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Mi dispiace di averlo perduto

mi dispiace di averlo perdutoNon riesco a rassegnarmi di aver perduto Ahmed, un ragazzo di 25 anni che aveva un grandissimo bisogno di aiuto.

L'ho incontrato per caso mentre stavo uscendo dal centro di aiuto vicino alla stazione centrale di Milano. Ero andata per vedere se potevano dare accoglienza a un ragazzino libico appena arrivato ma poiché era minorenne non era loro dovere doversene occupare. Pazienza!

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Migranti, droga, alcool

migranti droga alcoolSì, li ho messi tutti e tre assieme nel titolo perchè prima o poi devo anch'io fare i conti con questo problema che purtroppo riscontriamo in ogni centro di accoglienza. Nnn penso infatti che alcool e droga siano solo nei luoghi dove lavoro io, ma mi farebbe piacere un confronto con i colleghi che forse hanno saputo meglio di me cosa fare.
All'inizio non davo troppo peso alla cosa, o meglio,c'erano già tanti problemi di cui occuparsi,come le torture, le malattie, le paure per il futuro... per cui pensavo: "Sono affari loro"!

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I problemi psicologici dei Dublinati

doublin outPossiamo dire che per quanto riguarda i flussi migratori ogni giorno le cose cambiano e noi psicologi dobbiamo affrontare sempre nuove sfide.

Non è per niente semplice confrontarsi con i migranti perché vuol dire confrontarsi con il mondo intero.

Ognuno di loro ha la sua storia, la sua cultura, la sua lingua, i suoi pensieri e i suoi desideri.

Anche a noi, spesso, serve un po' di tempo per trovarci in sintonia con loro.

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La delusione dopo l'arrivo

delusione dopo arrivoCome sappiamo il fenomeno migratorio sopratutto dal continente africano sta assumendo negli ultimi tempi forme molto difficili da sostenere. Sottolineo innanzi tutto che la maggior parte dei migranti non proviene da paesi in guerra, per cui sono già predestinati a non avere il permesso di soggiorno. Personalmente non saprei cosa suggerire per fermare questa interminabile catena umana. Non sono d'accordo ne' con la chiusura delle frontiere, ne' con il ritiro delle navi della Marina Militare Italiana, sostituite da quelle della guardia costiera libica.

Mi rendo però conto che l'arrivo in Italia rappresenta sia la fine dei loro sogni, sia la fine di quello stralcio di vita che avevano raggiunto al loro Paese.

In questo periodo più che mai ogni giorno le varie Prefetture ci chiedono posti letto per i nuovi arrivi. Qualche giorno fa uno di questi gruppetti si è presentato dicendo: "Vogliamo il cellulare, l'orologio e la crema per il corpo"! Venivano tutti dal Sudan.

Ora dovreste vedere cos'è il Sudan! Un paese terrificante, il più povero che io abbia mai visto, dove i sopravvissuti alle guerre muoiono di fame, di malattie, di stenti.

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Dalla parte dello psicologo

dalla parte dello psicologoSono tanti argomenti dei quali si può parlare che riguardano il settore delle relazioni umane di cui io mi occupo, cioè l'immigrazione. Negli ultimi mesi però il fenomeno immigratorio, le leggi che vengono emanate per contrastarlo, i trattati che vengono fatti con i paesi dai quali i migranti provengono, e molti altri avvenimenti che si svolgono in luoghi ben lontani da noi, mettono tutti gli operatori in serie difficoltà.

Ci troviamo ad affrontare con grande fatica le problematiche che i nostri ospiti ci portano giorno dopo giorno.

Per quanto riguarda gli aspetti psicologici, non possiamo più dire che " qualcuno" ha dei problemi, ma dobbiamo ammettere che " tutti" hanno dei problemi. Perché? Perché tutti, ma proprio tutti, sono passati dalla Libia e sono stati imprigionati e torturati.Possiamo parlare certamente di Disturbo da Stress Post Traumatico, per tutti, anche se a livelli diversi.

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