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Psicologia delle Migrazioni

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Il coraggio delle madri

il coraggio delle madriHo sempre ammirato il coraggio delle madri che intraprendono, da sole, i lunghi viaggi verso l'Europa per portare in salvo i loro figli.  

Qualche sera fa, ero rientrata in casa da pochi minuti, quando sono stata richiamata in piena notte,  per una emergenza all' Hub.
" È' arrivata in stazione una signora con sei bambini", mi ha detto Gianluca, che è sempre presente, giorno e notte, nella struttura. " Il più piccolo ha solo 15 giorni e alla mamma sembra che non stia bene"
" Cosa fa, ha gli occhi aperti, mangia, si muove..." Facevo delle domande per capire come orientarmi, ma era troppo complicato. Per di più la signora parlava solo arabo, e la traduzione non era il massimo.

Di primo acchito, avrei voluto rispondere di inviare madre e figlio in ospedale. Ma subito ho pensato: " È chi si occupa degli altri 5 bambini?" Non ho avuto scelta:  "Ok, vengo".

Una corsa nella notte e poi l'hub. Con Gianluca, e Joussef, un altro operatore.

La mamma, sirio-palestinese, stava aspettando con ansia, tenendo il piccolino in braccio mentre i cinque ragazzini erano padroni assoluti degli spazi e ne erano felici.

Mi è bastato poco per capire che l'ultimo arrivato non aveva alcun bisogno di andare in ospedale. Era nato quindici giorni prima a Lampedusa, prematuro, con parto cesareo. Aveva i lineamenti delicati come un cammeo, e la cute mostrava un po' di ittero, ma era vispo e partecipe alle gioie di questo mondo, a modo suo.

La mamma si è subito rassicurata." Possiamo partire subito?" Ha chiesto. "Mio marito ci aspetta in Germania". Su questo abbiamo insistito. Niente partenza immediata ma riposo per lei ed i sei bambini in un centro di accoglienza. Nuova visita medica nel giorno successivo e poi avrebbero potuto partire. Se ne sono quindi andati sereni e tranquille al centro di accoglienza.

Tornando a casa, mi sono fatta molte domande, quelle che credo ci facciamo tutti.
" Come fa una donna intraprendere un viaggio così terribile, da sola, con cinque bambini di cui prendersi cura, ed un altro in procinto di arrivare da un momento all'altro?"
E poi: " Come fa a trascinarsi fino a Monaco di Baviera, subito dopo aver subito un cesareo, sfinita, dovendo allattare il nuovo nato, quando non sa neanche se troverà qualcuno che da qualcosa da mangiare a lei ed ai suoi figli?"

Ho pensato che loro si affidino al destino ed abbiano molta fiducia. Evidentemente è l'unica scelta che hanno per non morire. Pensate che i bambini fossero spaventati? Proprio per niente.

 

 

Cogliere una bugia dall’espressione del viso
Le voci mute
 

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