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Psicologi a scuola

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Mai più invisibili: premesse teoriche del modello dell’intersoggettivismo relazionale e educazione emozionale

Mai piu invisibiliLe transazioni affettive ed emozionali che sottendono le relazioni
sono il fondamento di ogni processo di apprendimento
(Isabel Manzione, Annamaria improta & coll.)

 

Talvolta in classe è possibile che in classe gli allievi che presentano difficoltà nello studio, nella motivazione o anche sociali, cerchino di diventare invisibili, tentando di implicarsi il meno possibile nel processo di apprendimento.

Nella nostra proposta metodologica viene valorizzato tanto l’aspetto intersoggettivo, quanto quello relazionale, per il tramite delle emozioni.

In questa prospettiva tanto l’allievo quanto l’adulto di riferimento (docente, psicologo, etc…) vengono “salvati” da un'invisibilità rischiosa che interrompe l'apprendimento.

Consideriamo che l'educazione si dispieghi in differenti luoghi: la città, la sua architettura, gli spazi in cui viviamo, i media, le famiglie, la scuola. Gli educatori hanno perciò un preciso impegno verso la società che è quello di studiare e promuovere l’educazione nella prospettiva di produzione di soggettività. Dalle nostre ricerche emerge come alcuni rapporti sono adeguati per sostenere la motivazione, per migliorare la vocazione di ciascun attore coinvolto nella cura della vita, per potenziare lo sviluppo delle funzioni psico-sociali che permettono interazioni dirette serene e gratificanti.

In questa prospettiva si aprono nuovi spazi di intervento volti a rendere consapevoli gli attori coinvolti delle dinamiche emozionali che sottendono le relazioni, recuperando quelle dimensioni affettive che, secondo un’ottica lineare, cieca alle sollecitazioni di una società complessa, si ostinano a considerarle estranee alla scuola. Nell’impostazione proposta dal seguente lavoro, invece, le emozioni non rappresentano una deviazione dalla norma, bensì una modalità organizzativa del contesto. Il nostro intervento, pertanto si pone in una prospettiva di sviluppo che non può che partire da una conoscenza del contesto, luogo di costruzione culturale, laboratorio intergenerazionale di senso e dei modi di significazione del contesto.

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Nella nostra proposta, dunque, le transazioni affettive ed emozionali che sottendono le relazioni sono il fondamento di ogni processo di apprendimento, sottolineando che, se gli aspetti emotivi non sono considerati, non vengono registrati e quindi non è possibile incorporare i processi cognitivi che sono sottesi e intrisi di emozioni. Il rispetto dell’altro all’interno di una relazione va quindi favorito soprattutto con studenti che si trovano in età evolutiva e, quindi, in via di sviluppo. Ciò inverte l'equazione nel modello tradizionale trasmissivo, comune in tanti contesti educativi: non è il bambino che deve esercitare il rispetto ma è l'adulto che deve rispettare il bambino, fornendo un modello di identificazione.

La riflessione continua nel prossimo post…

 


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Francesca Vian il Martedì, 17 Luglio 2018 12:10
La chiave di una rivoluzione

Le transazioni affettive ed emozionali che sottendono le relazioni
sono il fondamento di ogni processo di apprendimento
(Isabel Manzione, Annamaria improta & coll.)

Questa citazione racchiude il significato di una vera rivoluzione. Nonostante le conseguenze positive e negative delle emozioni che viviamo, facciano parte della nostra vita, la scuola non comprende ancora questo assunto fondamentale, che il processo di apprendimento è legato a valori altri del mero veicolamento di contenuti.
Grazie Annamaria.

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Le transazioni affettive ed emozionali che sottendono le relazioni sono il fondamento di ogni processo di apprendimento (Isabel Manzione, Annamaria improta & coll.) Questa citazione racchiude il significato di una vera rivoluzione. Nonostante le conseguenze positive e negative delle emozioni che viviamo, facciano parte della nostra vita, la scuola non comprende ancora questo assunto fondamentale, che il processo di apprendimento è legato a valori altri del mero veicolamento di contenuti. Grazie Annamaria.
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