Lo zingaro dei MediaÈ stato in località Torre Maura, periferia popolare di Roma, che si è consumato l'ultimo episodio di "narrazione" giornalistica. Parliamo, naturalmente, delle proteste contro i rom.

L'episodio nudo e crudo è che il Comune di Roma decide di installare un numeroso gruppo di famiglie rom sgombrate dai campi in una palazzina che un tempo accoglieva gli immigrati. I residenti hanno condotto una protesta accesa. Punto. Questo il fatto.

La popolazione della periferia Vs. Zingari: un piatto succulento per i giornalisti!! Fuoco alle polveri e vai con le dirette. Poi si dà la stura ai commenti che emanano morale a gò-gò.

Visto l'enorme dispiegamento mediatico, gli strumentalizzatori si sono fiondati a Torre Maura (leggi Casapound) e lo spettacolo messo in piedi si arricchiva di nuovi personaggi. Il ragazzo quindicenne "comprensivo" che teneva testa al fascistone maturo. E vai con i commenti, con le stigmatizzazioni, con il solito sbertucciamento del sindaco Raggi. Alla fine, ora che si stanno spegnendo i riflettori dello sciacallaggio emozionale dei media, ora che i rom "vittime innocenti del razzismo" sono stati smistati alla spicciolata in altre strutture del Comune di Roma, possiamo permetterci alcune considerazioni.

  1. Questo episodio è stato usato dai giornalisti, come tanti altri frullati dai media informativi, ma in un modo che non aiuta mai a capire un fenomeno conflittuale, bensì favorisce la formazione di ultras, radicalizzando le opinioni e perdendo qualsiasi sfumatura, qualsiasi differenza o distinzione. 
  2. Qualsiasi situazione conflittuale, violenta, dolorosa, per essere affrontata e modificata deve essere prima capita. Non serve il giudizio morale. Gli psicologi lo sanno e provano (con alterni risultati) a farlo ma i media trovano "inutili" i distinguo che essi fanno quando vengono chiamati in causa a fare gli esperti.
  3. I nomadi (ormai stanziali), sinti o rom (per la vulgata solo "zingari") hanno mostrato nel tempo un'estrema ritrosia ad essere assimilati e gran parte delle politiche inclusive messe in piedi da strutture a matrice cattolica o di sinistra politica ha ottenuto risultati molto modesti. D'altra parte, non hanno ottenuto risultati migliori le politiche di destra, annullanti e rancorose.
  4. Quali potrebbero essere le ragioni che sono "sfuggite" al cinismo narrativo dei media informativi? La principale ritengo che consista in un racconto dove vengono usate solo le informazioni che fanno comodo al quadro narrativo scelto: in questo caso "il povero zingaro e  il popolo cattivo (meglio se fascista)", con la variante spocchiosa "è una misera guerra tra poveri". Proviamo ad elencare alcune informazioni che avrebbero aiutato a comprendere dove è nata quella forma di protesta così rabbiosa.
    1. Gli zingari si macchiano di furti sui mezzi pubblici?
    2. I ragazzi zingari fanno furti o scippi?
    3. Gli zingari compiono azioni contro l'ambiente e la salute pubblica?
    4. Gli zingari compiono aggressioni?
    5. Gli zingari strutturano anche azioni sistematiche e organizzate di devianza?
    6. Se diventano stanziali, acquistano generalmente condotte di integrazione?

Questi alcuni punti che gli abitanti di una città come Roma si trovano di fronte quando si confrontano col problema dei rom e assolutamente assenti nella narrazione giornalistica dell'episodio di Torre Maura. Quale potrebbe essere la reazione di chi ha problemi con questo gruppo sociale di fronte alle accuse dei media informativi? Molto probabilmente penseranno che i giornalisti mentono. Mentono sul singolo episodio e, dunque, potrebbero mentire su qualsiasi altro problema.

Ecco che la presunta informazione fatta dai media ottiene esattamente l'effetto opposto: invece di aiutare a capire, aumenta il solco tra le persone. Come personalmente sostengo da anni, forse è arrivato il momento, quindi, che gli psicologi comincino a occuparsi di informazione. Anzi, meglio, a farla.