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Articles Tagged ‘demenza’

Alta pressione e rischio di demenza nelle donne

L’alta pressione sanguigna nelle donne di mezza età aumenta le probabilità di sviluppare la demenza successivamente.

alta pressione demenzaSecondo un nuovo studio, le donne che hanno un’alta pressione sanguigna intorno ai 40 anni possono avere maggiori probabilità di sviluppare la demenza anni dopo.

Curiosità (1452939315514)

le risposte dellespertoMartina, 20

 

D

 


Salve,
vorrei avere una delucidazione su un argomento che non mi è molto chiaro: vorrei sapere se la psicoanalisi c'entra con la paranoia e come.

Depressione o demenza? Una SPECT aiuta a distinguerle

Secondo un articolo del “Journal of Alzheimer's Disease”, il Neuroumaging della diminuzione del flusso sanguigno in regioni specifiche del cervello consente di distinguere tra depressione e disturbi cognitivi (CD).

 

depressione o demenza

Un paziente ha la depressione, un disturbo cognitivo come l’Alzheimer o entrambi?

Dal momento che entrambi i disturbi presentano sintomi sovrapponibili, come può il medico fare una diagnosi appropriata? I ricercatori hanno scoperto che la Tomografia a emissione di fotone singolo, o SPECT, può aiutare nel distinguere tra queste categorie diagnostiche.

Farmaci per il DPTS e rischio di demenza

I risultati di alcune ricerche hanno mostrato come il Disturbo Post – Traumatico da Stress (DPTS) possa configurarsi come un fattore di rischio significativo nello sviluppo della demenza.

Farmaci DPTS

 La demenza è una patologia in grado di compromettere la memoria e di influenzare la capacità di una persona di svolgere i compiti abituali.

Gli effetti della Musicoterapia sulla Demenza Senile

Attuali ricerche hanno dimostrato che la musica è in grado di aiutare a ridurre i sintomi della demenza senile.

musicoterapiaI sintomi di centinaia di migliaia di persone con alta vulnerabilità o già con demenza potrebbero migliorare significativamente ascoltando e suonando musica, secondo dei recenti studi.

L'apnea notturna potrebbe essere collegata all'Alzheimer

Le persone che soffrono di apnea notturna potrebbero avere un accumulo di un marcatore biologico dell'Alzheimer, la proteina Tau, in un'area del cervello che è collegata con la memoria.

apnea notturna Alzheimer news

Lo studio è stato presentato all'American Academy of Neurology's 71st Annual Meetinga Philadelphia.

L’attività fisica come protezione contro la malattia di Alzheimer

L’esercizio fisico regolare potrebbe mantenere la mente giovane

attivitùàfisicaUn gruppo di ricercatori della University of Kentucky College of Health Sciences, ha cercato di indagare e delineare la probabile correlazione positiva tra il fitness, funzione cardiaca e flusso ematico cerebrale in quelle regioni critiche del cervello in cui solitamente si sviluppano i grovigli neurofibrillari e le placche amiloidi della demenza di Alzheimer.

La carenza di vitamina B1 è un fattore chiave nello sviluppo della demenza alcol-correlata

La ricerca ha sviluppato l'ipotesi per la quale i depositi di ferro nel cervello, derivanti dalla carenza di vitamina B1 indotta dall'alcol, possono essere fattori chiave nel declino cognitivo.

La carenza di vitamina B1 è un fattore chiave nello sviluppo della demenza alcol correlata

Una conseguenza comune del consumo cronicamente elevato di alcol è un declino della funzione cognitiva, che può persino progredire fino a una demenza conclamata. Tuttavia, non comprendiamo ancora appieno come l'alcol danneggi il cervello.

La depressione accelera l'invecchiamento cerebrale

Gli psicologi dell'Università del Sussex hanno trovato un legame tra la depressione e la velocità alla quale il cervello invecchia.

depressione invecchiamentoAnche se gli scienziati hanno precedentemente riferito che le persone con depressione o ansia hanno un aumentato rischio di demenza in età avanzata, questo è il primo studio che fornisce una prova completa per l'effetto della depressione sul declino della funzione cognitiva complessiva (noto anche come stato cognitivo), in una popolazione generale.

