciarsi guidare, ma rimanendo protagonisti e ascoltare il movimento dell’altro, di chi mi sta vicino o di fronte cercando di raggiungere quella omogeneità che rende il ballo bello da essere vissuto e visto.

La danza favorisce un apprendimento efficace e significativo perché attiva la persona in tutte le sue dimensioni  (corporea, cognitiva, affettivo-relazionale) sollecitando la mobilitazione di tutto il potenziale di apprendimento, fungendo da contenitore per l’espressione e l'integrazione dei diversi aspetti della personalità: il corpo, la mente e il cuore: danzando si entra nel respiro del mondo e si è partecipi di un progetto comune!

         Nel prossimo post parleremo di cooperative learning.

 

Bibliografia:

 

Note

1) La trattazione di ciascuna delle metodologie presentate, in questo e nei post successivi, lungi dall’essere esaustiva, rappresenta una riflessione che ha risvolti molto ampi. Rappresenta infatti un’opportunità di lavoro per gli psicologi che si occupano di ambienti educativi, ma anche una possibilità di riscatto e sviluppo per la scuola e (ambiziosamente) per la società. In questa prospettiva le riflessioni condivise si propongono come  l’apertura su una strumenti e possibilità di intervento da approfondire autonomamente.

 

 

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