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Depressione post tumore al seno (1455114884487)

le risposte dellespertoAngela, 37

 

D

 


Gentili Dottori,
mi chiamo Angela ed ho 37 anni, svolgo attività di dipendente, figlia unica di genitori separati e convivo col mio compagno ma non abbiamo ancora figli.

Diventare mamma: che ruolo ha l'istinto?

La creazione del legame fra una madre e un figlio non è spontanea e non è innata, attiene piuttosto all’esperienza di accudimento che ogni donna, futura mamma, ha avuto con la propria madre, oltre che alla sensibilità empatica personale.

Diventare mamma: che ruolo ha l'istinto?Molti ritengono che il diventare madre ed il modo con cui si accudisce un bambino sia basato in larga misura su una dimensione istintuale.

L’istinto materno è assimilato ad una sorta di “programmazione” naturale, geneticamente data, che guiderebbe la neomamma verso un accudimento efficace del suo bambino.

Essere madre

Quando una donna diventa mamma i meccanismi e le dinamiche interiori subiscono profonde trasformazioni.

essere madrePer molte donne si riattivano automatismi arcaici di relazione con la propria madre, per altre l’obiettivo principale è distanziarsi il più possibile dal modello acquisito, l’evidenza è che diventare madre attua nella donna una profonda trasformazione a livello psicologico.

Il desiderio in una prospettiva evolutiva

Perché uno psicologo psicoterapeuta dovrebbe mantenere un atteggiamento critico verso il mondo contemporaneo, nei confronti dello spirito del suo tempo, mettendo ad esempio in discussione un legittimo desiderio di maternità e/o paternità?

DOTT. SERGIO STAGNITTA

Il desiderio in una prospettiva evolutivaAlle volte l’anima desidererà ed effettivamente desidera una veduta ristretta e confinata in certi modi, come nelle situazioni romantiche. La cagione è il desiderio dell’infinito, perché allora in luogo della vista lavora l’immaginazione, e il fantastico sottentra al reale. L’anima s’immagina quello che non vede, che quell’albero, quella siepe, quella torre gli nasconde, e va errando in uno spazio immaginario, e si figura cose che non potrebbe se la sua vista si estendesse da per tutto, perché il reale escluderebbe l’immaginario.” (Giacomo Leopardi, Lo Zibaldone)

Influenza reciproca e circolare tra società e individuo

Perché uno psicologo psicoterapeuta dovrebbe mantenere un atteggiamento critico verso il mondo contemporaneo, nei confronti dello spirito del suo tempo, mettendo ad esempio in discussione un legittimo desiderio di maternità e/o paternità?

DOTT.SSA SIMONA ADELAIDE MARTINI

Influenza reciproca e circolare tra società e individuoAristotele, IV secolo A.C., nella “Politica” definisce l’uomo un animale sociale, teso ad aggregarsi ai suoi simili per costituire un nucleo sociale. Una sorta d’istinto primario che porta gli individui a cercare altri individui, al fine di creare un gruppo di condivisione e coesione.

Darwin (L’origine della specie, 1859) si occupa a lungo della questione socialità, osservando e studiando il branco di animali. Ottiene la conferma dell’istinto primario di aggregazione e il bisogno di stare vicino ai propri simili per ottenere sostegno, aiuto e protezione.

L'esperto della psiche non può esimersi dal confronto

Perché uno psicologo psicoterapeuta dovrebbe mantenere un atteggiamento critico verso il mondo contemporaneo, nei confronti dello spirito del suo tempo, mettendo ad esempio in discussione un legittimo desiderio di maternità e/o paternità?

DOTT.SSA SIMONETTA PUTTI

Lesperto della psiche non può esimersi dal confrontoCondividendo le idee e motivazioni espresse, quelle che peraltro hanno costituito l’assetto di base dal quale ci siamo mosse per scrivere il libro a più mani “Utero in Anima”[1], posso soffermarmi qui su pochi ulteriori spunti.

Io penso che l’esperto della psiche, e soprattutto chi con la psiche del paziente si confronta quotidianamente, non possa esimersi dal compito di essere nel mondo.

