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Psicologi a scuola

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Viaggiatori o migranti? Il Progetto Tanos

progetto tanosIl viaggio che vi narrerò è reale! A settembre mi sono recata infatti in Argentina, un paese, caldo e accogliente (nonostante da loro fosse ancora inverno, e in Italia andavamo ancora a mare).

Un paese fatto essenzialmente da migranti di prima, seconda e ormai terza generazione.

Moltissimi i discendenti da italiani che considerano il nostro paese un mito, specchio di tutte le meraviglie!

Questo ci porta ad una riflessione, che risulta essere molto attuale nelle aule scolastiche italiane e foriero di interventi per gli psicologi a scuola: il viaggio di speranza verso lidi più ameni!

In questo caso il viaggio può essere però anche causa di separazioni e sofferenza…Rifacendomi all’idea di una mia cara amica, Angela Stabile, sudamericana, che vive da trent’anni in Italia, Prendo spunto da un classico della letteratura italiana che in qualche modo simboleggia gli spostamenti in massa di un popolo, quello italiano, che più volte nel corso della storia ha avuto la necessità di spostarsi in massa verso luoghi e terre che potessero permettere loro di condurre una vita più dignitosa.

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La storia è quella di Marco, tratta da un episodio del libro “Cuore” di Edmondo De Amicis mette in risalto le problematiche dell’immigrazione, in un periodo poco felice per alcune famiglie che per eventi vari, come le guerre e/o le crisi economiche, sono costrette a cercar fortuna in altri Paesi, lasciando la propria famiglia. La particolarità di questo racconto è che a partire è la donna: Anna, che parte per l’Argentina in cerca di risollevare economicamente la sua famiglia. Questa storia può essere perfettamente calata e paragonata, nell’attualità, a storie di donne dell’est Europa, che giungono in Italia prima dei loro mariti e figli. Naturalmente un lavoro come domestica (ora badante), è più facile da trovare nell’ immediato in una terra straniera, tramite conoscenze e non, in famiglie benestanti, così da poter permettersi di mantenere la propria famiglia lasciata in patria.

Il mio racconto parte quattro anni fa quando, quasi per casualità, entrai in contatto con la mia omologa argentina … di cui vi racconterò nel prossimo post.

 

 

 

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