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Psicologia, Audivisivi, Informazione

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Psicologo a scuola: l'informazione elementare

Psicologo a scuola linformazione elementarePersonalmente sono sempre stato dell'opinione che l'ambito più intrigante della vita professionale dello psicologo fosse l'intera realtà. Andare a migliorare situazioni e dinamiche, usando le conoscenze di oltre un secolo di studi psicologici, è un'azione attiva per il benessere sociale. In questo quadro vi racconto, come testimonianza, la mia esperienza in una scuola elementare.

Lavoro nell'ambito dell'informazione da oltre vent'anni e mi sono sempre reso conto che tra l'informazione offerta e quella che veniva percepita dal pubblico esisteva un gap di completezza. Oggi il frullatore dei media digitali ha esasperato questo differenziale.

Per questa ragione mi sono chiesto quale idea si potessero fare del mondo i bambini che erano esposti al riverbero di questo tipo di informazione.

Non solo. Da qualche anno i bambini stessi vengono dotati di uno smartphone che dovrebbe assolvere al compito di "guinzaglio elettronico" ma che è anche una porta di connessione con un'umanità varia.

Per tutte queste ragioni ho proposto alla dirigente della Direzione Didattica del 2°Circolo di Marsciano (PG) un progetto-laboratorio dal titolo "Verso l'informazione e i suoi rischi" destinato agli allievi delle quinte classi elementari.

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Il percorso ha previsto tre step. Il primo è stato l'incontro con le docenti per illustrare i criteri psicologici di intervento, gli obiettivi, le verifiche da effettuare in itinere e alla conclusione. Il secondo è stato con gli allievi ed è consistito in quattro incontri di due ore. Il terzo e ultimo, è stato l'incontro con i genitori, in presenza di bambini e insegnanti, per raccontare loro il lavoro svolto e offrire dei frammenti dell'esperienza.

Il fondamento base di tutto l'intervento è consistito nella "emersione" alla consapevolezza da parte dei bambini di cosa sia l'informazione ed a cosa serva, che forme può assumere, come viene realizzata e le manipolazioni/falsificazioni che può subire.

Tutto è avvenuto unendo alle semplici spiegazioni una serie di giochi-esempio che hanno favorito la partecipazione di tutti. Il clima che si è riuscito a instaurare  - grazie ad una reale facilitazione delle insegnanti -  ha reso gli incontri un momento di "partecipazione attesa".

Ai bambini è stato chiesto di recitare, comporre pagine di giornali o di analizzare quelle di veri quotidiani, di diventare speaker di veri telegiornali o di giocare con le bufale: le ormai famigerate fake news. Proprio le notizie false e la disinformazione in generale sono state il terreno finale su cui dispiegare l'allenamento al pensiero critico fino ad allora stimolato ed allenato negli incontri precedenti.

Sono stati affrontati concetti complessi come la verosimiglianza, il patto fiduciario con chi fa informazione, le intenzioni di chi manipola le informazioni e, quindi, la censura, la propaganda, la persuasione e ciò che è implicito in un testo giornalistico, in un servizio al telegiornale o nelle clip video che vengono "condivise" attraverso i social media.

Di seguito, uno dei feedback finali fornito dalle insegnanti.

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"Tutti gli alunni sono stati coinvolti e letteralmente catturati dalla modalità ludica e motivante della proposta didattica. I contenuti presentati, fortemente esperienziali, scelti in una logica di continuità tra scuola e vita, ma anche la metodologia attiva, incentrata sul saper fare e sulla ricerca-scoperta da parte dell'alunno, sono risultati altamente stimolanti anche per quei bambini che presentano difficoltà e disagio a vario titolo (culturale,linguistico,affettivo emotivo,di apprendimento...). Il clima non giudicante, ma di  valorizzazione dei contributi individuali, ha incentivato la partecipazione di tutti e in special modo degli alunni più fragili. Questi hanno  vissuto, infatti, uno spazio e un tempo di democratico confronto e dialogo in cui è stato possibile sperimentare parità e senso di auto-efficacia".

In conclusione, mi è parso evidente nel corso del progetto, ma anche in virtù degli esiti finali, che l'intervento dello psicologo che introduce "pezzi di realtà" nell'attività scolastica dei gruppi di bambini alle soglie della preadolescenza possa essere estremamente utile alla loro crescita, personale e sociale.

Un'esperienza che, confortata anche dalla soddisfazione del committente, sarà offerta e ripetuta in altri comprensori scolastici, a testimonianza dell'efficacia degli approcci psicologici alla scuola.

 

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Commenti

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Marilena Marinello il Lunedì, 10 Giugno 2019 12:41
Educare le nuove generazioni

Chi si assume l’impegno di educare le nuove generazioni in un mondo in rapido cambiamento come è il nostro ha una grande responsabilità, benvengano le iniziative degli esperti a coadiuvare gli interventi didattici dei docenti.

Cordiali saluti

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Chi si assume l’impegno di educare le nuove generazioni in un mondo in rapido cambiamento come è il nostro ha una grande responsabilità, benvengano le iniziative degli esperti a coadiuvare gli interventi didattici dei docenti. Cordiali saluti
Marilena Marinello il Lunedì, 10 Giugno 2019 12:40
Educare le nuove generazioni

Chi si assume l’impegno di educare le nuove generazioni in un mondo in rapido cambiamento come è il nostro ha una grande responsabilità, benvengano le iniziative degli esperti a coadiuvare gli interventi didattici dei docenti.

Cordiali saluti

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Chi si assume l’impegno di educare le nuove generazioni in un mondo in rapido cambiamento come è il nostro ha una grande responsabilità, benvengano le iniziative degli esperti a coadiuvare gli interventi didattici dei docenti. Cordiali saluti
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