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Psicologi a scuola

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La Didattica Metacognitiva come momento di riflessione e condivisione

La Didattica Metacognitiva come momento di riflessione e condivisioneMetacognizione è una parola interessante.
Rimanda a un concetto ancora più interessante,
che riguarda un’attività interessantissima.
 Peccato che sia la parola, sia il concetto, sia l’attività
risultino meno frequentati di quanto dovrebbero.

(Annamaria Testa)[1][2]

Metacognizione significa letteralmente “oltre la cognizione” e sta ad indicare la capacità di “pensare sul pensiero” o meglio di poter riflettere sulle proprie capacità cognitive.

Cesare Cornoldi, definisce la metacognizione come “l’insieme delle attività psichiche che presiedono al funzionamento cognitivo, e più specificatamente distingue tra conoscenza metacognitiva (le idee che un individuo possiede sul proprio funzionamento mentale e che includono le impressioni, le intuizioni, le autopercezioni) e i processi metacognitivi di controllo (tutte le attività cognitive che presiedono a qualsiasi funzionamento cognitivo e che includono la previsione, la valutazione, la pianificazione, il monitoraggio)”[3]

L’auto-riflessività metacognitiva permette agli studenti di riflettere sul proprio processo di apprendimento individuando i pensieri e gli stati mentali che lo sottendono. Attraverso domande mirate (che analizzeremo poi nello specifico quando presenteremo i dati della ricerca) l’alunno acquisisce consapevolezza su “come” apprende e tale consapevolezza può essere molto utile per “dirigere” i propri processi di apprendimento. Con la didattica metacognitiva lo studente acquisisce un atteggiamento attivo e responsabile rispetto all’apprendimento in quanto diventa capace di comprendere e riflettere sulle proprie percezioni,  sensazioni, credenze, sentimenti, disagi, etc. in sintesi suo stato mentale.

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L’allievo “metacognitivo” si propone di creare il proprio bagaglio intellettuale attraverso domande, investigazioni e problemi da risolvere, acquisisce quindi una modalità di approccio volta alla risoluzione del problemi (problem solving) e contemporaneamente  diventa consapevole di quello che fa e di come lo fa.

L’approccio metacognitivo ha quindi un’immediata ricaduta sull’auto percezione e sull’autostima: se sono consapevole di come faccio quello che faccio, posso migliorare il mio approccio allo studio! Se ne beneficia dunque anche la motivazione in quanto allievo “metacognitivo”, essendo consapevole delle  strategie che utilizza, è in grado di individuare quelle più funzionali, economiche e produttive per raggiungere il successo formativo.

Se, la Didattica Metacognitiva è utilizzata come momento di riflessione e condivisione, essa diventa lo strumento per diventare protagonisti “ora” del proprio tempo, condividendo l’esperienza  con il contesto sociale in cui i ragazzi vivono: la scuola e le famiglie!

 

Bibliografia:

 

Note

[1] Il progetto Educreando. Azioni educative e metodologia: La trattazione di ciascuna delle metodologie presentate, in questo e nei post successivi, lungi dall’essere esaustiva, rappresenta una riflessione che ha risvolti molto ampi. Rappresenta infatti un’opportunità di lavoro per gli psicologi che si occupano di ambienti educativi, ma anche una possibilità di riscatto e sviluppo per la scuola e (ambiziosamente) per la società. In questa prospettiva le riflessioni condivise si propongono come  l’apertura su una strumenti e possibilità di intervento da approfondire autonomamente.

[2] Testa, A. Metacognizione: pensare il pensiero – Idee 146

[3] Cornoldi, C. (1995). Metacognizione e apprendimento. Il Mulino: Bologna.

 

 

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