Pubblicità

Psicologia delle Migrazioni

0
condivisioni

Disagi fisici e psichici dei senzatetto

immigrati senzatettoLavorare con i senza tetto non è cosa di  tutti i giorni, né di tutti gli psicologi. Eppure ce ne sono tanti in tutte le nostre città e il numero è andato via via aumentando  negli ultimi anni.

Non è vero, come si sente spesso dire, che lo stato pensa più agli stranieri che agli italiani. In realtà non riesce a pensare a nessuno in particolare, per cui i centri di accoglienza sono super saturi già dall’inizio di novembre e molta gente rimane sulla strada.

Milano ha messo a disposizione 2700 posti letto, in vari centri e, se guardo alle mie personali statistiche, gli stranieri sono in numero maggiore rispetto agli  italiani, ma solamente perché gli stranieri sulla strada sono molti di più.

Molti di loro sono qui da anni, altri solo da pochi mesi. Sì perché alla fine delle pratiche per la richiesta di asilo, solo il 20% di loro lo ottiene e porta avanti il percorso di integrazione.  Per tutti gli altri c’è solo la strada.

I senza tetto portano a chi si prende cura di loro un doppio disagio: fisico e psichico.

Prendere in carico il disagio fisico, cioè la malattia, è sempre un buon inizio per l’istaurarsi del rapporto.  Ma dietro alle malattie per le quali essi chiedono la cura, c’è il grande scenario del disagio psichico, dovuto alla precarietà del loro vivere quotidiano, alla mancanza di relazioni famigliari e affettive, alla disperazione per un futuro che non esiste. Per tutti c’è un passato di dolore, solitudine, sofferenza.

A vari livelli, ovviamente.

Confrontando tra di loro italiani e stranieri, questi ultimi rivelano più chiaramente la loro sofferenza psichica. Sono completamente sradicati dal loro contesto culturale e non si rendono ben conto di ciò che li aspetta in futuro, cioè il niente. Forse io sono più pessimista di loro.

Ai ragazzi del Mali, Gambia, Guinea , Senegal , chiedo sempre qual è la motivazione che li ha spinti a venire in Italia e la risposta è sempre la stessa: per aiutare la famiglia. All’inizio insistevo sul mostrare loro la cruda realtà quotidiana, la strada, il freddo , le malattie, la non padronanza della lingua italiana, l’impossibilità di trovare un lavoro. Poi ho smesso, ho capito che non serviva a niente. Ora li ascolto e tengo i miei pensieri per me.

Li guardo e me li immagino al loro paese, come li ho sempre visti, seduti  in gruppo sotto a un albero, intenti a chiacchierare e prendere il thè.  Al caldo e con la possibilità di avere accanto una famiglia, povera, è vero, ma che li protegge.

Il centro in cui lavoro, per fortuna, è come una grande famiglia. Il luogo è bello, pulito, accogliente e gli operatori parlano con loro, li ascoltano, li aiutano come possono. E ci prendiamo in carico, con percorsi protetti, gli ospiti che manifestano particolari problemi psichici: depressione e disturbo post traumatico da stress sono i più frequenti.

Penso che Milano offra davvero un buon modello di accoglienza, per lo meno in alcuni centri dove non si contano i soldi che faranno guadagnare gli ospiti, ma si cerca di dare a essi tutto il rispetto che ogni essere umano merita. Purtroppo conosco anche gli altri, ma di quelli è meglio non parlare.

 

 

Differenza di ruoli uomo-donna? Questione di testo...
Il sogno e il suo fascino notturno
 

Commenti

Già registrato? Login qui
Nessun commento ancora fatto. Sii il primo a inserire un commento

By accepting you will be accessing a service provided by a third-party external to https://www.psiconline.it/

0
condivisioni

Pubblicità

Pubblicità

I Sondaggi di Psiconline

Dopo tanto il nuovo Psiconline è arrivato. Cosa ne pensi?

Pubblicità

Le Risposte dell'Esperto

Pensiero ossessivo (1624140870…

Fabio, 34 anni     Gentile Dottoressa/Dottore! Mi chiamo Fabio e 5 anni fà ho commesso un errore di tipo erotico.Ho cominciato a scambiare dei...

Problemi con marito [162342796…

Viola, 38 anni     Buongiorno, avrei bisogno di un consulto per dei problemi con mio marito.Mio marito è molto irascibile ma oltre a urlare no...

Ansia e paura nella guida [162…

Clarissa, 22 anni       Salve, vi scrivo perchè da un paio di mesi sto facendo le guide in autoscuola ma la sto vivendo un po' male...

Area Professionale

La trasmissione intergenerazio…

Modificazioni epigenetiche nei figli di sopravvissuti all’Olocausto I figli di persone traumatizzate hanno un rischio maggiore di sviluppare il disturbo post-t...

Il Protocollo CNOP-MIUR e gli …

di Catello Parmentola CNOP e MIUR hanno firmato nel 2020 un Protocollo d'intesa per il supporto psicologico nelle istituzioni scolastiche. Evento molto positiv...

Come gestire il transfert nega…

Per non soccombere alle proiezioni negative del transfert, lo psicoterapeuta deve conoscere con convinzione ciò che appartiene alla psiche del paziente e ciò ch...

Le parole della Psicologia

Disturbo Antisociale di Person…

La prevalenza del DAP è pari al 3% nei maschi e all'1% nelle femmine nella popolazione generale, e aumenta al 3-30% in ambiente clinico. Percentuali di preva...

Sentimento

Il sentimento è quella risonanza affettiva, meno intensa della passione e più duratura dell’emozione, con cui il soggetto vive i suoi stati soggettivi e gli asp...

Ecofobia

È definita come una paura persistente, anormale e ingiustificata di rimanere da soli nella propria casa Una paura comune a molti che spesso si associa ad altre...

News Letters

0
condivisioni