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Psicologi a scuola

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Lo psicologo nella scuola dei bambini

scuolabambini1Nella riflessione della scorsa settimana concludevo parlando della centralità dell’età infantile per la salute delle età successive e di come il contesto abbia una notevole influenze sulla salute dell’adulto di domani.

Vorrei ora soffermarmi sull’influenza reciproca di corpo – mente - cuore che, soprattutto in età infantile , sono inestricabilmente legati:  una semplice emozione può riflettersi positivamente o negativamente sul fisico, ed il sintomo di una malattia organica potrebbe essere il segnale di un disagio psicologico. È chiaro che una delle maggiori cause di disagio è legata ai rapporti che legano il bambino con le figure adulte di riferimento.

Comunemente l’infanzia è vista come un periodo meraviglioso, determinante per lo sviluppo della persona, ma proprio per questo è un periodo delicatissimo e può capitare che disturbi, individuati per la prima volta in età infantile, siano poi sottaciuti, per diventare vere e proprie patologie in epoche successive. 

Tuttavia  c’è da chiedersi:  è sempre malattia???

È bene precisare che non sempre i problemi psicologici dei bambini rientrano in un quadro psicopatologico e che in alcuni casi le difficoltà si risolvono naturalmente e spontaneamente. Altre volte, invece, possono mantenersi o aggravarsi. Occorre quindi, non trascurare il malessere psicologico, contando sul fatto che “passerà con la crescita”. Imparare a riconoscere ed accogliere i primi segnali di disagio da parte di genitori ed insegnanti, è fondamentale per far fronte tempestivamente al problema; è dimostrato, infatti, che prima si interviene, maggiori sono le possibilità di fornire un aiuto efficace.

La maggiore difficoltà sta nel fatto che il disagio infantile e adolescenziale è spesso nascosto o mascherato, inoltre difficilmente un bambino chiederà aiuto per una problematica psicologica, cosa che invece è in grado di fare un adulto. I bambini poi, e spesso anche gli adolescenti, non esprimono il loro malessere attraverso le parole, lo fanno invece attraverso sintomi, comportamenti, reazioni emotive.

Se, come precedentemente detto, la scuola è un osservatorio privilegiato, quando è opportuno chiedere aiuto allo psicologo scolastico?
Un disagio è rilevante sul piano clinico e, quindi necessita di un intervento specialistico se:

  • persiste nel tempo;
  • le tentate soluzioni hanno mantenuto o aggravato il problema;
  • la famiglia sente di non poter agire direttamente ed efficacemente per far fronte al problema;
  • il livello di stress conseguente è troppo elevato per il soggetto e/o per la famiglia;
  • è evidente una significativa compromissione del funzionamento nell’ambito familiare, scolastico o sociale.

Vanno poi sottolineate le specificità proprie dell’infanzia che sono:

  • la mancanza di autonomia, tanto maggiore se il bambino o la bambina sono molto piccoli;
  • la forte dipendenza dagli adulti,  dai comportamenti e dagli stili di vita familiari;
  • la forte dipendenza delle condizioni di salute del neonato e del bambino nella prima infanzia dal livello di benessere nella vita fetale, e quindi dalla salute materna;
  • la difficoltà di comunicazione con bambini molto piccoli (i sintomi sono di solito riportati dai genitori, con il “filtro” del loro punto di vista);
  • la collaborazione con la famiglia che se c’è è di supporto allo sviluppo del bambino ma che, se manca, inficia, di conseguenza, anche la collaborazione del bambino/a.

In conclusione, tuttavia va sottolineato che tutte le manifestazioni psicopatologiche dei bambini devono continuamente essere confrontate con le fasi dello sviluppo.

La prossima settimana parleremo di … Lo psicologo nella scuola degli adolescenti.

 

 

I casi clinici
Generazione caleidoscopica
 

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