La famiglia adolescente

la famiglia adolescente«Noi volevamo costruire una famiglia diversa da quella che avevamo avuto. Volevamo colmare ogni distanza, liberare i nostri figli da ogni autoritarismo, diventare un sol corpo con loro. Ci siamo illusi di avvicinarli. E, invece, eravamo arrivati solo allo strato più esterno ed estrinseco.
L’abbiamo trasformata alla radice. Ma che famiglia abbiamo costruito?»

La Grande Madre è ormai una Grande Macchina?

Perché uno psicologo psicoterapeuta dovrebbe mantenere un atteggiamento critico verso il mondo contemporaneo, nei confronti dello spirito del suo tempo, mettendo ad esempio in discussione un legittimo desiderio di maternità e/o paternità?

DOTT.SSA VALERIA BIANCHI MIAN

maternità assistita, utero in affittoUn professionista che lavori con e attraverso la relazione terapeutica può e deve condividere le proprie riflessioni, se queste esulano dalla pratica clinica vis-à-vis con il paziente o con i gruppi? Il suddetto professionista può e deve rivolgersi con sguardo curioso verso il confronto multidisciplinare, avviando addirittura discussioni con sociologi, filosofi, magari persino letterati e giornalisti, relativamente a tematiche più o meno nuove come, per fare un esempio, la questione GPA (maternità surrogata)?

La relazione materna come luogo di apprendimento

Tutte le prime esperienze della vita di un essere umano  vengono sperimentate nella relazione con la propria madre. Quello della relazione materna è il luogo di apprendimento per eccellenza: apprendimento comportamentale, comunicativo, relazionale.

La relazione materna come luogo di apprendimentoGran parte dei ricordi infantili di ogni individuo vede la presenza di una figura di rilievo che arricchisce di senso, significato ed emozione le scene di vita passata: la mamma. La figura materna  rappresenta il primo oggetto d’amore, la prima persona con cui si entra in relazione, la persona con cui si sperimenta la fusione, a cui ci si abbandona completamente, di cui ci si fida e a cui ci si affida senza timori o remore.

La transizione verso la maternità: da donna a madre

Nel corso della gravidanza si è portati a dare molta importanza ai cambiamenti fisiologici ma Gli aspetti psicologici della donna evolvono di pari passo. le componenti psicologiche svolgono un ruolo delicato sul futuro adattamento e sulla transizione nel passaggio da donna a madre.

La transizione verso la maternità. da donna a madreDiventare madri è un processo che, per quanto naturale, in realtà, dal punto di vista socio-psicologico, è molto più complesso di quel che sembra.

Le circostanze della vita dei genitori, l'ambiente sociale, lo stesso concepimento, il livello di supporto fornito dal partner o dalla famiglia di origine, sono tutti fattori che partecipano a quell'evento di transizione che prende il nome di maternità.

Madri

Dal complesso di Edipo alle madri reali

MadriLa funzione materna non è pensabile come individuale e non si può circoscrivere esclusivamente alla figura femminile.

È una caratteristica relazionale, che coinvolge diversi soggetti, appartenenti a una comunità più ampia e complessa.
Questa è la tesi di fondo su cui i due autori, psicologi e psicoterapeuti esperti in terapia di coppia e familiare, costruiscono una narrazione originale della maternità.

Quando maternità non coincide con felicità

Il maternity blues, o baby blues, sopraggiunge due o tre giorni dopo il parto (quindi solitamente in coincidenza con il rientro a casa dall’ospedale) e si manifesta prevalentemente con un umore calante e difficoltà nel prendersi cura del neonato

Quando maternità non coincide con felicitàPer tante donne la scoperta dell’imminente maternità, e l’evento nascita, non rappresentano un momento lieto; al contrario il puerperio può diventare un periodo molto critico dell’esistenza della donna.

Si stima che, nel mondo occidentale, la depressione post-parto abbia un’incidenza del 10-15% delle donne che partoriscono; per quanto riguarda invece il maternity blues l’incidenza oscilla fra il 50% e l’80% delle partorienti. Questi dati dimostrano che la maggior parte delle donne dopo il parto deve affrontare  un periodo di squilibrio emotivo a cui spesso non si è preparati e di cui non si sospetta di poter essere vittime.

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