Madre con demenza senile (1537023486398)

le risposte dellespertomari1881, 61

domanda

 

 

Ho mia madre 85enne all'ospedale per una operazione all'anca ma è affetta da demenza senile progressiva e il recupero è davvero difficile, come figlia ho una mia vita con interessi e attività e abito un po' lontano e non riesco a occuparmi di lei come vorrebbe un'altra figlia cioè, giornalmente.

Mangiare funghi ridure il rischio di declino cognitivo

I ricercatori hanno scoperto che, negli anziani che consumano più di due porzioni standard di funghi a settimana, si rileva una riduzione del 50% di probabilità di sviluppare "Mild Cognitive Impairment" (MCI).

funghi news

Un team di ricerca del Dipartimento di Medicina Psicologica e Biochimica alla Yong Loo Lin School of Medicine e della National University of Singapore (NUS), ha indagato il ruolo dei funghi sul declino cognitivo.

Mild Cognitive Impairment (MCI)

È uno stato di confine o di transizione tra l’invecchiamento normale e la demenza, noto come “lieve compromissione cognitiva”.

mild cognitive impairmentIl declino cognitivo lieve consiste in una riduzione dell’efficienza mentale maggiore del declino fisiologico dovuto all’età, ma non alla pari di una demenza senile.

Pensiero negativo ripetitivo legato al rischio di demenza

Impegnarsi CONTINUAMENTE in schemi di pensiero negativo può aumentare il rischio di malattia di Alzheimer.

Pensiero negativo ripetitivo legato al rischio di demenzajpg

 Nello studio su persone di età superiore ai 55 anni, pubblicato su Alzheimer e demenza, i ricercatori hanno scoperto che il "pensiero negativo ripetitivo" (RNT) è collegato al successivo declino cognitivo e alla deposizione di proteine ​​cerebrali dannose legate all'Alzheimer".

I ricercatori sostengono che la RNT dovrebbe ora essere ulteriormente studiata come un potenziale fattore di rischio per la demenza e che gli strumenti psicologici, come la consapevolezza o la meditazione, dovrebbero essere studiati per vedere se questi possono ridurre il rischio di demenza.

Promuovere il benessere nella persona con demenza

Una guida pratica per la stimolazione cognitiva ad uso del familiare e del caregiver. Con aggiornamento online

Promuovere il benessereLa demenza molto spesso ci fa dimenticare chi abbiamo di fronte: la malattia prende il sopravvento sulla persona e su coloro che si prendono cura di lei, a volte anche annullando la relazione, il dialogo e la possibilità di "vivere bene", nonostante la malattia.

Rilevare segni precoci dell'Alzheimer è ora possibile

Un nuovo studio pubblicato sul giornale "Nature Medicine" ha mostrato come una proteina trovata nel sangue possa essere usata per monitorare in modo preciso la progressione a lungo termine del disturbo di Alzheimer prima della comparsa dei primi segni clinici.

Alzheimer news

"Questo è qualcosa che potrebbe essere facilmente incorporato in un test di screening in una clinica neurologica" ha spiegato il Dr. Brian Gordon, ricercatore dell'Istituto Mallinckrodt di Radiologia alla Washington University.

Scoperti effetti terribili e sconosciuti delle lesioni cerebrali anche lievi

Anche le commozioni cerebrali lievi causano disturbi gravi e duraturi nella capacità del cervello di pulirsi, e questo può facilitare l'Alzheimer, la demenza e altri problemi neurodegenerativi.

Scoperti effetti terribili e sconosciuti delle lesioni cerebrali anche lievi
Anche le commozioni cerebrali lievi causano disturbi gravi e duraturi nella capacità del cervello di purificarsi dalle tossine, e questo può seminare il morbo di Alzheimer, la demenza e altri problemi neurodegenerativi, rivela una nuova ricerca della University of Virginia School of Medicine.

Un'anormale pressione sanguigna aumenta il rischio di demenza

In uno studio che ha attraversato due decenni e mezzo e ha esaminato i dati di oltre 4.700 partecipanti, i ricercatori del Johns Hopkins Medicine hanno aggiunto delle prove che la pressione arteriosa anormale, nella mezza età e che persiste nella tarda età, aumenta la probabilità di sviluppare demenza.

ipertensione pressione sanguigna demenza

Sebbene non progettato per mostrare causa ed effetto, lo studio suggerisce che mantenere una pressione sanguigna sana per tutta la vita può essere un modo per aiutare a ridurre il rischio di perdere le funzioni cerebrali.

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