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Psicologi a scuola

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Riposo … ma non troppo

riposo a scuolaHo sottolineato nei post precedenti la necessità di non caricare i nostri studenti di un’eccessiva mole di compiti durante le vacanze natalizie … ormai agli sgoccioli.

In realtà due settimane sono proprio il periodo ideale per ricaricarsi, infatti come spiega Giuseppe Di Pellegrino del Centro studi e ricerche in Neuroscienze Cognitive dell’Università di Bologna a Cesena. Insomma, “se il picco degli ormoni del relax avviene dopo 8 giorni di riposo, due settimane «off» potrebbero essere l’ideale per rigenerarsi senza patire troppo il rientro”.1

Ma perché è importante riposare? Perché un periodo di vacanza aiuta a rigenerarsi? Perché le esperienze diversificate fanno bene alle nostre funzioni cognitive ed esecutive, favorendo contemporaneamente lo sviluppo della creatività. Spesso infatti capita che dopo un periodo di vacanza si hanno nuove intuizioni, idee e un rinnovato entusiasmo. Infatti, afferma ancora Di Pellegrino, «L’aumento di creatività è dovuto al fatto che il nostro cervello continua a lavorare, elaborando informazioni attraverso processi che non raggiungono la soglia della coscienza». Quindi la vacanza fa bene a tutti e soprattutto per i più piccoli diventa un’occasione per arricchire il proprio bagaglio di esperienze.

Ma i più grandi? Come pensano gli studenti delle superiori per organizzarsi nello svolgimento dei compiti delle vacanze? È stato svolto un sondaggio online da Skuola.net2  su “Come ti organizzi i compiti sotto le vacanze di Natale?”.

Questi i risultati:

  • mi tolgo il pensiero e li faccio il prima possibile:  15.5%
  • cerco di farli un po' alla volta dividendo il carico in diversi giorni: 51.2%
  • prima penso a rilassarmi e divertirmi: i compiti li farò gli ultimi giorni: 22.1%
  • ma quali compiti? le vacanze sono fatte per riposarsi, non per studiare: 11.3%

Quindi solo una ridotta percentuale pensa di non svolgerli affatto, mentre la maggior parte degli studenti delle secondarie si propongono di rientrare preparati a scuola.

Ma come si fa rientrare a scuola al meglio? Compiti sì o compiti no? Ancora una volta le neuroscienze ci vengono in aiuto, infatti per rendere il rientro meno faticoso, beneficiando al massimo delle vacanze è opportuno mantenere allenate quelle funzioni cognitive utilizzate di consueto, come la capacità di concentrarsi e di passare da un compito all’altro velocemente. A tal proposito Afferma Giuseppe Bertagna, ex ministro della pubblica istruzione, di Bertagna: “Sono contrario ai compiti della tradizione che servono più per espiazione e per disciplinamento, insomma per far capire chi comanda, che per apprendimento. Io sono per i compiti di apprendimento. E li ritengo utilissimi”...

Quindi, per concludere, compiti sì ma solo se significativi e … con moderazione!

 

[1] Panciera, N. (2015). “Riposo, ma non troppo. La vacanza perfetta secondo gli scienziati” Intervista al Giuseppe Di Pellegrino. Milano: La Stampa.

[2] Serena, R. (2012). “Compiti vacanze, dividerli godendosi le feste”. In www.skuola.net

 

 

 

Sensi di colpa
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