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Psicologi a scuola

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La gestione di un modello educativo inclusivo fra le nazioni: si vive di rapporti, si cresce con le interazioni.

modelli inclusiviLa scorsa settimana ho presentato le premesse di un lavoro realizzato grazie al coordinamento di psicologi professionisti[1] che hanno come primo obiettivo la relazione. Il lavoro di coordinamento è partito dalla valorizzazione dell’esistente per l’implementazione di processi inclusivi da parte dei docenti[2], che hanno così valorizzato le proprie competenze comunicative nella relazione didattica.

In ognuno di questi paesi esistono tradizioni pedagogiche:

  • In Argentina è comune nelle scuole statali la presenza di bambini e giovani di diverse nazionalità e culture, tra cui alcuni con Bisogni Educativi Speciali.
  • In Italia l’inclusione delle disabilità ha una lunga tradizione.

In ARGENTINA – scrive Mansione – “siamo partiti dal progetto “Recupero della memoria collettiva” promulgato da istituzioni formative del personale docente  nella Provincia di Buenos Aires. Tale esperienza ci ha offerto la possibilità di stabilire un contatto con l’Italia  e ci ha guidato al gemellaggio tra due città, Lobos nella provincia di Buenos Aires, Argentina e Teggiano, provincia di Salerno, Italia. Il percorso educativo che scaturisce da questo gemellaggio ha favorito scambi di professionisti e mutue visite, nelle quali si sono potute costruire varie relazioni che hanno permesso l’implementazione di progetti educativi tra i diversi paesi prima nominati. Da tali contatti sono nate nuove possibilità di collaborazione che hanno visto la nascita di protocolli d’intesa formalizzati con altre istituzioni – tra cui quella qui presentata - realizzando una rete in continua espansione”.

In ITALIA siamo partiti dalla lunga tradizione di inclusione delle diversità sia a livello nazionale, sia nel microcosmo della scuola partecipante al progetto, l’Istituto Comprensivo 1° “Don Bosco – Melloni” - Portici (NA), nel quale il modello inclusivo è da anni uno dei punti di forza del POF. In particolare la Scuola Secondaria di primo grado  da anni è impegnata per l’inclusione scolastica delle diversità, considerandole patrimonio e risorsa per l’intera comunità educativa. In questa prospettiva nel corso degli anni si è mirato a consolidare i rapporti tra i pari, rafforzando l’“effetto cordata” grazie al quale l’alunno in difficoltà è inserito all’interno di un contesto, immaginato come una linea continua, in cui ogni ragazzo si situa in un determinato punto rispetto alle sue capacità, che vengono così sostenute e valorizzate all’interno del gruppo dei pari, nella prospettiva dell’apprendimento cooperativo.

Abbiamo avuto l'idea di confrontare e “rivisitare” tali tradizioni allo scopo di arricchire reciprocamente le proprie esperienze, attraverso un progetto comune, che tenesse conto però delle diverse esigenze del contesto. In questa prospettiva la prima inclusione è quella che si è realizzata tra gli adulti, i docenti, che si sono confrontati per la costruzione di un modello educativo inclusivo che bypassa le differenze, valorizzandole. In tale proposta il secondo passaggio è stato quello di promuovere modalità di pensiero comune tra insegnanti e studenti che possono sperimentare la sensazione di sviluppo positivo all’interno di  un ambiente educativo e di apprendimento, in cui insegnanti e alunni PENSANO insieme … e le idee sono contagiose: se si pensa che l’idea dell’altro sia positiva ci si arricchisce e migliora la qualità della nostra vita, nella prospettiva della partecipazione sociale.

Pensare è una condotta intangibile che mostra risultati concreti impressionanti. Se qualcuno si sente pensato da un altro, esiste per l’altro, quindi, vive meglio la qualità della sua esistenza, perché si sente studente per il professore, figlio per i genitori che lo pensano, ecc.

Se il pensare costruisce l’intersoggettività, in entrambi i poli, tanto nel “pensante” quanto nel “pensato”, si dà la possibilità allo studente, anche intangibile, di identificarsi con quel modello di partecipazione sociale e cittadinanza attiva.

Noi abbiamo scommesso “sull’identificazione” come modello educativo e sulla “vicinanza” come un concetto sciolto dal territorio e connesso al mondo affettivo, motore dello sviluppo.

Con tale progettazione comune, realizzata da professionisti di entrambi i paesi lo studente ha avuto la possibilità di sperimentare come da una parte sia possibile e praticabile realizzare un progetto che trascende l’istituzione e il paese dove egli vive, d’altra parte la possibilità di sentirsi rispettato come persona attiva, creatrice, produttiva, per situarsi in un contesto di costruzione di saperi non solo personali ma anche collettivi.

Il lavoro sarà presentato:

 

[1] Profssa Isabel Ines Mansione: Psicoanalista e Ricercatrice e Docente presso IUSAM -  Istituto Universitario di Salute Mentale - Istituto  di Formazione Docente n° 1 di Avellaneda - Istituto  di Formazione Docente e Tecnica  n° 43 di Lobos – Membro dell’APdeBA - Associazione Psicoanalitica di Buenos Aires.
Profssa Annamaria Improta:  Docente di sostegno (disciplina di base: Lettere) Coordinatrice delle attività per l’Inclusione presso I.C. 1° “Don Bosco – Melloni” di Portici (NA). -  Psicologa Clinica di Comunità e  Psicoterapeuta presso il Centro di Psicologia Clinica Territoriale essebi di San Giorgio a Cremano -  Pedagogista  - Docente a contratto presso l'Università degli Studi di Salerno.

[2] Profssa Liliana Zuntini: Ricercatrice presso il Dipartimento di ricerca del  Museo Roca  di Buenos Aires.
Profssa Carolina Noel Rassullo Gianelli: Docente di Lingua e Cultura italiana. ISP Joaquin V. Gonzalez - Istituto  di Formazione Docente n° 1 di Avellaneda
Prof. Hector Cardoso: Docente di Lettere presso le scuole di Villa Dominico, Sarandi  e Avellaneda.
Profssa Ida Colonna:  Docente di sostegno (disciplina di base: Musica). Funzione Strumentale “Gestione del P.O.F.”  presso I.C. 1° “Don Bosco - Melloni” di  Portici (NA).
Profssa Maria Carmela Raiola:   Docente di  Lettere. Funzione Strumentale “Coordinamento Interno – Esterno” presso I.C. 1° “Don Bosco – Melloni” di Portici (NA).

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