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Psicologi a scuola

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La paura ai tempi del Coronavirus: come affrontarla a scuola

LA PAURA AI TEMPI DEL CORONAVIRUS COME AFFRONTARLA A SCUOLAMaggiore Salt: Ho avuto paura, signore!
Colonnello Sam Daniels: La paura è mal giudicata Salt!
Io non ce lo voglio con me uno che non ha paura…

Maggiore Salt: Ok, allora io sono perfetto! 
(dal film Virus letale di Wolfgang Petersen, 1995)

Che gli uccelli dell’ansia e della preoccupazione volino
sulla vostra testa, non potete impedirlo;
ma potete evitare che vi costruiscano un nido.

(Proverbio Cinese)

Niente nella vita va temuto, dev’essere solamente compreso.
Ora è tempo di comprendere di più, così possiamo temere di meno.

(Marie Curie)

 

Stop alle aggregazioni, banditi palestra, bar, gite e uscite scolastiche… Scuola chiusa!

Questo l’escalation che hanno ascoltato i nostri bambini in questi giorni, con telegiornali che a tutte le ore diffondevano notizie sempre più allarmanti…

Ma cosa succede quando si innesca un circuito mediatico che può portare al panico e al blocco totale gli adulti e, di conseguenza, i bambini che hanno però meno strategie per analizzare e fronteggiare emotivamente le informazioni?

Le tre citazioni messe in apertura rappresentano, a mio avviso, i momenti clou di un circolo virtuoso che, a cominciare da lunedì, quando le scuole riapriranno, possa aiutare i bambini a fronteggiare emotivamente quella che possiamo definire una pandemia mediatica, oltre che virale.

La notizia

Appena comparso in Cina le informazioni apparivano a bambini e ragazzi poco preoccupanti perché distanti nello spazio, quindi essendo scarsamente interessati ai notiziari, non erano toccati più di tanto.

Con la comparsa del primo caso in Italia le informazioni sono apparse sempre più pressanti e vicine nello spazio. C’è stato un capovolgimento delle loro abitudini che ha provocato un flusso di emozioni…

La paura … poi il panico

Perché non posso andare in palestra?

Ma se è meglio non uscire vuol dire che è pericoloso?

Queste le prime domande che hanno cominciato a fare i più piccoli … leggendo anche il comportamento non verbale degli adulti non sempre rassicurante.

Con l’istituzione della zona rossa e le restrizioni (sia per chi nella zona rossa si vive, sia per tutti gli altri) le preoccupazioni sono aumentate…

In tutta Italia sono state diramate note che prevedevano la sospensione di tutte le attività extracurricolari e di tutte le uscite (le più divertenti) … poi la sospensione di tutte le attività didattiche ben oltre il ponte di Carnevale e la paura è diventata panico!

Ma si può morire?

Non posso più andare a scuola ed incontrare i miei amici?

La comprensione e la cautela

Per fronteggiare le legittime paure dei più piccini è opportuno parlarne con loro, aiutandoli in primo luogo a descrivere cosa sentono e a fargli capire che paura e ansia sono emozioni naturali di fronte ad una situazione di pericolo.

Con la riapertura delle scuole può essere quindi fondamentale l’intervento di psicologi che a scuola che possono proporre attività volte ad accogliere la paura di bambini e ragazzi, le loro preoccupazioni per rassicurarli e indurli ad una maggiore attenzione e a comportamenti responsabili.

Qualsiasi emozione ha la dignità di essere vissuta e adeguata al contesto. Se la paura ti blocca tuttavia non riesci più a vivere e il timore di una catastrofe imminente può avere risvolti anche importanti nei più piccini.

Raccontare, raccontare, raccontare…

I bambini devono raccontare, attraverso tutte le forme espressive cosa temono… Un disegno, la narrazione, le storie inventate insieme, le canzoncine, hanno un ruolo determinate per rassicurare e placare gli animi.

La scrittura creativa, la verbalizzazione e l’informazione scientifica per i più grandi diventano occasione di conoscenza e di ridefinizione della paura da comportamento passivo a comportamento proattivo, con l’adozione di comportamenti responsabili.

Il circle time a mio avviso appare lo strumento più utile per favorire l’espressione di tutti e di ciascuno, cominciando dalla verbalizzazione per poi, a seconda dei casi e delle età gli studenti, accompagnarli a fronteggiare in maniera produttiva e responsabile la propria paura.

Va considerato che, come suddetto, bambini e ragazzi leggono il comportamento degli adulti, che diventa per loro una bussola per capire ed orientarsi adeguatamente nel mondo dei grandi che in questo momento appare minacciato da un essere infinitamente piccolo.

In sintesi, quindi, per aiutare bambini e ragazzi a comprendere, dobbiamo:

  • raccontare sempre la verità;
  • mantenere la calma;
  • trasmettere fiducia e speranza

Se la mamma, la maestra, il professore non hanno paura ma si comportano in modo responsabile, faranno da modello e forniranno l’esempio per adottare i comportamenti più giusti da seguire, come consigliato dal Ministero della Salute, cercando di vivere adeguatamente e in sicurezza ai tempi del coronavirus.

Infine segnalo alcuni link che possono essere utili:

 

 

 

 

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Psicosomatica, Globalizzazione, Virus
Omicidio Irrisolto
 

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